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Sondaggi politico elettorali. Intenzioni di voto 2010-11

 
 

Sondaggio Politico-Elettorale

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Autore:
Ipsos srl
Committente/ Acquirente:

RAI – Ballarò

 

Acquirente:
 

Criteri seguiti per la formazione del campione:

campione nazionale casuale secondo genere, età livello di scolarità, area geografica di residenza dimensione del comune di residenza

 

Metodo di raccolta delle informazioni:

interviste con metodologia CATI

 

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento:

1000 interviste popolazione italiana maggiorenne

 

Data in cui è stato realizzato il sondaggio:

Tra il 22/11/2010 ed il 22/11/2010

 

QUESTIONARIO
QUESITO n.1
Domanda : Qual è il suo giudizio sull’operato del governo?.
  






INDIETRO

Sondaggio Ipsos per puntata di Ballarò del 23 novembre 2010 – La politica di fronte alle sfide del Paese

Pubblicato il 24/11/2010.

  

Sondaggio Politico-Elettorale
INTENZIONI DI VOTO PER LA CAMERA DEI DEPUTATI
Pubblicato il 24/11/2010.

Autore: EMG

Committente/ Acquirente: Telecom Italia Media – La7 TV – Trasmesso sul Tg La 7 delle 20.00 del 22/11/10

Criteri seguiti per la formazione del campione: Campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni

Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione telefonica (CATI)

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: Universo: popolazione italiana maggiorenne; Campione: 1.000 casi

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 16/11/2010 ed il 18/11/2010

Domanda : SUPPONGA DI ESSERE IN QUESTO MOMENTO NELLA CABINA ELETTORALE PER NUOVE ELEZIONI POLITICHE NAZIONALI. A PRESCINDERE DALL’EFFETTIVA COMPOSIZIONE DELLE COALIZIONI, PER QUALE DI QUESTI PARTITI PENSA DI POTER VOTARE PER LA CAMERA DEI DEPUTATI?

Risposta: 

Federazione della Sinistra (1.4%);

 Il movimento Cinque Stelle (2.5%);

I radicali(0.6%);

I verdi (0.5%);

Sinistra, Ecologia e Libertà (6.5%);

Il Partito Socialista (0.9%);

L’Italia dei Valori (5.9%);

Il Partito Democratico (25.2%);

L’Alleanza per l’Italia (1.1%);

L’UDC (6.2%);

L’Mpa (0.7%);

La Lega Nord (12.2%);

Il Popolo della Libertà (27.8%);

La Destra (1.3%);

Futuro e Liberta’ (6.1%);

Altro (1.1%)

Scheda bianca (2.4%)

E’ indeciso/non sa (15.8%)

Affluenza stimata: 75.7%

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Comune di Rimini: SEL passa all’opposizione

Sinistra Ecologia Libertà - SEL - Con Vendola

Il comitato provinciale di S.E.L. (Sinistra, Ecologia e Libertà), riunitosi Venerdì 24 Settembre u.s. esprime le seguenti valutazioni sulla situazione politica locale con particolare riferimento al Comune di Rimini.
1) La decisione del Sindaco di ritirare le deleghe agli assessori Zanzini e Buldrini e di escludere dalla maggioranza i consiglieri comunali del gruppo S.E.L., ha modificato i rapporti politici e la composizione della maggioranza nel Consiglio Comunale di Rimini.
Questa decisione non ci fa piacere, ma sappiamo prendere atto della realtà con chiarezza, senza esitazioni e assumere le responsabilità che ne derivano. E’ evidente che, per una scelta non nostra, d’ora in avanti svolgeremo un ruolo di opposizione nella fase finale del mandato di questa amministrazione, valutando di volta in voltaquale sarà il nostro voto sulle singole delibere.
E’ opportuno aggiungere che, siccome non siamo a scuola, una forza politica non si fa dare dal Sindaco né note, né sospensioni, magari in attesa di rientrare in classe accompagnati da qualche “genitore”.
Per cui chi ha preso certe decisioni deve sapere che esse avranno delle conseguenze e che non perderemo tempo a bussare ad alcuna porta.
O si sta in maggioranza, o si sta all’opposizione; c’è già abbastanza confusione nella politica italiana e anche in quella riminese, per evitare altre ambiguità o pasticci. Staremo dove il Sindaco ci ha mandato, sempre guidati dalla volontà di svolgere un ruolo critico ma propositivo, semplicemente perché il nostro impegno per la città e il nostro modo di intendere la politica sanno esprimersi solo così.
Resterebbe da capire perché, a pochi mesi dalle elezioni, è stata presa una decisione così drastica dalla massima autorità cittadina in occasione di una delibera importante, ma certo non decisiva.
Com’è noto (o almeno così dovrebbe essere), le maggioranze si fanno e, se occorre si cambiano, su atti fondamentali quali il programma di mandato, il bilancio, i piani e i programmi generali e così via; aver deciso di provocare una crisi nella maggioranza in questo momento appare dilettantesco, oppure, ma è un’ipotesi ancora peggiore, la premessa di una virata verso posizioni sempre più moderate in vista di alleanze elettorali dello stesso tipo.
Vedremo nei prossimi giorni se le cose accadute in Consiglio Comunale sono lo specchio di decisioni politiche che il PD ha già preso per il futuro.
2) Diverso è il discorso sulle prossime elezioni comunali. Il nostro impegno fondamentale anche a Rimini è quello per la costruzione di un nuovo centro sinistra che si proponga di governare la città in modo nuovo e con contenuti diversi.
Il bilancio della Giunta Ravaioli è molto critico; gli aspetti negativi prevalgono sulle valutazioni positive, si rischia molto seriamente di consegnare la città alla destra e non certo perché si è andati troppo a sinistra.
Se si vuole riaprire il dialogo con Rimini e la sua gente ci vogliono idee nuove e l’impegno a realizzarle attraverso progetti, persone e un confronto democratico che da tempo è mancato.
Proporremo nei prossimi giorni quelli che secondo noi devono essere i contenuti essenziali di un nuovo programma, ma il punto più importante che vogliamo indicare già ora è quello di riportare veramente al centro dell’azione amministrativa l’interesse pubblico come interesse generale della città, ridefinendo i limiti e i confini dei molti e molto forti interessi privati che gravano sul governo di Rimini.
Dopo i fatti dei giorni scorsi questo confronto parte in salita, ma non consideriamo questo un ostacolo insormontabile: il futuro della città e i prossimi 5 anni di governo sono una cosa più importante delle difficoltà attuali.
D’altra parte nelle altre città della nostra regione dove si voterà nei prossimi mesi (Bologna, Ravenna), questo confronto è già partito in un clima più aperto di dialogo e disponibilità.
Abbiamo il dovere di tentare anche a Rimini.

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Sondaggio Politico-Elettorale

 Se domani si votasse per le elezioni politiche, per quale pèartito voterebbe?.
 

Sondaggio Politico-Elettorale

Osservatorio SKY Digis – Pubblicato all’interno del TG SKY del 19 luglio 2010

Pubblicato il 19/7/2010.

Autore: Digis S.r.l.

Committente/ Acquirente: Digis S.r.l.

Criteri seguiti per la formazione del campione: Campione rappresentativo dell’universo di riferimento per sesso, età, area geografica, ampiezza comune di residenza e condizione professionale

Metodo di raccolta delle informazioni: Interviste telefoniche assistite dal sistema C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: Totali casi:1000 – Universo di riferimento: popolazione italiana maggiorenne

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 16/07/2010 ed il 17/07/2010

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Intervista a Fabio Mussi (Il Manifesto sabato 12 giugno)«Il despota non è illuminato» Dal ddl sulle intercettazioni agli attacchi alla Costituzione «Stiamo andando dritti verso l’autocrazia»

 

George Orwell e Thomas Adorno, Antonio Gramsci e Piero Gobetti. Ma di che parla Fabio Mussi? Sembrerà strano ma parla dell’oggi. Di intercettazioni e di sinistra, di possibili slittamenti autocratici e di Berlusconi, di una Costituzione sotto tiro e di una democrazia che rischia di «evolversi» nel suo contrario.

 Ddl intercettazioni. Mussi, partiamo da qui. E’ preoccupato?

Sì, anche se mi sconcerta il fatto che la giornata di blackout sia stata indetta per il 9 luglio. Bisognava muoversi prima, oggi per esempio.
Sì, ma il 9 luglio è vicino e il livello di indignazione resta alto.
Sono ferri da battere caldissimi anche perché se non li batti tu, ti battono loro. Una parte dell’opinione pubblica ha capito subito il senso dell’operazione berlusconiana e il suo stato d’allarme va tenuto alto. Ma non basta.
Perché?
Perché c’è un’altra parte di opinione pubblica che è ancora narcotizzata ed è li che bisogna sollecitare un nuovo senso critico.
Che intende per nuova «operazione berlusconiana»?
Credo che questa legge costituisca un significativo slittamento verso l’autocrazia. Uno dei tanti passi – come l’assalto alla Costituzione – che consentiranno a Berlusconi di uscire dall’«inferno della democrazia».
Però Berlusconi ha ragione. Per gli autocrati la democrazia è un inferno.
Certo. Tre poteri separati e reciprocamente bilanciati e controllati, un parlamento che fa le leggi, una corte costituzionale che se vuole te le boccia, il controllo della magistratura o quell’«enorme» potere – il diritto di critica – di cui è depositaria l’informazione. Per un autocrate sono tutti gironi infernali, anche perché rompono l’armonia del carisma.
L’armonia del carisma?
I regimi armonici sono quelli dittatoriali. La democrazia per sua natura è disarmonica, conflittuale, ricca di contrasti, lotte e condizionamenti.
Mussi, mi sta dicendo che in democrazia è impensabile un «partito dell’amore»?
Il partito dell’amore – il «regime dell’amore» – è tipico delle dittature. Orwell l’aveva capito benissimo. Si ricorda che il ministero più sanguinario di quel governo era proprio quello dell’amore? Invece la democrazia ti impiccia, ti costringe a fare i conti con altri poteri. Che non sono i «tuoi».
Autocrazia, dispotismo…? In fondo stiamo parlando di Berlusconi.
Pensiamo all’Italia deglia anni Venti, a una dittatura che si è imposta senza tanti slittamenti progressivi ma a forza di colpi secchi: scioglimento di sindacati e partiti, leggi razziali.
Colpi secchi appunti. Ora non è così. Berlusconi procede per piccoli passi. Mica è detto che gli riesca.
Per capire come si possa scivolare da un regime democratico a un altro, io consiglio sempre la lettura di un libriccino di William Sheridan Allen titolato «Come si diventa nazisti». E’ la storia di una piccola comunità operaia tedesca che in pochi anni da capitale rossa diventa capitale nazista.
Arcore non è una capitale rossa.
No, ma io credo che di fronte a noi ci sia un uomo che intende compiere tutti i passi possibili verso una riduzione di democrazia. E penso anche che parte delle attuali opposizioni abbiano sbagliato a tendergli la mano pensando che in fondo questo Berlusconi è uno come gli altri, una destra normale.
Torniamo ai passi pregressi.
Il primo è quello sull’opinione pubblica. C’è un bellissimo pezzo del dopoguerra di uno dei miei maestri – Theodor Wiesengrund Adorno – che gioca sul doppio significato della parola tedesca offentlichkeit, una parola che vuol dire al tempo stesso pubblicità nel senso «istituzional-giuridico-filosofico» – la cosa pubblica insomma – ma anche la pubblicità in senso commerciale.
Thomas Adorno e Berlusconi?
Nella società di massa dominata dalla merce, la offentlichkeit intesa come come spirito pubblico vira nell’altro senso che è quello della pubblicità. Berlusconi ha operato esattamente questa virata. La comunicazione pubblica e la «sua» comunicazione di leader sono entrambe di tipo pubblicitario e tendono a coincidere. E questo è uno dei presupposti del secco impoverimento della democrazia. Che va insieme alla riduzione del parlamento come scatola sonora, agli attacchi alla magistratura, alll’apertura continua di conflitti con gli altri poteri.
E la sinistra non se ne è accorta?
L’abdicazione culturale della sinistra le ha impedito di vedere e di riprendere tutto quello che il ‘900 ci ha consegnato.
Compreso Gramsci. Veltroni la invita a un seminario sui fratelli Rosselli e lei decide di non partecipare perché Gramsci non c’è.
Non mi piacciono le operazioni di «memoria-gruviera». Una parte della ricostruzione che la sinistra oggi deve fare è quella di riprendere il filo di memorie e di continuità con la storia precedente. Gobetti, Rosselli, Calamandrei, figurati. Ma se non ci metti Gramsci di questa storia non capisci più nulla. La sinistra non può essere rimossa né dalla memoria né dal quadro politico nuovo che si deve costruire.

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Sondaggio Politico-Elettorale

Sondaggio Politico-Elettorale

 Sondaggio IPSOS per puntata di Ballarò del 26 gennaio 2010 – “Gli schieramenti e il governo di fronte al voto regionale” Pubblicato il 28/1/2010.

 Domanda : In caso di nuove elezioni, quali di queste liste o partiti voterebbe?.

Federazione della Sinistra (Prc + Pdci) 2,3%; Sinistra Ecologia Libertà 2%; Verdi 0,8%; Partito Socialista Italiano 0,3%; PD 29,5%; Lista Pannella – Bonino 1,1%; Italia dei valori (Lista Di Pietro) 6,8%; Alleanza per l’Italia (Rutelli) 0,5%; Udc 6,2%; PDL 38,5%; Lega nord 10,2% MPA (Movimento per le autonomie) 0,4%; La Destra 0,8%; Altri 0,6%; Totale 100%

 Indecisi (non voto) 35,2%

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