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DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI SULLA SITUAZIONE FINANZIARIA DEL COMUNE DI RIMINI

Rimini, 23 agosto 2011

L’assessore al bilancio del comune di Rimini ha reso noti i tagli che si abbatteranno sul comune a causa delle recenti manovre del governo: l’ammontare è di circa 25 milioni.

Per non gravare sui “soliti noti” (lavoratori dipendenti e pensionati) attraverso l’aumento dell’addizionale Irpef, come invece pare essere intenzionato a fare, ci sono manovre che si possono realizzare fin da subito come, per esempio, la riduzione del numero dei dirigenti, a tutt’oggi più di trenta, e la riduzione delle consulenze esterne (circa 2 milioni di euro) impegnando e motivando le tante competenze interne al comune.

Nelle intenzioni ci sarebbe l’alienazione delle partecipate, su di esse, a tutt’oggi 22, è quanto meno ragionevole auspicare che si possa arrivare ad una riduzione. Pensare che un comune come Napoli con iniziative recenti è riuscito a ridurne il numero a 12 ci fa pensare che quest’azione di razionalizzazione è assolutamente realizzabile. Peraltro non spiega come possano esserci ancora 2 aziende dedicate al trasporto pubblico con dirigenti e consigli di amministrazione che costano centinaia di migliaia di euro all’anno.

I tagli ci sono, le difficoltà dell’intero comparto pubblico sono evidenti a tutti, però non possiamo pensare che si continuino a chiedere sacrifici ai cittadini, quando l’amministrazione cittadina non pensa a  mettere in campo non già grandi strategie finanziarie, ma semplicissime azioni da “buon padre di famiglia”.

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Bilancio a Rimini: altro che politiche keynesiane, qui siamo di fronte alla Signora Tatcher

Rimini, 25 novembre 2009

Margaret Thatcher

A causa dei tagli imposti dalla Finanziaria, ma non solo, si preannuncia un Bilancio “lacrime e sangue”.
Le pesanti politiche degli investimenti degli scorsi anni, tanto reclamate quanto insostenibili nel tempo, stanno oggi facendo vedere i loro frutti sulla sostenibilità finanziaria del Comune. Quando si diceva negli anni scorsi che occorreva una verifica attenta degli investimenti perchè il loro peso era troppo alto e alla lunga insostenibile veniva risposto che eravamo uccelli del malaugurio. Oggi, purtroppo, le facili previsioni di ieri si avverano e tra i provvedimenti c’è quello di una “riclassificazione” al ribasso della spesa sociale che tradotto significa tagli. Non si conoscono tali provvedimenti, ma in un periodo come questo non è pensabile intervenire per tagliare il sociale, anzi andrebbe sicuramente razionalizzato, ma potenziando l’intervento. Altro che politiche “keynesiane” qui ci troviamo di fronte ad una Signora Tatcher, tagliare la spesa sociale significa colpire la coesione sociale.
Piuttosto, anziché creare la Holding, che sarà un ulteriore strumento di debito di cui il Comune dovrà essere garante e solvente, sarebbe meglio tentare di recuperare il gap che separa Rimini da tutti gli altri comuni della regione nella spesa sociale.

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