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Intervento di Eugenio Pari nel Consiglio comunale aperto ai ragazzi dedicato al 150° dell’Unità di Italia

Dalla Resistenza alla Costituzione

Cari studenti, gentili docenti,

i lavori che oggi ci avete presentato con così tanto impegno rinfrancano il nostro spirito, fanno bene al nostro animo. Grazie a voi tutti per questo.

Il consigliere Giovagnoli, poco fa, mi raccontava un episodio piuttosto curioso e direi importante della nostra storia: al momento di formare il primo Parlamento nazionale Cavour chiese a Giuseppe Verdi di diventare deputato e gli chiede anche di incontrarlo presso il suo studio. In attesa di entrare nell’ufficio di Caovur Verdi vide uscire dalla stanza un tale Giuseppe Mazzini li per il suo stesso motivo. Ecco, questo episodio ci spiega quale fosse il tenore dei deputati dell’epoca, la loro levatura culturale e morale.

Difendere le istituzioni non è un gesto vuoto, perché le istituzioni rappresentano tutti noi, chiedere dignità a chi le rappresenta è importante perché rappresentare degnamente le istituzioni significa rispettare tutti i cittadini, chidere dignità a chi ci rappresenta significa difendere la nostra stessa dignità.

Nei vostri lavori avete parlato delle prime pagine della nostra storia nazionale, ebbene io ne voglio citare un’altra altrettanto importante per il nostro paese e per la dignità del nostro Paese: la lotta di Resistenza. Quella pagina così tragica ed eroica viene definita come il nuovo Risorgimento Italiano. Dalla Resistenza nasce la nostra Costituzione cardine delle nostre libertà e della nostra democrazia.  Questa Carta ci parla di eguaglianza e unità, si fonda su questi principi che voi avete così bene richiamato nei vostri lavori.

Ebbene, la Costituzione non è scritta nella roccia, non data per sempre, i suoi principi non si realizzano solo perchè scritti. Li realizziamo noi tutti.

Tutti noi, specie i giovani per far si che si concretizzino i principi della Costituzione non possono delegare a nessun altro i propri diritti e subordinare rispetto ai comportamenti di qualcun’altro i propri doveri. La Costituzione la realizziamo noi, la realizziamo cominciando dai nostri comportamenti e solo così ha senso e non è un vuoto simulacro.

Grazie e complimenti per il vostro lavoro.

Oggi più che mai Viva l’Italia, Viva la Repubblica.

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A FRONTE DELLA GRAVE CRISI DEL PAESE E DELLE ACCELLERAZIONI DEL PD, OCCORRE LAVORARE PER UNA SINISTRA UNITA.

arcobaleno

Rimini, 29 gennaio 2008

Di Eugenio Pari

 

L’importante risultato in termini di partecipazione per la nomina dei dirigenti locali del PD segna un episodio che la sinistra non deve sottovalutare. Il PD, pur con tutte le sue contraddizioni, corre verso il proprio consolidamento, mentre le iniziative unitarie intraprese dai partiti della sinistra subiscono rallentamenti. Io credo si debba aprire quanto prima anche a Rimini un momento di confronto non ristretto alle segreterie dei partiti, ma allargato anche, anzi soprattutto, ai cittadini, alle associazioni e ai movimenti che richiedono la costruzione di un soggetto plurale, laico, per la pace, il lavoro, l’ambiente e per l’alternativa, insomma, un soggetto unito e di sinistra a cui possano contribuire in termini di idee e attività.

La fase che sta attraversando il nostro Paese impone serietà e consapevolezza della portata dei problemi che rimangono insoluti, primo fra tutti quello della redistribuzione del reddito a vantaggio delle classi più deboli. Rimanere divisi non mi pare rispondere al compito storico che la sinistra deve assolvere. Per questo ribadisco una proposta già fatta ai compagni e agli amici e della sinistra: organizzare quanto prima un momento di discussione e di confronto anche programmatico esteso a tutti coloro che ci stanno, a quella parte attiva che ha scelto e continua a scegliere di ricercare una alternativa concreta, non solo a parole, anche a Rimini.

Non possiamo permetterci di aspettare i tempi, talvolta i riti, delle direzioni nazionali dei nostri partiti, occorre anticipare e conseguentemente sollecitare processi unitari che altrimenti rischiano di rimanere sull’agenda politica sotto la voce “intenti”. Dobbiamo avere il coraggio di mettere in discussione le nostre certezze per arrivare ad una sintesi unitaria. Dobbiamo accantonare i motivi delle nostre divisioni, motivi ormai dispersi in un passato che però rischia di pesare come un macigno sul presente. Dobbiamo cedere qualcosa della nostra identità per creare qualcosa di grande e utile a quelle persone che diciamo di voler rappresentare e difendere.

A me hanno insegnato che i comunisti prima di tutto si impegnano per far avanzare la società, pensare solo ai simboli finirà per metterci in un angolo, dove tutt’al più possiamo sventolare le bandiere al chiuso delle nostre sezioni, senza nulla da dire e soprattutto senza nulla da fare. Io, per esempio, non mi sentirei meno comunista nel sostenere un simbolo di sinistra che al proprio interno non contenesse falce e martello. Ma il problema vero non è quello del simbolo, la necessità è coinvolgere coloro che quella storia non l’hanno mai vissuta, coloro per cui vale ancora la pena battersi per una società migliore e più giusta.

Sono convinto che non basti un semplice cartello elettorale, anche se arrivare alle prossime scadenze sotto un unico simbolo sarebbe un risultato. È necessario un grande sforzo di coinvolgimento e di ascolto per capire quali siano le aspettative delle cittadine e dei cittadini e successivamente un momento partecipato in cui le cose apprese vengono declinate in proposte e programmi. Mentre la politica è bloccata in una delle sue ennesime discussioni sugli assetti istituzionali, sulle sue alchimie e sui calcoli ragionieristici, stanno scoppiando le contraddizioni insolute di una società dove il 10% delle famiglie controlla il 45% della ricchezza, caratterizzata: dalla mancanza di sicurezza nel trovare lavoro e della sicurezza sul lavoro, da un ambiente saccheggiato, da una questione morale irrisolta, da una laicità continuamente sotto schiaffo da parte dei settori più retrivi della chiesa cattolica.

La sinistra non solo può, ma ha il dovere storico di calarsi in questa realtà cercando soluzioni e indicando una alternativa di sistema.

 

eugenio_pari@yahoo.it

eugenio.pari@comune.rimini.it

 

 

 

 

 

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