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Sondaggio Emg (27 Giugno) per il Tg la7

Risalgono il Pdl e l’Idv, Lega sotto il 10%, diminuiscono gli indecisi

lunedì 27 giugno 2011

 PDL 28,9% (+0,5%)

LEGA NORD 9,9% (-0,1%)

LA DESTRA 1,6% (INV)

Totale cdx 40,4% (+0,4%)

 

FLI 2,8% (-0,4%)

UDC 6,1% (+0,1%)

API 0,8% (INV)

MPA 0,6% (-0,1%)

Totale centro 10,3% (-0,4%)

 

PD 28,2% (-0,4%)

IDV 6% (+0,5%)

SEL 7% (INV)

RAD 0,6% (INV)

PSI 1% (INV)

VERDI 0,4% (INV)

Totale Csx 43,2% (+0,1%)

 

FDS 1,4% (-0,2%)

M5S 2,5% (-0,1%)
Altri Partiti 2,2% (+0,2%)

Indecisi 15,9% (-2,7%)
Bianche 2,8% (-0,3%) 
Astensione 24,9% (-0,1%)

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Intervento di Eugenio Pari nel Consiglio comunale aperto ai ragazzi dedicato al 150° dell’Unità di Italia

Dalla Resistenza alla Costituzione

Cari studenti, gentili docenti,

i lavori che oggi ci avete presentato con così tanto impegno rinfrancano il nostro spirito, fanno bene al nostro animo. Grazie a voi tutti per questo.

Il consigliere Giovagnoli, poco fa, mi raccontava un episodio piuttosto curioso e direi importante della nostra storia: al momento di formare il primo Parlamento nazionale Cavour chiese a Giuseppe Verdi di diventare deputato e gli chiede anche di incontrarlo presso il suo studio. In attesa di entrare nell’ufficio di Caovur Verdi vide uscire dalla stanza un tale Giuseppe Mazzini li per il suo stesso motivo. Ecco, questo episodio ci spiega quale fosse il tenore dei deputati dell’epoca, la loro levatura culturale e morale.

Difendere le istituzioni non è un gesto vuoto, perché le istituzioni rappresentano tutti noi, chiedere dignità a chi le rappresenta è importante perché rappresentare degnamente le istituzioni significa rispettare tutti i cittadini, chidere dignità a chi ci rappresenta significa difendere la nostra stessa dignità.

Nei vostri lavori avete parlato delle prime pagine della nostra storia nazionale, ebbene io ne voglio citare un’altra altrettanto importante per il nostro paese e per la dignità del nostro Paese: la lotta di Resistenza. Quella pagina così tragica ed eroica viene definita come il nuovo Risorgimento Italiano. Dalla Resistenza nasce la nostra Costituzione cardine delle nostre libertà e della nostra democrazia.  Questa Carta ci parla di eguaglianza e unità, si fonda su questi principi che voi avete così bene richiamato nei vostri lavori.

Ebbene, la Costituzione non è scritta nella roccia, non data per sempre, i suoi principi non si realizzano solo perchè scritti. Li realizziamo noi tutti.

Tutti noi, specie i giovani per far si che si concretizzino i principi della Costituzione non possono delegare a nessun altro i propri diritti e subordinare rispetto ai comportamenti di qualcun’altro i propri doveri. La Costituzione la realizziamo noi, la realizziamo cominciando dai nostri comportamenti e solo così ha senso e non è un vuoto simulacro.

Grazie e complimenti per il vostro lavoro.

Oggi più che mai Viva l’Italia, Viva la Repubblica.

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Sondaggio Politico-Elettorale

Porta a Porta – pubblicato il 14 settembre 2010 nel corso della trasmissione Porta Porta Rai 1

Pubblicato il 22/9/2010.

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Autore:
CRESPI RICERCHE
Committente/ Acquirente:

Porta a Porta

Acquirente:

Criteri seguiti per la formazione del campione:

Sondaggio telefonico a livello nazionale

Metodo di raccolta delle informazioni:

Interviste telefoniche condotte con metodologia C.A.T.I

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento:

1000 interviste

Data in cui è stato realizzato il sondaggio:

Tra il 06/09/2010 ed il 13/09/2010

QUESTIONARIO

QUESITO n.1
Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni politiche nazionali, Lei per quale partito avrebbe votato?……. . .
Risposta: Pdl 30,0%; Lega Nord 12,3%; La Destra 2,5%; Udc 6,5%; Futuro e Libertà 6,9%; Alleanza per l’Italia 0,8%; MPA 0,9%; PD 24,6%; IDV 6,5%; Sinistra ecologia e Libertà 4,0%; Rifondazione C+Comunisti I. 1,2%; Lista Pannella-Bonino 1,0%; Verdi 0,5%; Movimento 5Stelle 1,6%; Altri 0,7%.
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SULL’APPARENTAMENTO TRA VITALI E UDC: “CIO’ CHE NON SIAMO, CIO’ CHE NON VOGLIAMO”.

EUGENIO PARI

Eugenio Pari

Di Eugenio Pari

Vitali e il Pd hanno deciso l’apparentamento con l’Udc al ballottaggio del 21 giugno. Una scelta già sottoscritta da Verdi – Sd con la promessa di ottenere rispettivamente un assessorato in provincia e uno nel comune di Riccione. Pdci e Sinistra critica hanno con orgoglio dichiarato la propria contrarietà all’accordo, mentre Rifondazione ancora non si è espressa, ma spero possa fare anch’essa uno scatto d’orgoglio.
Quello che colgo è che il collante di questo guazzabuglio non è porre un argine al “berlusconismo” ma la promessa e per altro verso la bramosia di posti e prebende. L’accordo Pd – Udc a Rimini si appresta ad essere il prototipo dei futuri assetti in regione nel 2010 e in comune nel 2011, uno schema che prevede di scaricare la sinistra ormai del tutto inutile anche dal punto di vista elettorale.
Si badi: non voglio assolutamente sostenere l’astensione, voglio solo inviare un appello accorato ai dirigenti locali dei partiti della sinistra affinché facciano riconsiderare questo accordo, richiamando Vitali al coerenza con le dichiarazioni che egli stesso faceva all’indomani del voto, diceva infatti: “Sono carico. Non faremo accordi con nessuno”.
La sinistra in questa fase può rilanciare la propria funzione e un proprio ruolo attraverso il rifiuto dell’alleanza con l’Udc, indicare una propria autonomia, una battaglia di estrema difesa dei principi che hanno ispirato il centrosinistra, è l’ultima occasione per marcare la propria autonomia dal Pd e per non cedere ai diktat di un partito che muore dalla voglia di far fuori la sinistra. Vitali ha detto che questa scelta si colloca nella tradizione del centrosinistra riminese, che vide addirittura l’alleanza tra Pci e Dc: falso! Questa è solo una operazione di trasformismo che getta a mare i principi ispiratori del centrosinistra. Il Pd ha tenuto in ostaggio, disanguato e oggi venduto la sinistra non per battere le destre, ma solo per una visione patologica del potere. Un potere in nome del quale vale la pena sacrificare qualsiasi profilo programmatico, un potere che per alimentarsi si è basato su un consociativismo in cui Lombardi ed il Pdl stavano dall’altra parte del tavolo.
Ripeto: non sostengo l’astensione o fughe aventiniane. L’Udc, infatti, in termini numerici è ininfluente per le sorti del candidato di centrosinistra e qualora essa decidesse un accordo con Vitali, gli elettori dello scudo crociato mai e poi mai voterebbero per una coalizione dove ci sono i comunisti. Sicché il candidato del centrosinistra un minuto dopo aver varcato la sede di corso d’Augusto darebbe il benservito a quella sinistra che, a sua volta, avrebbe irrimediabilmente portato a termine un processo di mutazione genetica che la condurrebbe verso l’estinzione politica e culturale. L’accordo Casini – Errani che trova in Rimini un laboratorio e che si profila per essere il viatico di future alleanze in regione, prevede una conditio sine qua non: escludere la sinistra. Se la sinistra non saprà rifiutare questo patto scellerato, che in termini di politiche di governo si tradurrà in una sostanziale omologazione tra Pd e Pdl, segnerà la propria fine, scegliendo di allearsi con l’Udc la sinistra sceglie, di fatto, l’albero a cui impiccarsi.
Si deve chiaramente dire “ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”, infatti nonostante l’ottenimento o meno di posti il profilo di una alleanza, di fatto, sancisce anche la sostanza dell’azione di governo che quella compagine può sprigionare o meno.
Di fatto non si tratta di garantire un programma avanzato di sinistra, ma solo alimentare la speranza che qualcuno a sinistra pro domo propria possa vedere avverate le promesse di assessorati, prebende, ecc. che gli sono state presentate. Dopodichè: credere che l’Udc possa sedersi in una giunta dove ci sono assesssori che si dichiarano comunisti o, semplicemente di sinistra, significa credere alle favole e volere far credere alle favole. La sinistra deve e può contare solo sulle proprie forze sapendo che mai potrà arrivare il soccorso scudocrociato, risparmino ai propri elettori questo ennesimo supplizio. Chi siederà al tavolo della trattativa, cercando di rappresentare le istanze del popolo della sinistra, faccia una scelta di dignità, che è anche l’unica scelta possibile, dica chiaramente: o noi o l’Udc. Al popolo della sinistra che cosa vogliamo dire: che basta dichiararsi di sinistra per svolgere un’azione popolare di governo? Che tutto è finalizzato al governo, quando per governare bisogna sedere a fianco di coloro che abbiamo osteggiato fino a ieri, all’Udc che all’inclinazione confessionale più spinta riesce ad unire l’ultraliberismo in economia? A tutto c’è un limite e oggi, la sinistra, deve saper rispettare questo limite e anche imporlo se occorre, perché questa alleanza stravolge la natura stessa della sinistra al di là della necessaria politica delle alleanze.

eugenio_pari@yahoo.it

Eugenio.Pari@comune.rimini.it

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INCONTRO DELLA SINISTRA RIMINESE: RIPARTIRE DALL’UNITA’ PER DARE RISPOSTE AI BISOGNI DELLE PERSONE E DEI PIU’ DEBOLI

Unire la Sinistra

Ieri sera a Rimini, alla Casa della Pace, su iniziativa del consigliere comunale dei Comunisti Italiani di Rimini Eugenio Pari, del coordinatore di Sd Massimo Reali, Diego De Podestà di Rifondazione comunista, in un incontro profondamente partecipato, affollato di politici, amministratori, rappresentanti del sindacato, dell’associazionismo, del volontariato, della cooperazione e cittadini interessati (anche tanti giovani), tutti accomunati dalla voglia di fare, si è parlato finalmente di politica e di Sinistra

Negli interventi, numerosi e appassionati, si è riconosciuto che i congressi dei diversi partiti fanno immaginare tempi lunghi, non adatti alle emergenze che scuotono dalle fondamenta la società. Il nostro territorio ha bisogno di un progetto di alternativa che parta dall’ambiente, dalla partecipazione, dall’affermazione dei diritti, insomma, di un progetto di Sinistra e la Sinistra deve rimettersi in cammino, per essere il soggetto che riuscirà ad incidere per la trasformazione democratica della società.

Occorre organizzare un’opposizione sociale, politica e culturale al governo della destra e costruire un nuovo soggetto politico della Sinistra, capace di produrre grandi iniziative popolari, di produrre senso, non solo di cercare consensi. Fatti gravi sotto gli occhi di tutti, l’aggressione all’ambiente, la precarizzazione del lavoro e dell’esistenza, lo svuotamento della democrazia e la tecnicizzazione dei sistemi di governo, tutto ciò produce astensione e sfiducia verso la politica e da qui tutti gli intervenuti di ieri sera vogliono partire. Hanno dato la loro adesione e vogliono portare il loro contributo uomini e donne della società civile, appartenenti a Rifondazione comunista, ai Comunisti italiani, tutta Sinistra democratica, i Verdi con il coordinatore Mario Galasso e il consigliere provinciale Luigino Garattoni. Tutti insieme in un grande cantiere di lavoro hanno deciso di partire, di parlare dei bisogni di chi ha più bisogno e di rivolgersi in primo luogo a loro e non alle possibili coalizioni elettorali che, se verranno, si potranno realizzare solo partendo dalle risposte ai bisogni della gente.

Ci si è salutati con l’impegno e la volontà di rivedersi con un progetto di lavoro che potrà produrre un percorso comune per le prossime elezioni comunali e provinciali.

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