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Nell’ordinanza il “sistema Napoli”. Gli aiuti di Bocchino e Lusetti all’imprenditore Romeo

http://www.repubblica.it/2008/12/dirette/sezioni/cronaca/napoli/ordinanza-napoli/index.html

Pubblichiamo ampi stralci dell’ordinanza dei giudici del Tribunale di Napoli contro i 20 imputati dell’inchiesta “Global Service”. Vi figurano politici e faccendieri. Per i magistrati era stato messo in piedi un vero e proprio meccanismo economico-politico

22:30 I rapporti con un magistrato

L’ordinanza mette in luce anche i rappori che Romeo aveva, anche tramite l’on. Bocchino, con alcuni magistrati. In una telefonata del marzo 2007, Romeo e Bocchino parlano di un pranzo in cui devono discutere di alcune questioni relative all’albergo di lusso che Romeo sta costruendo davanti al porto di Napoli. Al pranzo parteciperà anche Antonio Panico, magistrto napoletano, estenore, nel 2003, di una famosa sentenza in una controversia tra la Romeo Gestioni e il Comune di Napoli.
Bocchino: “Allora io organizzo per sabato”
Romeo: “Organizza per sei perché stavo insieme ad Antonio, che poi conosci anche tu”
Bocchino: “Chi Antonio?”
Romeo: “Antonio Panico”

22:00 “Sto lavorando per te”

Sul caso Romeo Gestioni – Manital, Romeo ha chiesto a Lusetti di parlare con Paolo Troiano, consigliere di Stato.
Romeo: “Ti sei scordato di me”
Lusetti: “No, no, sto lavorando per te”
Romeo: “No, volevo sapere quella cosa, di quello lì, di Troia… di cosa ti aveva detto”
Lusetti: “Quale cosa di Troia?”
Romeo: “Troiano”
Lusetti spiega che l’indomani ci sarà un incontro
Lusetti: “…Direttamente con il grande capo e parliamo di tutto”
Romeo: “Con il grande capo?”
Lusetti: “E c’è anche Troiano… Su tutto”
Romeo: “E perché se chiama il grande capo, mi risolve il problema”
Lusetti: “Sì, stai tranquillo”
Romeo: “Ma lui la farebbe per me questa cosa?”
Lusetti: “Sì, sì, la farebbe. Stai tranquillo”
Il Gip napoletano, nell’ordinanza, ricorda che il Consiglio di Stato (15-01-2008) ha dat poi ragione a Romeo.

21:45 “E’ una questione di vita o di morte”

In un’altra telefonata (maggio 2007) Romeo ricorda a Lusetti una questione di cui il deputato si sta occupando per lui. Si tratta di un appalto del comune di Roma per la gestione dei servizi integrati del patrimonio stradale. La Romeo Gestioni ha vinto la gara, ma la Manital spa ha fatto ricorso e il Tar Lazio le ha dato ragione. A Romeo non resta che il ricorso al Consiglio di Stato e chiede aiuto a Lusetti: “E’ una questione di vita o di morte”

21:30  Lusetti: “Se vuoi blocco tutto”

Nella stessa telefonata (marzo 2007), Romeo si lamenta di qualcosa (una nomina o altro) che non è andato a buon fine e ne dà la colpa a “Nino” che, secondo i magistrati, sarebbe il senatore della Margherita Antonio Polito.
Romeo: “Mi ha fatto un po’ dispiacere su di una cosa… mi hanno escluso perché c’era un suo amico… Hanno fatto un po’ di pastetta”
Lusetti: “Ma chi? Nino?”
Romeo: “Sì, un amico di Nino… Sono rimasto molto amareggiato… non te lo volevo dire”
Lusetti: “Se vuoi blocco tutto…”
Romeo: “No, non bloccare. Lascia stare, povero cristo, però gli va fatta pesare la cosa”
Lusetti: “Sì, sì”
Romeo: “Però non voglio disturbare il suo percorso di carriera”.

21:13  Romeo chiede aiuto a Lusetti su Bari

Dalle intercettazioni risultano diverse telefonate tra Romeo e Renzo Lusetti (deputato Pd) che fanno evidentemente parte del tentativo dell’imprenditore di allargare i suoi rapporti politici al livello nazionale. E’ chiaro anche che i due (Romeo e Lusetti) sono amici da tempo e che parlano, in modo relativamente criptico di questioni (pratiche) che entrambi conoscono bene.
Romeo: “Volevo ricordarti che là, a Bari stanno in corso di valutazione…”
Lusetti: “Mi sembra a fine marzo…”
Romeo: “Infatti, chiudono la valutazione a fine marzo”
Lusetti: “Ah, perfetto, sì, sì… Sto lavorandoci”
Romeo: “Ci stai lavorando? Sì va bene”

20:41  “Le cose le conosciamo solo noi tre”

Qui si tratta dell’appalto per la manutenzione e la refezione scolastica. Protagonista di nuovo Alfredo Romeo. Gli assessori coinvolti sono Enrico Cardillo (bilancio) e, soprattutto, Giuseppe Gambale (istruzione, trasparenza e legalità). L’idea di Gambale è di cambiare completamente il sistema: invece di un appalto diverso per ciascuna delle dieci municipalità, si procederà ad individuare un unico soggetto.
Gambale: “Io adesso procedo, quindi, nel senso che adesso mi incontro i presidenti di municipalità e gli faccio sottoscrivere questo documento”
Romeo: “Assolutamente”
Gambale: “Qesto te lo volevo dire per fare sempre i passi…., tu non hai più riscontri così… tutto tranquillo, diciamo..
Romeo: ” Enrco (Cardillo; ndr) mi ha detto.. stiamo attenti all’espsizione, queste cose qua
Romeo: “Ma gli ho detto… noi adesso le cose le conosciamo noi tre”
Gambale: “Detto tra noi, nessuno in questa vicenda riconduce a te”.
Romeo: “Infatti, infatti”
Gambale: “… Cioé, lo sappiamo io, te e lui”.

20:11  Romeo a Bocchino: “Siamo un sodalizio consolidato”

Finalmente, la delibera sulla manutenzione viene approvata e contiene la tanto sospirata prevalenza dei servizi sulle opere. Romeo e Nugnes sono felici e tutti si scambiano festose telefonate. Una delle più interessanti è quella di Bocchino con Romeo
Bocchino: “…è andato tutto bene no? Hai visto?”
Romeo: “Eh sì, sì…”
Bocchino: “Quindi, poi ormai siamo una cosa… quindi”
Romeo: …un sodalizio… consolidato”
Bocchino: “No, no; sì, sì, proprio una cosa solida, una fusione dei due gruppi. Quindi (quello) non avrebbe potuto fare altrimenti… Comunque, tutto bene, sono contento”

19:57  Bocchino giustifica gli 80 emendamenti

Ancora una telefonata tra Romeo e Bocchino. L’imprenditore è preoccupato perché la delibera è stata rinviata e An (di cui Bocchino è leader campano) ha presentato 80 emendamenti causando il rinvio. Bocchino minimizza e torna a garantire
Bocchino: “… lì s’è rinviato. Lo so, ho seguito tutto”
Romeo: “Hanno fatto un’ottantina di emendamenti, ma come mai?”
Bocchino: “No, tutti hanno fatto un’ottantina di emendamenti”
Romeo: “No, solo An, perché gli altri sono usciti”
Bocchino: “Comunque è stato rinviato il Consiglio in modo che ritirino gli emendamenti… Giusto così per trovare una via d’uscita politico. Però è tutto a posto”.
Romeo: “Oh, ma non c’è nessuna volta a nessuno?”
Bocchino: “No, non, nessun problema”

19:17  Romeo: “Dobbiamo comprarla a qualunque costo”

Romeo parla con la sua collaboratrice Paola Grittani e la esorta a “comprare a qualunque costo un’autorizzazione” che gli serve nel caso per lui malaugurato che passi l’idea dell’appalto di opere…
Romeo: “Senti, Paolotta, a qualunque costo compra questa autorizzazione”.
La Grittani ha qualche dubbio tecnico.
Romeo: “Io adesso sto sulla linea di giocare sul fatto che noi possiamo partecipare solo nel caso di servizi. Però, loro, al momento opportuno, si giocheranno la palla di trovare il sistema per incastrarci… Noi dobbiamo giocare di sorpresa, se abbiamo l’autorizzazione possiamo fare questo discorso”.

19:02 Bocchino: “Il Global service garantisce trasparenza”

E’ la stessa telefonata. Romeo insiste e spiega in lungo e in largo la sua posizione e la distinzione (decisiva) tra opera e servizio.
Romeo: “… il problema è questo: che Global Service è servizio”
Bocchino: “Stai tranquillo”
Romeo: “Invece, quelli la vogliono far passare come opera, hai capito?”
Bocchino: “Perché la vogliono far passare conme opera?”
Romeo: “Perché pensano che, così, loro diventano i protagonisti…”
Romeo spiega che la Ue e diversi altri organi si sono espressi in materia definendo la questione tra servizio e opera.
Bocchino prende la palla al balzo: “Bisogna tenere le poszioni giuste: dobbiamo rispettare la decisione dell’Europa, cioé che si tratta di servizio e non di opera. Il “Global service” è proprio lo strumento che mettendosi a monte di tutte le opere, garantisce la trasparenza delle operazioni e l’abbassamento dei costi”
Romeo: “In una logica di risultato”
Bocchino: “E’ certo”

18:53 Bocchino: “Spiegheremo a tutti la posizione da sostenere”

Il tema è sempre quello dela riunione della Commissione consiliare per la manutenzione. Il punto per Romeo è sempre quello: rintuzzare l’Acen (i costruttori) ed evitare che l’appalto viri sulle opere piuttosto che sui servizi. Bocchino garantisce e si fa spiegare bene.
Romeo: “… è l’Acen che cerca di strumentalizzare”.
Bocchino: “Non ti preoccupare… domani sera c’è una riunione con tutti a cui viene spiegato qual è la tesi da sostenere”.
Romeo: “La posizione che bisogna dirgli è che verrà l’Acen a strumentalizzare…”
Bocchino: “Stai tranquillo…”
Romeo: “… equindi devono contrastare la posizione del’Acen. Hai capito?”

18:44 Romeo: “Annullate la riunione con l’Acen”

Romeo definisce “una stronzata tremenda” convocare anche l’Acen alla riunione della commissione consiliare per la manutenzione stradale, perché potrebbe porre ostacoli di carattere tecnico. A tal fine convince il suo complice Guido Russo, presidente dell’Arpa (Agenzia per la ricerca e la produzione avanzata) dell’Università Federico II, a boicottare l’incontro. Romeo: “Una cosa è convocare l’Università e una cosa è convocare l’Acen … a questo punto ti conviene annullare pure con l’Acen”.
Russo: “Esatto, assolutamente”.
Romeo: “Chiama per dirgli che non è il caso di accettare inviti”.

18:10 Romeo: “Sentite l’avvocatura”

Romeo cerca in tutti i modi di suggerire a Nugnes la strada giusta perché l’appalto sia un appalto di servizi e non di lavori. La telefonata è del 14 marzo del 2007. Il problema è che nell’appalto, i lavori sarebbero una fetta prevalente rispetto ai servizi e questo escluderebbe Romeo…
Romeo: “Allora, scusami, fammi dire, il principio non è quello della prevalenza economica, ma della prevalenza funzionale”.
Giorgio: “Ho capito”.
Romeo: “E quindi, i lavori sono accessori”.
Giorgio: “Anche se i servizi, da un punto di vista economico, sono….”
Romeo: “…Inferiori”.
Quindi, Romeo suggerisce a Nugnes di farsi dare una copertura legale su questo principio: “Sentitevi con l’avvocatura…”

18:04 Colloquio con Nugnes: lavori o servizi

Una delle prime intercettazioni risale al 13 marzo 2007. Romeo parla con Giorgio Nugnes, l’assessore che poi si è tolto la vita. Romeo cerca di chiarire la natura dell’appalto “Global Service” per la manutezione delle strade. Il suo obiettivo è di convincere Nugnes che nell’appalto dovrà essere prevalente l’aspetto dei servizi e non di lavori perché, altrimenti, la sua azienda non potrebbe partecipare.
Dice Romeo: “… Sulla prevalenza.. La prevalenza sono servizi, non sono lavori…Perché non avrebbe senso se fosse prevalenza lavori..”.
Romeo si riferisce alle posizioni del presidente dell’Acen (Associazione imprenditori edili napoletani) contrarie alle sue e dice: “.. questo continua a insistere su questo giochetto facendo confusione tra lavori e servizi…”. Nugnes alla fine lo tranquillizza
Romeo: “….Il problema è che è un appalto di servizi”. Nugnes: “…Beh, io lo so. E’ lui che non lo sa”.

17:08  Romeo ‘divide et impera’

Dice il Gip: “Come si avrà modo di riscontrare, Romeo si muove in una logica di ‘divide et impera’: non mostra di fidarsi completamente di nessuno dei suoi interlocutori politici e diversifica “imprenditorialmente” i propri investimenti politici. D’altro canto i politici, consci della portata economica del progetto, intuiscono la trasversalità intessuta da Romeo, ma mirano a piegarla alle personali esigenze politico-affaristiche

17:01  Denaro e spese di viaggio per Di Mezza

Secondo il Gip, Di Mezza riceveva da Romeo , per sé o per altri “denaro e altre utilità economicamente valutabili: spese di viaggio e di soggiorno in occasione della Fiera Internazionale di Elettrotecnica ed Elettronica di Milano…”

16:57  Gambale segnalava persone per assunzioni

Secondo il Gip, Romeo remunerava Gambale “…con assunzioni di manodopera da lui segnalata presso ditte rionducibili al gruppo Romeo… o attraverso versamento di denaro a favore della fondazione ‘a’ voce d’e creature’ riconducibile a don Luigi Merola, amico di Gambale e con agevolazioni nell’acquisto di appartamenti gestiti dalla ‘Romeo immobiliare’…

16:51  Sistema Napoli, il ruolo di Laudadio

“…Attraverso doni e o promesse fatti dal Romeo ai pubblici funzionari, ovvero collusioni e/o altri mezzi fraudolenti, turbava la gara del pubblico appalto novennale per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle principali strade di Napoli, secondo lo schema del ‘Global Service’, del valore di circa 400 milioni di euro… In particolare, rilasciando parere favorevole in ordine alla qualifica da riconoscere all’approvando appalto, in ciò aderendo a un’espressa promessa proveniente da Romeo…”. Così l’ordinanza descrive il ruolo di Felicve Laudqadio, assessore all’Edilizia del comune di Napoli

16:46  Sistema Napoli, il ruolo di Di Mezza

“…Attraverso doni e o promesse fatti dal Romeo ai pubblici funzionari, ovvero collusioni e/o altri mezzi fraudolenti, turbava la gara del pubblico appalto novennale per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle principali strade di Napoli, secondo lo schema del ‘Global Service’, del valore di circa 400 milioni di euro…”. Così l’ordinanza descrive il ruolo di Ferdinando Di Mezza, assessore al Patrimonio del Comune di Napoli.

16:39  Sistema Napoli, il ruolo di Gambale

“….Attraverso doni e o promesse fatti dal Romeo ai pubblici funzionari, ovvero collusioni e/o altri mezzi fraudolenti, turbava la gara del pubblico appalto per la manutezione e refezione scolastica delle scuole cittadine dalla durata triennale per un importo complessivo di circa 20 milioni di euro… In particolare, procurava a Romeo notizie e informazioni riservate acquisiste nella sua qualità di pubblico amministratore…”. Gambale sponsorizzava anche “la figura di Romeo e delle sue imprese presso l’allora ministro dell’Istruzione, Fioroni…”. Così l’ordinanza descrive il ruolo dell’ex assessore all’istruzione, Giuseppe Gambale.

16:34 Sistema Napoli, il ruolo di Cardillo

“… Attraverso doni e o promesse fatti dal Romeo ai pubblici funzionari, ovvero collusioni e/o altri mezzi fraudolenti, turbava la gara del pubblico appalto novennale per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle principali strade di Napoli, secondo lo schema del ‘Global Service’, del valore di circa 400 milioni di euro… In particolare, procurava a Romeo notizie e informazioni riservate acquisiste nella sua qualità di pubblico amministratore”. Così il Gip descrive l’attività di Enrico Cardillo assessore (dimissionario) al Bilancio del Comune di Napoli.

16:22  Sistema Napoli, il ruolo di Lusetti

“… Anche Renzo Lusetti assicurava stabile e continuativo apporto alla struttura criminale organizzata…. garantendo al medesimo l’aggiudicazione di remunerativi appalti sull’intero territorio nazionale, influenzando a favore di questi la linea programmatica dell’intero partito sia a livello nazionale che regionale…” Così il gip di Napoli definisce il ruolo e il comportamento del deputato del Pd, Renzo Lusetti.

16:17  Sistema Napoli, il ruolo di Bocchino

“… Italo Bocchino assicurava stabile e continuativo apporto alla struttura criminale organizzata e capeggiata da Romeo: garantendo al medesimo l’agggiudicazione di remunerativi appalti pubblici (…) e agevolando (attraverso la sponsorizzazione anche presso i massimi esponenti nazionali del partito) il perseguimento degli interessi economici e imprenditoriali di Romeo…”. Ecco, secondo la ricostruzione del giudice, il ruolo del vicecapogruppo del Pdl alla Camera

16:13  Sistema Napoli, il ruolo di Romeo

“… Alfredo Romeo si procurava illecitamente e in anticipo notizie sui pubblicandi bandi di gara (….) e, al fine di scongiurare la concorrenza, apportava le necessarie modifiche ai documenti di gara che si faceva consegnare da pubblici funzionari, li restituiva ai medesimi per l’approvazione e sollecitava gli stessi ad attivarsi per il conseguimento dell’aggiudicazione della gara, promettendo o riconoscendo loro (….) anche vantaggi di natura patrimoniale….”. Così il Gip descrive l’attività dell’imprenditore Alfredo Romeo, figura chiave dell’inchiesta

16:08  “A Napoli un vero e proprio ‘sistema’ illecito”

“… Si delinea quindi un vero e proprio ‘sistema’ illecito, dai contorni surreali delle logiche clientelari cui sembra ispirarsi, che non può non sorprendere per i metodi sfacciatamente irregolari con cui veniva esercitato e per gli scopi perseguiti”… recita così l’ordinanza del Tribunale di Napoli contro i venti imputati dell’inchiesta “Global Service”

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Il sultano Romeo e i suoi vassalli così Napoli si è inchinata agli affari

 La Repubblica – 18 dicembre 2008 – di GIUSEPPE D’AVANZO

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Alfredo Romeo

 

Il “sultano”, chiamiamolo così, è generoso. Assume amici, mogli, figli, parenti prossimi. Quando non assume, allarga i cordoni della borsa magari con una consulenza o con un contratto assicurativo. Si lascia indicare di buon grado ditte a cui affidare un subappalto. In qualche caso, affiora “denaro sonante”, ma la vera posta è un’altra: fare di un consigliere circoscrizionale un consigliere comunale. Di un consigliere comunale, un parlamentare. Di un parlamentare, un sottosegretario da governare come un burattino. La politica diventa lo “strumento attuativo” dei progetti dell’impresa, soltanto la funzione servente e sottordinata delle mire dell’imprenditore.
E’ il quattro aprile del 2007, il centro sinistra è al governo. Giorgio Nugnes (l’assessore di Napoli suicida) chiama Romeo.
Nugnes. “Mi ha chiamato Renzo (è Renzo Lusetti, all’epoca parlamentare della Margherita e segretario di presidenza della camera dei deputati) per vederci con Rutelli circa il congresso cosi… Lui si rende conto. Dice: “Sarebbe utile che tu ci venissi a dare una mano a Roma”. Perché, giustamente, l’ho fatto riflettere: con 4 ministri, vicepresidente del consiglio e il segretario del partito, insomma, questi si sono fatti scippare il partito da sotto. Insomma a stento arrivano al 30 per cento”.
Romeo. “Con Renzo ci ho parlato anch’io. Ti ha fatto anche i complimenti, abbiamo confrontato questa cosa tua che stai facendo su Napoli… e lui spesso mi ha detto: “Dobbiamo parlare con Francesco””.
Nugnes. “… Preferisco questo percorso qua anziché buttarmi in mezzo alle Regionali. Se devo fare l’amministratore non mi posso mettere a fare i voti per la Regione insomma. Ti pare?”.
Romeo. “Va bene, io ho appuntamento telefonico con lui stasera, mi deve far sapere una cosa…”.
Il “sultano” dirà di aver presentato Nugnes a Rutelli. Di averlo definito “un “giovane di qualità” che lo stava “aiutando” su Napoli e che, a differenza del sindaco, si era mostrato “disponibile” nei suoi confronti”. E’ quasi una lasciapassare per un salto nella carriera dell’assessore. Altri bussano alla porta di Romeo disponibili a prendere ordini come Nugnes. Che, nelle lunghe conversazioni con Romeo, indica le gare di appalto disponibili. Si lascia dire che cosa deve dire, come dirlo, quando dirlo. Si lascia preparare e correggere dai tecnici della Global Service di Romeo gli atti amministrativi e le delibere. Rimuove gli intoppi in giunta e in consiglio e, quando l’opposizione rumoreggia o si fa testarda, avverte “il sultano”. Che si mette al lavoro sull’altra sponda politica.
Romeo chiama Italo Bocchino e il vice-presidente dei deputati del Partito delle libertà (oggi) si lascia addottrinare, come uno scolaretto, sulle decisioni del Consiglio d’Europa utili, le sentenze del Consiglio di Stato decisive, le mosse aggressive dei Costruttori (sono i competitori di Romeo). Poi, è Bocchino a muovere i suoi fanti inconsapevoli (non tutti). Convoca i consiglieri di Alleanza nazionale. Li convince a ritirare gli emendamenti che ostacolano l’appalto e poi addirittura a lasciare l’aula. Soddisfatto del suo lavoro, Bocchino commenta con Romeo: “Alfredo, siano una cosa consolidata, una cosa solida, un sodalizio…”. Il rapporto è cosi stretto che Bocchino si dà da fare per convincere un chef (l’apprezzatissimo Gennarino Esposito della Torre del Saraceno di Vico Equense) a lavorare nell’hotel a cinque stelle luxury di Romeo.
Il legaccio è così serrato che a Bocchino importa niente che l’altro penda per il centro-sinistra. “Organizzo una colazione con Gianfranco (Fini)…”. Lo invita alle grandi manifestazioni di An. Gli ricorda “i saluti di Andrea Ronchi (oggi ministro)…”. Gli annuncia le mosse di Fini: “… viene a trovarlo Aznar, poi verrà Sarkozy dopo che sarà eletto…”. Romeo, dopo, lo lusinga: “… Fini ha fatto un figurone enorme…”. Bocchino: “Madonna, ha fatto una bella cosa oggi con Aznar…”.
Bocchino, Lusetti. Di qua e di là. Il bipolarismo diventa una farsa. Qualsiasi cosa succeda al vertice della piramide politica, Romeo ha il suo uomo, dice il giudice, ma la spalla più solida, il burattino più reattivo, spregiudicato, operoso è il Lusetti. Il “sultano” lo manovra a piacimento (sembra). Quando non rende come dovrebbe, Romeo lo rimprovera. Mica soltanto sulle “cose loro”, anche sulle cose che dovrebbero essere soltanto della politica. I congressi, ad esempio. Il “sultano” vuole allungare le mani a Firenze e a Bari. Gli equilibri politici devono essere coerenti alle sue ambizioni (quadri politici obbedienti) e Lusetti, quello sventurato, perde i congressi cittadini invece. A Romeo salta la mosca al naso e lo dice all’altro a muso duro.
Romeo. “Mi hai bruciato il congresso a Firenze… mi hai bruciato il congresso a Bari… tutti i congressi fino adesso me li hai fatti perdere tutti… mo’ cambio partito e mi metto con i Ds (è il 3 maggio 2007)”.
Lusetti. “Con i Ds hai più fortuna… hai capito che i Ds sono più bravi di noi…”.
Forse celiano. Si mettono subito al lavoro su “una questione di vita o di morte”. La “Romeo Gestioni” ha una controversia con la “Manital” per la gestione dei servizi integrati del patrimonio stradale del comune di Roma. Decide il Consiglio di Stato. Lusetti deve intervenire. Conosce l’uomo giusto. E’ Paolo Troiano, segretario generale per il Consiglio di Stato e dal 2005 al settembre del 2007, vice segretario generale della presidenza del consiglio dei ministri.
Lusetti. “C’ho un incontro operativo alle otto, direttamente con il grande capo e parliamo di tutto. Capito?”.
“Conversazioni di questo tipo – scrivono i pubblici ministeri – lasciano comprendere in pieno lo spessore del potere di Romeo” perché l’operazione va in porto. Il Consiglio di Stato capovolge a favore della “Romeo Gestioni” la decisione del Tar del Lazio che aveva accolto il ricorso della “Manital” annullando i provvedimenti comunali di aggiudicazione alla Romeo del ricco appalto per la gestione del patrimonio stradale del comune di Roma.
Romeo chiede a Lusetti anche di “metter a posto” chi, nel partito, non guarda nella sua direzione con la necessaria attenzione. Antonio Polito (oggi direttore de il Riformista, nel marzo 2007 senatore della Margherita e segretario del partito a Napoli) lo ha tagliato fuori da un appalto cospicuo (“… mi hanno escluso perché c’era un suo amico… hanno fatto un po’ una pastetta”).
Lusetti è pronto a fare la faccia feroce. “Se vuoi blocco tutto, eh!”.
Romeo. “No, non bloccare. Lascia stare, povero cristo! Però gli va fatta pesare la cosa!”.
Scrivono i pubblici ministeri che “il “sistema” è così drogato” che non sono le imprese a conformare le proprie caratteristiche ai metodi e agli schemi della gara, ma sono le gare, le prassi, i procedimenti, i singoli atti a essere modellati “a misura” delle caratteristiche tecniche delle imprese di Romeo “al fine di consentirgli l’aggiudicazione degli appalti milionari”.
Un assoluto campione di questo lavoro sporco appare Giuseppe Gambale, addirittura il magniloquente assessore “all’educazione, trasparenza, legalità pubblica, istruzione edilizia scolastica, diritto allo studio, tutela del cittadino dal racket e dall’usura”.
Il racketeer è lui, Gambale, dice il giudice. L’assessore progetta un piano. Centralizzare nelle sue mani l’appalto delle mense scolastiche e consegnarlo all’Ati, una delle imprese di Romeo. E’ entusiasta come un bambino della sua idea. Così infervorato che Romeo lo invita alla prudenza. Gli dice di non sbilanciarsi troppo con chi non è del giro, a cominciare dal sindaco Rosa Russo Jervolino. Gambale non se ne preoccupa perché ha già intrappolata quell’ingenua che non si avvede di nuotare in una vasca di piranhas.
Gambale. “… ma con il sindaco ho parlato. E’ molto contenta. Io poi sono stato un po’ criptico. Lei mi ha detto che (il progetto) poteva essere un modello di decentramento…”.
Romeo. “Ma lei non ha capito che c’ha degli assessori intelligenti…”.
Gambale. “… Ma quella è scema completa. Non si rende contro…”.
Gambale convocherà i presidenti della municipalità. Li convincerà ad affidare alle sue mani i loro poteri decisori per la refezione e la manutenzione delle scuole. Quelli firmano anche un documento d’intesa.
Anche Gambale, come Nugnes, è una creatura che attende l’ingresso nel grande giro della politica nazionale. Per meritarsi un’opportunità offre altri politici al potere di Romeo, il presidente di una municipalità e – boccone ghiotto – Pasquale Sommese, oggi vicesegretario provinciale del Pd.
Gambale. “Alle cinque e mezza in punto sono da te. Vengo in compagnia…”
Romeo. “Che incarico ha, questo qui”.
Gambale. “Tranquillo, va bene… E’ il consigliere regionale più votato e in questo momento (marzo 2007) ha in mano il partito provinciale a Napoli, è persona a me molto vicina, sostiene Ciriaco (De Mita)…”.
Romeo. “Lui lo sa che io sono amico del grande vecchio…”.
Romeo non si fida. Vuole che sia il “grande vecchio” a rendere affidabile Sommesse, anche in vista del solito congresso. Gambale fa quel che deve. Ne parla con De Mita.
Gambale. “E’ stato gradito…”.
Romeo. “Quindi il vecchio ha dato l’autorizzazione a prendere contatti, fare la presentazione…”.
“Con questi metodi, Romeo ha letteralmente in pugno la città di Napoli”, è la conclusione del pubblico ministero. Il “sultano” aveva già avuto simbolicamente “le chiavi della città” da chi ha voluto dimenticare le sue condanne per corruzione degli anni novanta. Come gli interessi pubblici, la memoria deperisce presto in questa disgraziata città.

 

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Renzo Lusetti (Pd) e Italo Bocchino (Pdl)

Secondo i pm l’imprenditore riceveva “illecito sostegno” anche da Lusetti del Pd il parlamentare del centrosinistra si adoperò presso il Tar per l’appalto di Roma

 NAPOLI – “Quindi poi ormai…siamo una cosa…quindi…consolidata, un sodalizio, una cosa solida…una fusione di due gruppi”. Così il parlamentare del Pdl Italo Bocchino si rivolge all’imprenditore Alfredo Romeo, in una telefonata ritenuta assai significativa dai pm che indagano sulle presunte irregolarità negli appalti del Comune di Napoli.
I magistrati sostengono l’esistenza di una “struttura organizzata unitaria” in una “ottica di contiguità, stabile comunanza e reciprocità di interessi che lega tra loro molti degli indagati”. Nella conversazione intercettata vi è la dichiarazione di “un soddisfatto Bocchino – commentano i pm – all’esito del ritiro degli emendamenti più ‘fastidiosi’ proposti dal gruppo consiliare di An con riferimento alla delibera avente ad oggetto il progetto Global Service”.
Secondo i pm l’imprenditore Alfredo Romeo riceveva “illecito sostegno”, “analogo” a quello che gli sarebbe stato offerto dal parlamentare del Pdl Italo Bocchino, anche dall’onorevole Renzo Lusetti del Pd. Lusetti, secondo i magistrati, “si è adoperato per consentire all’imprenditore il proseguimento dei propri fini illeciti nel settore degli appalti, sia nella città di Napoli che nella città di Roma, in questo secondo caso intervenendo presso esponenti del Consiglio di Stato per sostenere Romeo nell’atto di appello interposto contro una decisione del Tar favorevole a una impresa concorrente”.
Secondo i magistrati “commistione impressionante tra politici di ogni colore e provenienza, organi istituzionali, pubblici funzionari, appartenenti alle forze di polizia, appartenenti alle forze di polizia”.
Tutti “convergenti – scrivono i pm – a soddisfare le più diversificate pretese dell’imprenditore, autocompiacendosi e grossolanamente di se stessi e dei risultati conseguiti”.
La prova starebbe nelle parole di un assessore, coinvolte nell’inchiesta ma di cui non viene diffuso il nome, che si rivolge soddisfatto a Romeo: “Eh guagliò, si nu grande…tieni nu grande amico assessore”. La conversazione intercettata, dicono gli inquirenti, mostra “un esaltato assessore comunale nel parlare con Romeo dopo che è stato raggiunto l’obiettivo dell’approvazione del progetto Global Service per la manutenzione delle strada di Napoli nel senso voluto dall’imprenditore”. Romeo, aggiungono i magistrati, ‘pilotava’ l’appalto del global service per la manutenzione delle strade di Napoli, ottenendo una griglia blindata per la gara in modo da vincerla. La prova starebbe anche in una conversazione telefonica tra lui e l’ex assessore alla viabilità e alla Protezione civile Giorgio Nugnes, morto suicida. “No, se non fosse così io non posso partecipare”, diceva Romeo. Nugnes gli assicurava che avrebbe potuto soddisfare le sue richieste, perché, “figurati, io non tengo nessun problema”.

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