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No alla sicurezza delegata all’associazionismo

Rimini, 17.09.2011
Di Eugenio Pari
 
Pur prendendo per buone le intenzioni espresse dal Sindaco di Rimini, cioè che non si vogliano creare delle ronde, la proposta di coinvolgere associazioni, senza capire a quale titolo e con quali funzioni, in azioni di presidio della città non è condivisibile.
Io credo che la priorità non sia certo quella di mandare per strada dei cittadini emulando la Lega Nord, bensì riuscire a proteggere le famiglie dalla mancanza di lavoro e da quello che viene tolto, come nel caso dell’SCM dove l’Amministrazione comunale, invece, ha brillato per il proprio silenzio.
La sicurezza dei cittadini è importante, ma è ancora più importante riuscire a garantire i servizi sociali che determinano la coesione sociale, invece si procede a tagli e laddove pare si producano risparmi come nel caso di Capodanno essi non servono a rifinanziare il sociale, riteniamo indispensabile, come d’altra parte è stato richiesto dalla piazza in occasione dello sciopero generale, non smantellare né privatizzare il welfare locale.
Penso che non si possa parlare di sicurezza se non si fa riferimento al tema della legalità quando asstiamo a centinaia di episodi di mancato rispetto delle norme sul lavoro e di evasione fiscale.
Il tema della sicurezza inteso solo come elemento di ordine pubblico e non coniugato, invece, con il tema sociale, non servirà certo a far dormire sonni tranquilli ai riminesi perché ciò che ci preoccupa maggiormente è riuscire a trovare nelle istituzioni, fra queste soprattutto il Comune, una protezione dai pesantissimi effetti della crisi.
Se le premesse non fossero queste ritengo che il nostro Consigliere Fabio Pazzaglia abbia fatto benissimo a votare contro al Programma di mandato approvato dal Consiglio lo scorso 4 agosto.

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Contro la manovra, al fianco dei lavoratori

Sinistra Ecologia Libertà aderisce allo sciopero perché i 131 miliardi di euro complessivi per gli anni 2011 – 2014 sono tutti a carico dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Fra le varie modifiche apportate dal governo viene salvata dal contributo di solidarietà la casta dei supermanager e dei direttori dei grandi giornali, che possono festeggiare.

È una manovra iniqua e sbagliata che colpisce i diritti e il salario dei lavoratori dipendenti, taglia i servizi sociali erogati dai Comuni e dalle Regioni, non colpisce l’evasione fiscale e la corruzione, non introduce una vera patrimoniale ed una vera lotta alle speculazioni finanziarie e non delinea nessuna nuova azione di politica industriale affermando l’idea tragica per il Paese che per uscire dalla crisi bisogna tagliare i diritti, il Contratto Nazionale e lo Statuto dei lavoratori.

Estendendo il modello che Marchionne ha imposto alla Fiat per decreto legge il governo vuole cancellare l’esistenza del Contratto Nazionale e aprire alla libertà di licenziare. Migliaia di lavoratori e lavoratrici posti in mobilità rischiano di non arrivare più alla pensione. La manovra sui contratti distrugge il contratto nazionale, aumenta gli orari di lavoro per chi ha un posto, incrementa la precarietà e i licenziamenti selvaggi.

È una manovra in contrasto con il pronunciamento popolare avvenuto nei referendum dello scorso giugno, che riapre alla privatizzazione e liberalizzazione dei servizi pubblici.

Tutto il costo della manovra è, alla fine, a carico del lavoro dipendente, dei pensionati e dei più poveri. I ricchi non pagano, niente, per l’evasione fiscale si fanno chiacchiere. Questa è una brutale manovra di classe, fatta da un governo squalificato, che si aggancia all’Europa solo per giustificare la propria esistenza.

Lo sciopero generale deve dare il via a un movimento che punti a rovesciare il governo e la manovra. Dobbiamo fermarli! Dobbiamo fermare il disastro provocato da Berlusconi, ma dobbiamo anche dire basta al governo unico delle banche europeo che sta portando l’Europa a una recessione drammatica, per difendere la speculazione e la finanza.

  • Basta con Berlusconi!
  • Basta con la BCE!
  • Basta con l’Europa delle Banche!

Sinistra Ecologia Libertà – Circolo comunale di Rimini

info: circoloselrn@libero.it

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cell. 338 1109571

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DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI (CONSIGLIERE COMUNALE SEL) SULLA RIDUZIONE DELL’ASSISTENZA DOMICILIARE OPERATA DALLA AUSL

Sono informato da sempre più persone che usufruiscono dell’assistenza domiciliare per anziani e disabili e ai congiunti che sono beneficiari dell’assegno di cura regionale gestito dalla Ausl, raggiunti da telefonate in cui le assitenti sociali impongono di scegliere tra il mantenimento dell’assegno di cura e l’eliminazione o riduzione dell’assistenza domiciliare. Alcuni degli interessati hanno contattato l’Amministrazione nella persona del dirigente ai servizi sociali che ha confermato, ma in buona sostanza ha escluso però che l’alternativa fosse in termini così drastici. Ha detto che le soluzioni andranno valutate caso per caso ma con il personale dell’ Ausl, di fatto, non sta avvenendo così.

Infatti, stanno mettendo in atto queste cose. Si veda anche la sospensione/taglio del bando per il contributo a chi tiene in regola le badanti con pesanti oneri contributivi che ricadono su famiglie (non su imprese) che avranno l’effetto di ricacciare in nero le badanti o per chi lo può fare di dover accedere al congedo retribuito con danno per le casse pubbliche in caso di impiegati pubblici. È un attacco a tutto campo ai diritti dei più svantaggiati odioso e preventivo dato che anticipa i tagli della finanziaria del 2011.

Mi chiedo se si siano stati operati tagli a patrocini, incarichi, consulenze, retribuzione dei dirigenti (8 nuove nomine a di U.O.A.nel comune), e altre spese. Rischiano di essere attivate politiche di natura antisociale. Immaginiamo infatti cosa succederà quest’altro anno con i tagli a regime! Ciò segue le privatizzazioni di mense, plessi scolastici, utenze, settori come il cimiteriale e ne precede altri come l’acqua. Ci sono invalidi e disabili soli che si sono visti cassare l’assistenza domiciliare e sono senza i soldi pagare quella offerta dalle cooperative di cui hanno, però, avuto la lista.

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