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No alla sicurezza delegata all’associazionismo

Rimini, 17.09.2011
Di Eugenio Pari
 
Pur prendendo per buone le intenzioni espresse dal Sindaco di Rimini, cioè che non si vogliano creare delle ronde, la proposta di coinvolgere associazioni, senza capire a quale titolo e con quali funzioni, in azioni di presidio della città non è condivisibile.
Io credo che la priorità non sia certo quella di mandare per strada dei cittadini emulando la Lega Nord, bensì riuscire a proteggere le famiglie dalla mancanza di lavoro e da quello che viene tolto, come nel caso dell’SCM dove l’Amministrazione comunale, invece, ha brillato per il proprio silenzio.
La sicurezza dei cittadini è importante, ma è ancora più importante riuscire a garantire i servizi sociali che determinano la coesione sociale, invece si procede a tagli e laddove pare si producano risparmi come nel caso di Capodanno essi non servono a rifinanziare il sociale, riteniamo indispensabile, come d’altra parte è stato richiesto dalla piazza in occasione dello sciopero generale, non smantellare né privatizzare il welfare locale.
Penso che non si possa parlare di sicurezza se non si fa riferimento al tema della legalità quando asstiamo a centinaia di episodi di mancato rispetto delle norme sul lavoro e di evasione fiscale.
Il tema della sicurezza inteso solo come elemento di ordine pubblico e non coniugato, invece, con il tema sociale, non servirà certo a far dormire sonni tranquilli ai riminesi perché ciò che ci preoccupa maggiormente è riuscire a trovare nelle istituzioni, fra queste soprattutto il Comune, una protezione dai pesantissimi effetti della crisi.
Se le premesse non fossero queste ritengo che il nostro Consigliere Fabio Pazzaglia abbia fatto benissimo a votare contro al Programma di mandato approvato dal Consiglio lo scorso 4 agosto.

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Dichiarazione di Eugenio Pari su immigrazione e sicurezza

Non condivido l’entusiasmo di chi invoca e condivide le inapplicabili proposte del governo in materia di sicurezza e immigrazione. Basta alla demagogia “bipartisan” che fomenta le paure senza rimuovere il disagio di tantissimi cittadini perchè è questo il vero motore della sensazione di insicurezza di sempre più cittadine e cittadini.
I dati dell’Istat, non di un centro studi comunista, parlano chiaro: l’Italia è il paese europeo con meno reati. Scippi e furti sono in calo. Ma nonostante questo si usa la sicurezza come una bomba ad orologeria e il Pd insegue la destra piuttosto che parlare chiaramente ai cittadini.
Il governo promette di rendere reato l’immigrazione clandestina, caso unico in Europa. Ebbene tale proposito è inapplicabile oltre che ingiusto perché le carceri ed i CPT, questi ultimi trasformati dal centro destra in luoghi di detenzione temporanea, scoppierebbero senza risolvere o arginare in alcun modo
la clandestinità. In Italia ad esempio ci sono settecentomila badanti non in regola, servirebbero allora settecentomila processi, cui si aggiungerebbero tutti quelli dei lavoratori in nero, almeno un milione. Il risultato sarebbe la completa paralisi del sistema giudiziario e la completa mobilitazione delle forze dell’ordine in una “caccia all’immigrato”. Il problema casomai si affronta con una riforma organica che vada in senso della certezza della pena.
La sensazione di insicurezza si insinua laddove si stenta ad arrivare a fine mese, dove non c’è una sufficiente possibilità di prospettare il proprio futuro, e viene insinuata ad arte, per non richiedere migliori condizioni. Si sostiene l’idea che il responsabile della propria situazione di difficoltà è colui che più vicino e sta peggio di noi.
Infine, per quanto riguarda lo stagionale problema dei vù cumprà: chi acquista merce dai venditori abusivi sa che si tratta di merce contraffatta, se per questi si invocano pene severissime, per chi ha venduto bond argentini, azioni della Cirio e della Parmalat mandando sul lastrico migliaia di inconsapevoli cittadini, cosa si dovrebbe fare? Magari qualche esponente del Pd saprà rispondere.

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