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Capodanno a Rimini

capodanno2005
Carlo Conti al Capodanno di Rimini fonte: http://www.riminiturismo.it

 

DICHIARAZIONE DI VOTO DEI CONSIGLIERI PARI, PAZZAGLIA, COCCIA E GIOVAGNOLI SUL VOTO ALLA DELIBERA DI VARIAZIONE DEL BILANCIO PER LA FESTA DI CAPODANNO

Nel dibattito che si è svolto in Consiglio Comunale nel 2007 relativamente alla Festa di Capodanno, trasmessa dalla Rai, si ammetteva che la delibera in argomento era stata portata in Consiglio Comunale anche se “non abbiamo mai discusso su questa iniziativa”.

In tal modo si chiedeva ai consiglieri comunali di approvare una spesa di circa 800 mila euro senza che ci fosse stata la possibilità di valutare la necessità o meno di spendere una somma così consistente per una ripresa televisiva.

Ciò che aveva stupito e sorpreso i consiglieri di maggioranza, che si erano astenuti o che avevano votato contro questa iniziativa, era una constatazione, a chi non era d’accordo, cioè che non si poteva contrapporre queste iniziativa ad eventuali interventi sociali.

Non era importante che questa cifra potesse essere spesa in ben altre direzioni (aiutare le famiglie bisognose, mandare all’asilo un numero significativo di bambini, sostenere attività culturali). Chi poneva la questione in questi termini sbagliava profondamente perché, secondo il vicesindaco “non comprende le caratteristiche della città di Rimini e questa zona che ha il turismo come località componente essenziale e che dia emozioni che faccia sognare”.

I dati della drammatica crisi occupazionale nel nostro territorio sono i seguenti: nei prossimi giorni saranno avviate procedure di cassa integrazione per 439 lavoratori, su 1100 lavoratori che saranno interessati a questi provvedimenti. Altri 1000 lavoratori precari rischiano di non vedere rinnovati i contratti allo scadere dell’anno in corso. La perdita del posto di lavoro è una vera e propria tragedia.

Noi non ce la sentiamo più di vendere “emozioni e sogni” di fronte a questa situazione. Ci sembra un insulto nei confronti di coloro che ormai sono alla disperazione.

Ma non basta: il vice sindaco Melucci sempre nel suo intervento dell’anno scorso giustificando i motivi di tale scelta affermava che “questa discussione è chiusa e bisogna pensare a quanto produce l’evento”.

La discussione fu chiusa allora in questo modo e non è stata più riaperta finché si è arrivati ancora una volta a riproporre la diretta televisiva che quest’anno costerà complessivamente un milione e 66 mila euro di cui 813.000 a carico del Comune.

Praticamente quasi un quinto dell’importo che il Comune di Rimini ha introitato applicando l’addizionale Irpef dello 0,3%, addizionale che viene pagata da coloro che hanno un reddito fisso, la maggior parte dei quali fanno fatica ad arrivare alla fine del mese.

Nessuno ci venga a dire che si fa del populismo e della demagogia se affermiamo che siamo di fronte ad una contraddizione perché mentre si impoveriscono i meno abbienti (quelli a reddito fisso) si arricchiscono quegli operatori turistici ed esercizi vari che traggono vantaggi da questa iniziativa e che guarda caso alcuni di questi sono fra i massimi evasori fiscali nella nostra città.

Per noi è soprattutto una questione di coscienza.
Come se non bastasse si arriva ancora una volta in Consiglio senza che ci sia stata la possibilità di discutene nonostante un consigliere comunale di maggioranza, nel dibattito in consiglio comunale sullo stesso argomento nel dicembre di anno scorso, avesse chiesto che anche le categorie economiche partecipassero alla spesa per la diretta. Niente di tutto ciò si è verificato nonostante ci fosse stata la disponibilità delle categorie (che direttamente si avvantaggiano da questo indotto) a elargire un contributo economico per l’organizzazione dell’evento.

Abbiamo considerato questa disponibilità non un atto di generosità ma un atto dovuto. Purtroppo niente di tutto ciò è avvenuto perché il Comune non si è sufficientemente adoperato per trovare un accordo e ancora una volta le categorie economiche sono assenti. Purtroppo ancora una volta ci troviamo di fronte ad una cocente delusione e il comune dovrà sostenere praticamente tutte le spese.
Pensiamo di chiudere qui la parte “economica e finanziaria” della vicenda Capodanno e riteniamo giusto parlare anche di quella del “valore culturale” della diretta senza dimenticarci che l’hanno fu scorso stroncata da molti concittadini e da giornali nazionali come il Riformista e l’Unità. Riteniamo, anche se l’affermazione potrà sembrare a qualcuno “sacrilega”, che la festa di fine anno è un boomerang in termini di marketing turistico perché non può essere legata ad un’immagine “positiva” della città che, tra l’altro, non trova mai soldi per iniziative culturali di più alto contenuto culturale e sociale. Sempre per il ritorno di immagine come non dire che non si debba parlare di un effetto dannoso per la città in quanto si tratta di uno spettacolo rivolto ad un target di over 60 (quelli che restano a casa). Che importanza ha che simili immagini vengano viste anche in Australia o in ‘America Latina?
Ci convinciamo sempre di più che i soldi che il Comune spende dovrebbero avere un ritorno d’immagine per la città balneare ma che in effetti il ritorno è pressoché inesistente sia per i suoi abitanti e soprattutto per la cultura. Purtroppo nessuno ha ancora aperto un dibattito su cultura e turismo (a parte il Corrierre di Rimini, in questi giorni, con interviste ad intellettuali riminesi). Questa questione non può più essere trascurata se non altro per un motivo molto semplice: nel Turismo ci sono molti soldi da investire ( a volte in maniera discutibile) soldi di cui la cultura potrebbe in qualche modo giovarsi. La diretta di Capodanno è un progetto totalmente televisivo e se si vuole utilizzare la televisione si potrebbe pensare ad altri progetti e cioè ad uno sviluppo graduale e infrastrutturale di altri progetti per la città per cui il Capodanno potrebbe diventare un momento di maggior visibilità di un progetto quotidiano (anche creativo). La cifra ingente che viene impegnata in una sola notte potrebbe essere usata per creare molteplici iniziative che poi dovrebbero trovare un importante momento di visibilità particolare il 31 dicembre. Mostre di alto valore artistico e culturale, concerti con illustri maestri, iniziative rivolte ai giovani possono più di un evento televisivo generare in termini di “soldoni” un indotto milionario e un flusso turistico importante non obbligatoriamente legato ad eventi-spettacolo. Qualcuno sostiene, giustamente, da più parti che la cultura non può essere “contaminata” dal turismo perchè si rischia di fare politiche legate agli eventi di una stagione e dallo scarso valore didattico e culturale. Ora l’Amministrazione Comunale si accinge a spendere un milione di euro per le riprese televisive di Capodanno che dovrebbero avere un ritorno di immagine per la città balneare ma che non ha nessun ritorno per la stragrande maggioranza dei suoi abitanti, e soprattutto nessun valore culturale. Ci chiediamo: se quel milione di euro fosse investito per organizzare una grande mostra che portasse, in una città come Rimini, migliaia di persone e se nel contempo rappresentasse un’occasione di crescita culturale per la città e di sviluppo delle professionalità locali, non sarebbe qualcosa di più utile e condivisibile? Va da sé che i soldi che l’Amministrazione Comunale spende per questo “evento” servono per pagare la TV e Bibi Ballandi, non la qualità dello spettacolo e purtroppo la TV -lo ripetiamo- rimanda un’immagine di Rimini che non è né allegra, né vincente, né solare… né niente che ricordi il mare e la spiaggia. L’ultima considerazione di tipo economico: l’evento fa aumentare certamente le presenze ma non fa aumenta il fatturato segno di un turismo “mordi e fuggi” che viene per una notte e non si ferma certamente a vedere la Domus o il Tempio Malatestiano.

Per queste ragione, esprimeremo voto contrario.

813mila euro per il Capodanno Rai. Il no di 4 consiglieri di maggioranza

Ieri l’annuncio da parte dell’amministrazione comunale di Rimini delle star che saliranno sul palco del Capodanno in diretta Rai e subito si sono sollevate critiche. “813mila euro risparmiati per la depurazione dell’acqua ma pagati dai riminesi nella bolletta”.

RIMINI | 29 novembre 2008 | Non solo da parte della minoranza ma anche di quattro consiglieri di maggioranza. Eugenio Pari (Comunisti italiani), Giorgio Giovagnoli (Sinistra democratica), Fabio Pazzaglia e Leandro Coccia (partito democratico), in consiglio comunale di giovedì sera hanno letto un documento spiegando le ragioni del loro voto contrario sulla variazione al bilancio di previsione 2008. “Il comune risparmia sul trattamento delle acque piovane e con quei soldi paga il capodanno” la critica dei consiglieri che sottolineano la coincidenza delle cifre: 816mila euro risparmiati perché non versati ad Hera e 813mila euro stanziati per il Capodanno in diretta Rai.
Critiche piovono anche per la scelta artistica, sempre da parte di Coccia Pazzaglia, Giovagnoli e Pari che parlano di “effetto dannoso per l’immagine della città visto che si tratta di uno spettacolo rivolto soprattutto agli over 60”.

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