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Rimini 2012

di Eugenio Pari

Sullo “scontro di potere”(1) fra il Sindaco Pd Gnassi  e il capogruppo “ribelle” Agosta (2)

È davvero sorprendente leggere le dichiarazioni pubbliche del capogruppo Pd Agosta rese in una lettera aperta al Sindaco Gnassi  . È sorprendente perché, nemmeno ad un anno di distanza, emergono elementi che forse nel centrosinistra qualcuno aveva già intravisto e, andando fino in fondo decise di presentare una candidatura autonoma  per un centrosinistra alternativo, plurale e autenticamente incentrato su parole come: partecipazione, sviluppo sostenibile e sostegno alle classi sociali più deboli. Queste poche cose, come alternativa al programma patinato, suggestivo, giovane e moderno di Gnassi fatto di riferimenti a Friburgo, Stoccolma, “borghi di 150mila abitanti” e così via. Le suggestive “parole d’ordine” del sindaco Pd, ma poco riscontrabili nella realtà dei fatti,  hanno concesso la ribalta nazionale al sindaco attraverso la tribuna di programmi di approfondimento, il cui esito è stato riportato con tanto di fanfare dalla stampa nostrana.

Duello all’interno del Pd a Rimini

È antipatico, lo so, dire “noi l’avevamo detto” (3) , ma è pur sempre vero.

Fin qui però ci si limita all’osservazione degli scontri mezzo stampa tra i due principali protagonisti del Pd cittadino, ed è già molto, però c’è un però grande come una casa e sta nello scontro tra diverse fazioni interne al partito di maggioranza riminese, uno scontro che sarebbe inesatto ricondurre a sole questioni di potere, anche se come diceva Orwell “il potere è fine al potere”, credo che ci sia effettivamente qualcosa di più profondo, di culturale che si dovrebbe saper cogliere. Credo che il “profondo”, se si può davvero utilizzare questo termine, stia anche in una battaglia di posizione molto legata a pratiche politiche legate a poteri forti che non hanno mai mollato la presa e tanto meno intendono farlo oggi.

Certo, chi conosce il Sindaco Gnassi, parla anche di suoi tratti comportamentali piuttosto spigolosi e si parla anche di una certa permalosità, però nell’ottica struttura/sovrastruttura questo aspetto lo catalogherei come secondario.

Io sono convinto che giocoforza questa Giunta abbia davvero fermato lo strapotere della rendita immobiliare, non so dire se per una effettiva convinzione ideologica, ovvero per perseguire una strategia politica, oppure se solo per motivi economici congiunturali in quanto di fatto il mercato immobiliare è bloccato. Ma, com’è o come non è, da tempo, così mi pare, non vengono fatte varianti (anche perché con 12 anni di Ravaioli, di varianti da fare ne restano davvero poche).

So che coloro che oggi vestono i panni dei “ribelli”, si sono sempre caratterizzati per essere gli interlocutori più fedeli del cosiddetto “Partito del mattone riminese”. Agosta, il capogruppo del Pd, è stato uno di questi .

Credo che l’uscita televisiva di Gnassi dalla Gruber gli sia servita a “puntellare” le proprie posizioni: nel miglior caso a staccare un biglietto per Roma, nel “peggiore” per rimanere sindaco a Rimini. Credo anche che dentro il Pd vi siano propugnatori della teoria del “tanto peggio, tanto meglio” e stiano veramente ragionando per mandare in crisi l’amministrazione e quindi andare a votare. Penso che se davvero qualcuno intendesse portare al voto Rimini commetterebbe un errore clamoroso, darebbe chiavi in mano la città al prossimo sindaco grillino di un comune capoluogo e sinceramente di sindaci orwelliani etero diretti da personaggi inquietanti come il Sig. Casaleggio io fare anche a meno.

Ma queste sono solo congetture e, laconicamente, credo che la realtà a cui assistiamo stia superando e supererà l’immaginazione. Però, mentre chi dovrebbe governare la città all’interno di una crisi di sistema, oggi polemizza sui giornali fra chi è più giovane, trendy e fra chi difende la politica riminese di sempre quella del “lotto libero”, del “mettere un mattone sopra l’altro” dovrebbe davvero cercare di capire che diavolo sta facendo, cercare di capire che cosa vuol fare e, soprattutto, dare una risposta concreta a chi la crisi la vive sulla propria pelle. La crisi va affrontata, si devono dare protezioni a chi rischia di rimanerne schiacciato e non va utilizzata per polemiche interne al proprio partito, per sostenere le ragioni di chi in tutti questi anni attraverso la rendita immobiliare ha creato le proprie fortune rendendo sempre più difficile la creazione di condizioni per uno sviluppo a vantaggio di tutti. Credo, davvero, si dovrebbe ragionare su quest’ultimo punto, piuttosto triste a dire il vero.

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(1) http://nqnews.it/news/136441/Gnassi_furioso___Riti_della_politica_.html

(2)   http://nqnews.it/news/136455/Agosta_a_Gnassi___No_all_Uomo_solo_al_comando_.html

(3)   https://eugeniopari.wordpress.com/2011/03/17/intervento-di-eugenio-pari-allassemblea-sel-rimini/

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I consiglieri Pari e Giovagnoli sull’inciucio Pd-Pdl

Il via libera in commissione del piano particolareggiato sull’area della ex colonia Murri fa arrabbiare i consiglieri di SEL che parlano di consociativismo e di un accordo Pd-Pdl per fini elettorali.

 RIMINI, 21 marzo 2011

Nelle sedute di commissione e di consiglio si sta procedendo verso un grave accordo tra Pd e Pdl già denunciato dal nostro candidato sindaco Pazzaglia. Un accordo volto a garantire gli interessi dei costruttori a tutto discapito della collettività.
In tre minuti questa mattina la commissione competente ha approvato il piano particolareggiato delibera che influenzerà il futuro di Rimini per i prossimi trent’anni e questo in primo luogo per puri motivi elettoralistici.
Questo modo di procedere sulla testa dei cittadini è frutto del consociativismo, come consociativo è stato il modo di governare gli ultimi dodici anni Rimini.
SEL a Rimini sta facendo una battaglia per impedire ulteriori cementificazioni che vanno a vantaggio di pochi e a discapito di molti, e questo, fra le altre cose, sarà il primo obiettivo che ci poniamo per dar vita ad un centrosinistra rinnovato, che dopo le elezioni ci dovrà vedere alternativi alle logiche di potere fin qui praticate.

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L’OSTRUZIONISMO DEL PDL E’ SOLO UTILE AI COSTRUTTORI. QUESTO PSC E’ IL RISULTATO DELLE LORO PRESSIONI

DICHIARAZIONE DEI CONSIGLIERI PARI, PAZZAGLIA E GIOVAGNOLI

Rimini, 11 marzo 2011

La strategia ostruzionistica del Pdl è irresponsabile e del tutto infruttuosa dal punto di vista della correzione migliorativa del PSC.

Per accorgersi di questo basta semplicemente leggere le dichiarazioni dei costruttori, il Pdl non vuole affatto tutelare gli interessi collettivi cittadini riminesi, vuole solo rappresentare e tentare di accattivarsi le simpatie degli imprenditori edili. Le 17 sedute del Consiglio comunale per espletare gli inutili 1400 emendamenti grazie al Pdl costeranno alla cittadinanza riminese 90 mila euro circa.

La disinformazione del Presidente dei costruttori è strabiliante, egli parla di una città bloccata nell’espansione urbanistica quando solo i piani particolareggiati del periodo 2007 al 2010 posti in salvaguardia determineranno un’edificazione di 300 mila metri quadrati. Parlare di città ingessata è un’offesa verso tutte quelle persone che nonostante le migliaia di appartamenti tenuti sfitti per mantenere alti i prezzi delle case, quindi dell’acquisto e degli affitti, si vedono impossibilitati all’accesso al diritto fondamentale alla casa. Per i costruttori riminesi la crisi non c’è, questo è dimostrato dalle performances economiche e dai profitti raggiunti che li proiettano in cima al vertice nazionale del settore.

In questi ultimi dodici anni Rimini è stata la città in Emilia Romagna dove più si è costruito, nonostante questo è la terza città in Italia con i costi più alti per l’acquisto e gli affitti degli immobili. È facile quindi capire chi si sia avvantaggiato speculando su questa situazione e il Pdl vuole continuare a difendere questo status quo. Mentre il Pd cerca di dare delle risposte ampliando le maglie e venendo meno ad uno dei cardini del PSC: nuove costruzioni solo nel caso non sussistano possibilità di riuso del tessuto urbano esistente.

A chi ci chiede perché non abbiamo presentato anche noi centinaia di emendamenti rispondiamo dicendo che le nostre proposte (restrizione dei periodi di salvaguardia e politiche di risparmio energetico) vanno al cuore di aspetti essenziali, ma soprattutto che il Piano Strutturale (PSC) sarà utile alla città se non avrà al suo interno una specie di “cavallo di troia” dei piani particolareggiati che ne svuota l’efficacia. La proposta che è stata presentata, allo stato, purtroppo, rappresenta solo il tentativo di rispondere alle pressioni dei costruttori e di pochi privati.

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Sondaggio su elezioni comunali prossimo maggio a Rimini

Sondaggio EMG del 13 febbraio 2010 sulle intenzioni di voto in vista delle elezioni comunali del prossimo maggio a Rimini

 

INTENZIONI DI VOTO
Candidato %candidato Liste e % liste Tot. coalizione
 

 

Andrea Gnassi

 

 

42,1%

Partito democratico 34,9%

Italia dei Valori 4,9%

Partito Socialista 0,4%

Verdi 0.9%

Altri centro sinistra 1,3%

 

 

42,4%

 

       
Mario Formica 25,6% Pdl 25,3%

La destra 2,3%

27,6%
       
Gioenzo Renzi 16,6% Civica “Renzi per Rimini” 5,1%

Lega nord 9,4%

14,5%
       
Fabio Pazzaglia 6,2% Sinistra Ecologia Libertà 5,9% 5,9%
       
Candidato 5 stelle 5,3% Movimento 5 stelle – Beppe Grillo 5,0% 5,0%
       
Candidato terzo polo 4,2% Udc 2,8%

Futuro e libertà 1,4%

Api 0,4%

4,6%

 

 

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Lettera ai compagni di SEL sulla situazione riminese

In questi ultimi giorni il Corriere di Rimini sta ospitando diversi interventi, fra cui delle interviste al coordinatore regionale di SEL (Giovanni Paglia) che tendono a ribaltare la decisione che SEL ha preso a Rimini di correre con un proprio candidato sindaco (Fabio Pazzaglia), in autonomia dal Pd, in competizione con quel partito. Io ritengo giusto rendere pubblica questa lettera su cui già molte compagne e compagni di SEL hanno concordato e al tempo stesso ritengo opportuno stigmatizzare la posizione del coordinatore regionale che, nel migliore dei casi, compie una inopportuna “invasione di campo”. A breve verranno pubblicati i commenti alla lettera, nel frattempo grazie per l’attenzione

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Care compagne, cari compagni,

 

le notizie delle ultime ore mi hanno piuttosto amareggiato. Sapevo che a Paglia la nostra decisione di correre da soli non sarebbe andata giù, ma non mi aspettavo che continuasse questo stillicidio sotto spartito del Pd. È grave quello che sta succedendo, molto grave, secondo me se davvero la situazione precipiterà al punto che vogliono Paglia (o chi per lui) e il Pd davvero dovrei trarre la lezione, ancora una volta, che nonostante si manifesti un’idea diversa la sinistra italiana è destinata a soccombere a essere subordinata agli interessi dell’opportunismo, del calcolo politico e, diciamolo pure, dell’ipocrisia.

Non posso pensare che quello che Paglia viene a dire a Rimini (modello Felix Dzerjinski il tristemente noto fondatore della Ceka), sia la posizione dei vertici nazionali. Non posso accettare che una forza politica che si richiama alla sinistra giudichi il simbolo sotto il quale si presenta come un brand, un marchio ad esclusivo uso e consumo di chi presiede il partito stesso. Non posso pensare che SEL sia così gravemente malata della malattia che pretende di curare, ossia la deriva personalistica e l’assenza di democrazia e partecipazione politica. Non posso pensare che SEL, pur nel rispetto e nella prioritaria considerazione di una politica di alleanze con il Pd, si comporti, di fatto, come una depandance del Pd stesso. Se così fosse, non lo accetterei e trarrei le opportune conseguenze.

Dobbiamo rifiutare la logica che sta dietro queste pressioni, andare avanti per la nostra strada. Non possiamo accettare i diktat di chi se ne frega della vittoria del centrosinistra o di sbarrare la strada alla destra a Rimini, ma pensa solo che un comportamento accondiscendente verso il Pd possa portare vataggi alla propria personale ed esclusiva vicenda. Non possiamo accettare questi personaggi che pretendono di imporre una verità del tutto avulsa dal contesto entro la quale la vogliono collocare. Un partito di sinistra non è un’azienda, un partito di sinistra ha degli organismi dirigenti che lo devono rappresentare e che devono sforzarsi di far crescere i territori, ascoltare la base, sforzarsi di comprendere le specificità, rispettare le scelte. I gruppi dirigenti non possono imporre le proprie decisioni, altrimenti non sono gruppi dirigenti, sono degli emissari di un consiglio di amministrazione.

Resistere a queste pressioni significa sostenere ancora di più il progetto di SEL, interpretarlo nella sua accezione autentica, significa non delegare ad altri, significa interrompere quel comportamento paternalistico di dirigenti politici, o sedicenti tali, che come il coordinatore regionale (immagino non sia solo) tengono nei confronti nostri trattandoci alla stregua di bambini sciocchi. Resistere e continuare lungo il percorso che abbiamo tracciato, ribadito e sostenuto all’unanimità, pur con tutti i nostri limiti, significa dare una lezione di dignità, significa non chinare il capo verso chi ha della politica un’idea strumentale, verso chi intende la politica come tattica, come prodotto sintetico di incontri a tavolino fra notabili e zelanti emissari che hanno il solo ruolo di eseguire. Di queste “teste di legno” o “uomini di paglia” non se ne può più! Resistere a queste pressioni non è esercitarsi in qualche polemica o a chi è più furbo, resistere a queste pressioni e a questi “dirigenti” è un atto di onestà intelletuale, è fare politica, è interpretare un’idea ed un ideale di sinistra che se solo professato in TV o dai giornali soffoca le speranze delle gente, strozza i lavoratori di Mirafiori, fa chiudere nelle proprie case le persone, fa vedere nei disperati una minaccia! O c’è una corrispondenza reale, concreta, attualizzabile nel contesto dato dell’alterità della sinistra o la sinistra fa solo demagogia e coltiva a uso e consumo di qualche leader e del suo servidorame il proprio orticello. Non si agisce per cambiare lo stato di cose presente, ma lo si asseconda nella speranza di potersi ritagliare un posticino al banchetto.

Queste logiche di ancillaggio rispetto al volere del più forte sono utili solo a chi questo sistema lo governa, solo a chi questo sistema lo vuole così com’è! Io capisco perfettamente che se si dovesse andare a votare l’anomalia Rimini sarebbe un problema per SEL  a livello nazionale, ma diciamoci la verità: vista l’attuale situazione non credo proprio che le elezioni siano a maggio e chi lo dice cerca di ammantare il proprio lavoro da contoterzista della politica, in questo caso rispetto al volere imposto dal Pd, con un buonsenso che tale non è in quanto si tratta solo di tatticismo e opportunismo. Diciamoci la verità: cosa c’è di rivoluzionario nelle nostre posizioni, cosa c’è di così tremendamente estremistico nel pensare che solo tentando di cambiare i rapporti di forza si può pensare di cambiare la rotta del Pd che troppo spesso, come nel caso di Rimini, è del tutto simile a quella del Pdl? La risposta la sappiamo tutti, proprio tutti noi, anche i più dubbiosi: non c’è nulla di questo!

Il dubbio è forse che qualcuno di noi stia cercando una fortuna personale, stia lavorando per qualche posto? Ebbene posso parlare per me, Fabio e Giorgio, ma sono sicuro che sia così per tutti: avremmo potuto averli i posti senza dimetterci o essendo più ligi alle richieste di voto che quotidianamente provenivano dal Pd. Non lo abbiamo fatto non perché siamo dei sabotatori o degli irresponsabili, non lo abbiamo fatto perché se no non avremmo più avuto il coraggio di parlare con le persone che ci hanno dato fiducia, non lo abbiamo fatto per una questione di dignità.

Io non so se la scelta che abbiamo deciso di intraprendere sia la strada più giusta, quella che condurra alle “magnifiche e progressive sorti”, ma non siamo neanche persone che “levano i pugni al cielo” lamentandosi contro il destino o l’ineluttabilità delle scelte. Dietro la candidatura dell’amico e compagno Fabio Pazzaglia c’è una Rimini migliore della Rimini che qualcun altro intende rappresentare. C’è una Rimini migliore del gruppo di potere che ha utilizzato la leva della rendita immobiliare per ingrossare le proprie fortune da portare alle banche di San Marino, c’è una Rimini migliore, quelladi chi davanti alle imposizioni di qualcuno quando è convinto e a prescindere dal proprio tornaconto personale sa dire NO!

Io sono per andare fino in fondo, lavorando e continuando a lavorare come abbiamo fatto fino ad oggi, se sarà battaglia la faremo perché come diceva Che Guevara “le uniche battaglie che si perdono sono quelle che non si combattono”. Non credo che la nostra sia una posizione manicheista, ma credo, invece, che sia la posizione di chi le cose le vuole cambiare veramente, sapendo che la verità assoluta non è di nessuno, ma che se si vogliono cambiare le cose occorre la partecipazione di tutte e di tutti. Per noi non c’è chi ha interessi legittimi e chi ha richieste impossibili da realizzare solo sulla base dei voti che muove o del conto in banca che possiede, per noi, credo, il principio di eguaglianza risiede nella capacità che una comunità sa offrire di rimuovere gli ostacoli e di dare risposte a chi ha bisogno, includendo tutti ma proprio tutti i cittadini al di là della religione, del colore e dell’orientamento sessuale.

 Ecco per cosa abbiamo deciso di intraprendere la strada insieme a Fabio, ecco perché siamo in SEL, non certo per accondiscendere ai diktat di qualche mestierante della politica, perché le battaglie quando sono giuste vanno combattute anche se si sa che possono essere battaglie perse.

 Fraterni saluti.

 Eugenio Pari

 eugenio_pari@yahoo.it

Cell. +39 3381109571

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SEL al primo turno autonoma dal Pd con Fabio Pazzaglia candidato Sindaco

Ecco qua un dibattito a proposito della decisione di SEL di andare autonomamente rispetto al Pd al primo turno
 
Filippo Pecci, 19.11.2010

Sinistra Ecologia e Libertà a Rimini ha deciso di correre in solitaria(almeno al primo turno) alle elezioni comunali del prossimo marzo. Una scelta che sorprende tutti certo, ma che va rispettata perché assunta in autonomia, dagli organismi di partito. Dopo aver preso atto della decisione, è necessaria un’analisi e una risposta politica. Sono irresponsabili (e anche un po’ infantili) reazioni di stizza e rancore in questo momento.

Confrontiamoci senza paura con le critiche che vengono fatte, evitiamo le timidezze. La rottura, si dice, si è consumata su questioni di sostanza: dalla gestione del territorio a quella del welfare, possibile che il PD non abbia niente da dire? Io credo di no. Non mi sembra che l’idea di città proposta in questi giorni da diversi esponenti di sinistra e libertà sia così lontana da quella che dovrebbe essere la nostra. Più attenzione all’ambiente e al territorio, alle condizioni dei più deboli e dei più colpiti dalla crisi, gestione più seria e meritocratica delle aziende pubbliche, svolta nelle politiche culturali. Questi sono anche nostri temi, non possiamo sottrarci.

E’ scontato dire che la candidatura di Fabio Pazzaglia nasce per dar voce a istanze presenti nella città, sentite dai riminesi. Per riaprire il confronto è necessaria una maggior vitalità e maggior decisione su certi temi. Ad esempio, fin’ora si è parlato pochissimo di integrazione e di cittadinanza:a Rimini la presenza di migranti diventa sempre più importante, è necessario avanzare proposte precise, per rendere tutti cittadini. Altro argomento particolarmente caro ai cuori di sinistra è sicuramente quello del lavoro stagionale; dopo gli avvenimenti della scorsa estate dobbiamo avere la forza e il coraggio di aggredire il problema, non restando al traino dei sindacati o delle associazioni di categoria. Promuoviamo un tavolo istituzionale, che permetta di studiare le soluzioni più efficaci per intervenire in uno dei settori più importanti della nostra economia locale.

Mettiamo in alto nella lista il tema dell’ambiente e del rispetto del territorio. Ormai tutti dicono che lo sviluppo selvaggio è finito e che è necessaria una nuova progettualità, più eco-sostenibile. Bene, facciamo delle proposte forti e portiamole avanti con convinzione però, perchè su questo tema ci giochiamo molta della nostra credibilità.

Infine, apriamo il portone dei diritti civili: non possiamo continuare a fingere che la necessità non ci sia. Le coppie di fatto sono proprio “di fatto” cioè esistono, indipendentemente da cosa ne pensi la politica. Su questo tema siamo sempre sulla difensiva, non sarebbe il caso di rilanciare? Proponiamo a Rimini la realizzazione del registro per coppie di fatto, in modo che possa essere recepito l’art.48 della finanziaria regionale dello scorso anno che estende diritti a famiglie che prima non li avevano.

Insomma: alziamo il telefono, organizziamo un confronto e presentiamoci con le nostre idee, ma abbandonando quelle timidezze che troppo spesso ci caratterizzano. Così porteremo a casa un’alleanza di centrosinistra autentica e vincente.

http://www.comunicazionedemocratica.it/comunicazionedemocratica/?p=826

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Rossano Lambertini, 16.11.2010

Chiariamo subito: il pezzo volutamente provocatorio che ho postato sul nostro blog del PD di domenica è stato lo sfogo davanti a un mancato accordo che, io personalmente, trovo imprescindibile. E la cosa sarebbe di ben poco conto se riguardasse solo me, ma tale mancato accordo ha lasciato senza parole tutti (ma proprio tutti) quelli con cui ho avuto occasione di parlarne, che sono tutti elettori di centro sinistra (e che non sono certo solo del PD).

Ai commenti su Facebook con cui Eugenio Pari, Antonio Berardi, Paolo Severi o anche Max Fabi (con il quale abbiamo gia’ condiviso diverse esperienze in passato e le cui idee sono sempre originali e trasparenti), che hanno prontamente replicato al mio post, va dato merito per la loro evidente volontà di confronto, ma chiedo loro: voi che conoscete sicuramente tanti elettori di centro sinistra come e piu’ di me, possibile che non abbiate la stessa impressione che ho avuto io? Possibile che la gente attorno a voi trovi plausibile che PD e SEL vadano separatamente alle elezioni a Rimini? Non temete che ci vengano a prendere con i forconi?

Tra le ragioni (che sono tante e variegate) che ci hanno spinto (noi del PD, chi scrive e’ membro della segretria comunale) a selezionare il candidato a sindaco attraverso le primarie c’è stata sicuramente la precisa percezione che i nostri elettori non sarebbero stati disposti a capire un metodo che non fosse quello delle primarie e che per noi i forconi sarebbero stati una certezza piu’ che un timore…

Eugenio (che ho incrociato piu’ volte alle iniziative dell’ANPI anche se non ci conosciamo, ma non manchera’ occasione) mi dice che più che una volontà di confronto, lui ha riscontrato da parte del PD un tentativo di cooptazione verso SEL. Se esistono sensibilita’ diverse sul programma, io dico ben vengano: sarebbe inuspicabile e sospetto che non ci fossero (sarebbe inauspicabile perche’ sospetto…), ma che risultino tali da dividere due “popoli di elettori” che non capirebbero proprio non ci sta (da qui la battuta sui “baroni” che decidono in proprio).

L’accordo elettorale e le naturaliter primarie per identificare il candidato, come ha dimostrato l’esperienza di Milano (che immagino piuttosto dolce per tutti i compagni di SEL e che verranno probabilmente ripetute a Bologna, Napoli e Torino), sono la strada giusta. Quale sarebbe la differenza tra quello che è successo a Milano giusto l’altro ieri e quello che sarebbe potuto succedere a Rimini se SEL avesse preso parte alle primarie di coalizione (sostenendo, ben inteso, chi gli pareva a partire da Fabio Pazzaglia, il quale, sia detto a titolo personale, gode della mia più sincera stima anche se da posizioni spesso diverse)? Le primarie di Milano vanno bene mentre quelle di Rimini sarebbero un tentativo di cooptazione? Mah…

Dirò di più: mentre a Milano il PD ha puntato su un candidato “ufficiale”, “di segreteria” (scelto da pochi dirigenti e la cui sconfitta ha fatalmente condotto alle dimissioni della segreteria stessa, ca va sans dire…) a Rimini la segreteria non ha assunto alcuna posizione ufficiale, lasciando alla raccolta delle firme il concretizzarsi delle singole candidature. Seppur tra i mille distinguo che ognuno e’ libero di fare, e’ quanto di piu’ vicino al concetto di primarie vere che si sia visto fino a oggi in materia. O no? E le regole per le primarie stesse potevano piacere o meno, ma sono state chiare e inalterate dall’inizio. Uguali per tutti.

Resto convinto che la mancata partecipazione di SEL alle primarie sia stata un’occasione persa per tutti, ma per SEL un po’ di piu’.

Non sono ingenuo e non faccio finta di non sapere quali crepe abbiano aperto nel rapporto tra il PD e SEL gli ultimi mesi vissuti nel consiglio comunale, ma e’ altrettanto vero che davanti a noi abbiamo la possibilita’ di fare un punto zero, di iniziare un dopo Cristo della politica a Rimini, nel centrosinistra.

Non puo’ non essere una novita’ il fatto che Lino Gobbi (che cito perche’ Eugenio l’ha citato) abbia iniziato il suo percorso come segretario parlando di “storicizzazione” di un certo modo di intendere l’edilizia o che l’acqua debba essere pubblica senza se e senza ma, cosi’ come non puo’ non rappresentare una nuova fase il fatto che una larga parte della rappresentanza in consiglio comunale, di quelli che erano DS e Margherita, affrontera’ il suo naturale ricambio (noi abbiamo un limite di due mandati) e non si puo’ nemmeno non riconoscere che sono molte le facce nuove che la nascita del PD ha fatto emergere e che proporra’. E anche gli spazi dialettici sul web (questo come quello di comunicazione democratica, della giovanile o come i tanti blog dei singoli circoli) sono una novita’ e la discussione aperta e libera che stiamo intavolando ne e’ la prova provata (….si’, lo so che i commenti ancora non sono a disposizione, ma lo saranno, non temete…). A qualcuno pare poco? Io credo che sia un inizio. Dove condurra’ e in che modo e’ una variabile funzione esclusiavamente delle persone.

Concludo come ho iniziato: l’entrata a gamba tesa del post di ieri l’altro e’ stato dettato dalla delusione per la falsa partenza del mancato accordo elettorale (e quindi della mancata partecipazione di SEL alle primarie del centro sinistra del prossimo 12 dicembre), ma spero davvero che ci siano tempi, modi e persone con cui evitare lo scempio di vedere SEL e PD andare separatamente alle elezioni.

Nessun elettore di centro sinistra (davvero nessuno) lo vuole. Lo sappiamo tutti.

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Ferdinando Fabbri, 16.11.2010
L’uscita di Rossano Lambertini sul sito comunale del PD è politicamente sbagliata, sicuramente non esprime la posizione del Partito Democratico. 
Sinistra e Libertà a Rimini fa le sue scelte in totale autonomia e con proprie legittime logiche che vanno rispettate e ascoltate. Nessuno può permettersi, dall’esterno, di fare attacchi ai rappresentanti di quel movimento; soprattutto se sono valutazioni critiche che poco hanno a che  fare con ragionamenti politici e molto, purtroppo, con attacchi personali. Tanto meno possono farlo i compagni del PD.
Sinistra e Libertà rappresenta infatti una componente organica del centrosinistra italiano e riminese. La cultura libertaria, ecologista e alternativa che essa esprime,  non solo è uno stimolo per il cambiamento del Paese ma è parte indispensabile per proporre, anche nella nostra città, un’esperienza di governo che faccia leva sull’innovazione  e su un’ampia partecipazione popolare.
Siamo solo all’inizio di una lunga e difficile partita politica che si concluderà nella primavera con le elezioni comunali. Se il centrosinistra non è unito, il rischio di lasciare Rimini in mano a Berlusconi è molto alto.
Se evitino perciò uscite scomposte e atteggiamenti stizzosi da ambo le parti. E si organizzi invece un vero confronto programmatico fra PD e SeL sui problemi della città. Da lì occorre ripartire e poi, sul tavolo dei programmi, ritrovare una forte spinta unitaria.
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Eugenio Pari, 16.11.2010

Il Pd sostiene che all’interno di SEL a Rimini sia ancora aperto un confronto per aderire fin dal primo turno alla coalizione che dichiara di aver costituito. Probabilmente Gobbi ha notizie diverse da quelle in mio possesso, molto più probabilmente, invece, sta cercando di portare la situazione sull’orlo di una crisi di nervi. Io so soltanto che i nostri organismi si sono riuniti democraticamente e che hanno votato all’unanimità la proposta di candidare Pazzaglia a sindaco e soprattutto di competere autonomamente alle prossime elezioni comunali con l’obiettivo di proporre un centrosinistra alternativo rispetto a quello attuale.

Non voglio credere che Pd e Pdl siano la stessa cosa, ma qui non si sta facendo una discussione accademica su contenuti astratti rispetto a rapporti ideali che avremmo dovuto avere con il Pd. La rottura si è consumata su scelte che hanno dimostrato ciò che negli ultimi anni era chiaro a tutti e cioè che all’interno del centrosinistra riminese esistono visioni alternative prima ancora che politiche di tipo culturale e ideale. È sulla sostanza e non su questioni di bottega, che lasciamo affrontare ad altri, che vogliamo proporre alla città un progetto ed un conseguente programma di governo. Un progetto ed un programma che sappiano indicare un’idea di città alternativa rispetto a quella proposta dal Pd negli ultimi anni e alla quale ci siamo sempre opposti cercando di offrire delle proposte alternative.

Questa proposta non si svolge unicamente sul tema del governo del territorio, ma sul welfare locale, sul tema della gestione delle aziende pubbliche, sul tema delle politiche culturali. Per noi la città è un bene comune e i cittadini che la abitano devono trovare condizioni per innalzare la propria qualità di vita. Per il Pd com’è? Sarebbe fin troppo facile dire che per loro tutto si incentra sull’accondiscenza rispetto ai poteri forti siano essi legati alla rendita o alle lobbies di altra natura, ma è proprio così e quando le distanze sono di questo livello è davvero difficile trovare il modo per colmarle.

Comprendo bene quando i dirigenti del Pd affermano che li dobbiamo considerare per ciò che sono e non per un Pd immaginario, un Pd che non esiste e non è mai esistito. Ma la stessa cosa dovrebbe valere nei confronti nostri. Nessuno può dettarci quello che dovremmo essere e che cosa dovremmo fare, quindi spero che questa elementare forma di rispetto a cui ci siamo sempre attenuti valga anche per loro. Se sono convinti del loro programma e soprattutto se sono convinti della giustezza del loro operato la prova ci sarà fra pochi mesi.

Eugenio Pari, 15.11.2010

Mi sembra che Rossano (che non conosco e credo altrettanto lui non conosca me) sia in buona fede e credo nel suo rammari…co. Però, da “piccolissimo dirigente” e da consigliere opportunista vorrei fargli presente che se così impostata la sua riflessione sembra più un gesto di stizza che il tentativo di aver effettivamente “cambiato pagina” come – secondo lui – avrebbe fatto il Pd a Rimini.
Purtroppo gli elementi di confronto anche teso tra l’amministrazione Ravaioli e alcuni consiglieri non sono il frutto di calcoli personali (quali poi, visto che sia il sottoscritto che Giovagnoli per poter portare avanti le nostre battaglie ci siamo dimessi da incarichi politici ben più importanti?), ma sono il tentativo di dare rappresentanza a idee e visioni sulla città e sul suo sviluppo alternative rispetto a quelle del Pd tutto concentrato sul dare risposte ai poteri forti. Non so se la sudditanza decennale rispetto ai poteri forti, in particolare a quelli legati alla rendita immobiliare sia vissuta dal Sig. Lambertini come un problema da risolvere piuttosto che una pratica da perpetuare all’infinito, per noi, non da oggi, è arrivato il momento di cambiare musica e vorremmo provare a farlo. Avremmo voluto provare a farlo anche con il Pd, ma purtroppo le ultime decisioni (Murri, Via Portofino, ex Seminario) hanno dimostrato che questo spazio non c’è.
E’ del tutto inutile ora dire a chi con coerenza, non certo per calcolo di bottega (quelli li lasciamo fare ad altri), si è opposto a scelte sbagliate che così facendo si rischia di far vincere il centrodestra. Purtroppo, se il centrosinistra è in crisi è in crisi perché paga lo scotto di scelte politiche sbagliate come l’esternalizzazione dei servizi educativi ai privati, o come il taglio dell’assistenza domiciliare o la politica degli eventi a vantaggio di pochi, altro che ricadute positive per il settore turistico.
So cogliere, nonostante tutto, la differenza con il Pdl, ma qui non ragioniamo solo in termini generali ed astratti, discutiamo di scelte che come ha voluto prendere il Pd riminese avrebbe potuto prenderle una qualsiasi giunta del centrodestra della Brianza o del Veneto.
La politica è andare alla base dei problemi per tentare di risolverli, è andare alla radice delle scelte, ebbene per affrontare i problemi ci sono modi diversi, la differenza con ampi strati del Pd è ancora prima culturale e si misura allorquando si è chiamati a prendere delle decisioni, sono diverse le idee e i presupposti che portano ad affrontare i problemi stessi. La differenza è culturale e non basta certo un generico appello all’unità per affrontarla.
Quella di Gobbi, a mio avviso, non è stata la proposta per aprire le primarie, ma il tentativo di cooptare. Le alleanze si basano sui programmi e in questi mesi le distanze sono aumentate.
Vedo comunque che nonostante si cambi il nome del partito alcune pratiche, come quella della ricerca del capro espiatorio (frutto malato di altri drammatici tempi) non è cambiato.

Rossano Lambertini , 15.11.2010

A Rimini Sinistra Ecologia e Liberta’ se ne va alle elezioni comunali senza di noi, senza il PD, che aveva apertamente manifestato le intenzioni di un accordo elettorale. SEL rifiuta quindi di partecipare alle primarie del centro sinistra a Rimini.

Non si riesce a non pensare male. Non si riesce a non pensare che a muovere le istanze di SEL non sia stato un semplice e legittimo calcolo politico: infatti quale elettore, del PD o di SEL, vuole vedere queste due forze su fronti opposti (…quando anche Bersani e Vendola hanno trovato un accordo!…)? Come giudicheranno gli elettori di centro sinistra una tale deriva narcisista di chi si dice “dirigente” in SEL (che sono poi gli stessi consiglieri comunali dal dissenso facile e opportunistico di fine mandato) e che altro scopo non ha se non quello di sopravvivere a se’ stesso a qualunque costo?

Cosa avrebbe impedito a questi signori, al limite, di competere e misurare le proprie forze nella prima primaria della storia riminese come ormai ogni elettore del centro sinistra chiede (esattamente come e’ successo a Milano proprio ieri, “mantenendo un profilo unitario e tenendo presente la vera natura delle primarie”)?

Che le scelte politiche non siano nemmeno sullo sfondo di questo minuetto di SEL (capita solo a Rimini che i suoi piccoli, o piccolissimi, “dirigenti” mettano le proprie istanze personali davanti a quelli dei propri elettori!) lo dimostra il sostegno dolorosamente strumentale alla candidatura a sindaco di Fabio Pazzaglia, che e’ membro, per quanto dissidente, del PD, (a proposito di “Papa straniero”…) e che con SEL non ha alcun legame politico. Anche se e’ vero che avremmo preferito vedere Fabio alla prova della raccolta delle firme per le primarie (tentativo di raccolta di firme, ricordiamolo, abortito giusto nel breve volgere di un paio d’ore…), non c’e’ nulla da ridire se Fabio si candida a sindaco sostenuto da chi gli pare, ma e’ certo che il suo farsi usare quasi come scudo umano dai baroni riminesi di SEL va un po’ ad offuscare le spesso ammirevoli battaglie di etica che Fabio ha condotto in passato.

Ma noi siamo fatti cosi’. A noi le primarie piacciono perche’ piacciono agli elettori di tutto il centro sinistra e ci sarebbe piaciuto vedere SEL (magari a sostegno proprio di Fabio) essere parte di queste ed e’ per questo che invitiamo comunque tutti gli elettori di SEL a partecipare alle primarie del 12 dicembre.

Indipendentemente da chi sara’ il candidato sindaco che uscira’ vincitore dalle primarie, il PD riminese sta operando un ricambio nelle sue file volto a dare un respiro diverso e qualitativamente superiore a una scena politica che, anche in quest’ultimo episodio, si dimostra asfittica.

Abbiamo tentato di voltare pagine. Loro (e soltanto loro) non hanno voluto.

http://pdrimini.blogspot.com/2010/11/i-baroni-di-sel.html?spref=fb

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DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI (CAPOGRUPPO SEL RIMINI) SULL’APPROVAZIONE DEI PROJECT FINANCING DA PARTE DELLA GIUNTA DI RIMINI

Grattacielo Foster I project financing a Rimini

Rimini, 29.09.2010

Comunicato stampa

La Giunta monocolore Pd ha approvato il primo dei project financing sul lungomare.

Questa notizia, piuttosto che rallegrare la popolazione riminese dovrebbe porla in allarme sia perché si preannuncia l’ennesima colata di cemento, quindi dal punto di vista ambientale, si dal punto di vista delle scelte di sviluppo generale della nostra città, scelte ancora una volta incentrate sulle necissità della rendita immobiliare a tutto discapito della comunità che dovrebbe invece ricevere investimenti che garantiscano occupazione e una più equa distribuzione delle ricchezze.

Altro commerciale, come se quello esistente non fosse più che sufficiente, nel lungomare e in città rischia inoltre di rompere il tessuto economico esistente ancora oggi basato su imprese a conduzione familiare.

L’economia parassitaria legata alla rendita immobiliare non crea sviluppo, ma un deserto sociale e culturale ed è sempre più chiaro che il Pd è ostaggio del vero partito che governa Rimini, quello del mattone e visti questi atti cerca di sancire l’alleanza anche per il futuro.

I consensi bipartisan su questi progetti, essi hanno in importanti esponenti del Pdl i maggiori sostenitori, pongono la città nella condizione di trovare una alternativa vera, un’alternativa che consideri la città come un bene comune irriducibile alle sole logiche di profitto per pochi.

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DICHIARAZIONE DEI CONSIGLIERI PARI (SEL) E PAZZAGLIA (PD) SUL PROLUNGAMENTO DEL DIRITTO DI SUPERFICIE ALL’EX SEMINARIO

Rimini, 03.09.2010

Siamo contrari all’accordo fra il Comune e la Diocesi sul prolungamento del diritto di superficie di ulteriori 30 anni per utilizzare il complesso edilizio denominato ex Seminario. 30 anni ci sembravano più che sufficienti. Ora diventerebbero 60. Considerati, i tempi in cui viviamo e i cambiamenti repentini all’interno della nostra società a nostro parere il raddoppio da 30 a 60 anni è solo un pretesto per giustificare l’aumento di 5 milioni spesa che il Comune dovrà sborsare ulteriormente (anziché i 12 milioni previsti due anni fa) diventando così 17 milioni di euro.

Siamo contrari anche per altri motivi: sono venuti a mancare alcuni presupposti fondamentali che avevano portato alla nascita di tale accordo. Fra i motivi addotti a suo tempo c’era la condivisibile necessità di trovare sistemazione a nuove strutture universitarie che, invece scopriamo solo ora non verranno mai attivate. Qualcuno si ricorda per caso le parole spese nel dicembre 2007 alla presenza dell’allora sottosegretario all’Università Nando Dalla Chiesa sulla necessità impellente per il polo riminese di una campus universitario dentro il complesso dell’ex seminario? Noi non lo abbiamo dimenticato.

Si dice inoltre che l’accordo tra Comune e Diocesi serva a ripondere alle crescenti necessità di trovare una sistemazione idonea considerato l’aumento della popolazione in età scolare.

Ma rispetto alla situazione attuale nella delibera si parla solo di 50 nuovi posti nido e di 4 sezioni in più per la Scuola Media Marvelli. Domanda: 50 posti nido e 4 sezioni in più della scuola media sono sufficienti per sostenere un’operazione da 17 milioni di euro? Secondo noi no.

L’Assessore Zerbini straparla di nuove centinaia di posti quando invece si tratta in certi casi di trasferimenti da un plesso all’altro come dimostra la chiusura della scuola di Santa Cristina: gli scolari verranno semplicemente trasferiti da questo plesso al Seminario. Si potrebbe addirittura pensare che la chiusura della scuola di Santa Cristina sia dovuta proprio all’apertura del Seminario, producendo un aggravio per gli spostamenti dei ragazzi. Se tale struttura cade a pezzi si poteva ristrutturare. In fondo con 17 milioni quante plessi scolastici potremmo riqualificare ed ampliare? Tantissimi.

Il Comune, inoltre, nei 17 milioni paga anche i lavori per l’apertura di 50 posti di asilo nido che, verranno affidati alla gestione di un privato. Così in questo caso, più unico che raro, il privato non si dovrà nemmeno preoccupare di reperire i locali per avviare la propria attività educativa! Perchè quando si tratta della Curia ci pensa il Comune a pagare i lavori (!) consegnando le nuove sezioni chiavi in mano pronte all’uso, dei privati naturalmente.

Noi siamo contrari per i motivi sopracitati e lo manifesteremo nel prossimo consiglio comunale. A differenza di altri colleghi consiglieri del Pd, quando si parla di soldi pubblici, di qualità dell’offerta dei servizi pubblici per noi non vale il ragionamento di convenienza elettorale e, soprattutto, non si possono utilizzare i soldi pubblici dei cittadini per produrre delibere elettorali come invece è, a nostro modesto parere, la nuova delibera sull’ex Seminario.

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Eugenio Pari propone di istituire un tavolo permanente contro la mafia a Rimini

Leggo la proposta del segretario Pd Gnassi di promuovere l’istituzione di un tavolo provinciale per contrastare la criminalità organizzata. È una proposta condivisibile, ma occorre precisare alcune cose. La prima risale all’incontro regionale dei nove prefetti dell’Emilia Romagna del 12 aprile scorso che ha sostenuto l’istituzione di osservatori a cui collaborino comuni, associazioni e camere di commercio per integrare le informazioni e quindi far emergere possibili infiltrazioni nel tessuto economico di organizzazioni criminali.Altra questione. Il problema dell’infiltrazione economica della mafia a Rimini non è un pericolo, ma una realtà da contrastare in modo risoluto anzitutto non sottovalutando questo stato di cose, senza infingimenti, senza timori e partendo dalla promozione di una cultura della legalità.
Sappiamo tutti benissimo che la vicinanza al paradiso fiscale e finanziario di San Marino, la peculiarità economica riminese predispongono il nostro territorio alle infiltrazioni mafiose e al riciclaggio del denaro sporco. Occorre quindi che anche dai settori economici ci sia una evoluzione etica e morale dei propri comportamenti iniziando a rifiutare i “soldi facili” e che
denuncino i casi sospetti alle autorità.
Infine la mafia si contrasta dotando di strumenti le autorità preposte, in particolare gli uffici giudiziari, quindi alle giuste rivendicazioni annuali di un aumento delle forze stagionali quest’anno i nostri amministratori richiedano il potenziamento degli organici del Tribunale riminese che, vale sempre la pena ricordarlo, se interrompesse tutte le proprie funzioni impiegherebbe almeno cinque anni per smaltire le pratiche arretrate.

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Eugenio Pari su proposta di commerciale a Italia in Miniatura

Affare per la città o solo per qualcuno? Il progetto prevede, in particolare, un ampliamento di 7.500 mq da destinare a commerciale.

http://www.newsrimini.it//news/2009/ottobre/19/rimini/commerciale_a_italia_in_miniatura._piva_e_pari__percha__si_e_percha__no.html

italia-in-miniatura_1

Italia in miniatura (San Pietro)

Il commento di Pari:

Rispetto alla proposta di ampliamento di 7500 mq delle superfici commerciali all’interno di Italia in miniatura appare evidente a tutti che si sta giocando una partita interna al Pd. Mi pare, inoltre, una modo surrettizio per costruire l’ennesimo centro commerciale a Rimini.
La città deve domandarsi se un’ulteriore centro commerciale è sostenibile o meno. Personalmente ho sempre ritenuto che questa città non potesse continuare a costruire superfici commerciali già dal momento in cui il Consiglio approvò l’Accordo sulla Murri e tanto meno con la variante Ikea – Mercatone.
Sarebbe anche utile uno sforzo di chiarezza e dire che si, ci potrebbero essere aumenti occupazionali, ma che il lavoro che si crea, come dimostrato dalle vertenze alle Befane, è un lavoro con scarsissime garanzie per i lavoratori, con retribuzioni anche’esse scarse e con una sicurezza sulle prospettive occupazionali e diritti bassissime. Sarebbe utile inoltre dire che questi investimenti producono davvero poco per il territorio, per il tessuto commerciale e la sua riqualificazione, il vero interesse è di chi costruisce e di chi è proprietario che già oggi ha in tasca, magari, un lauto contratto di vendita sottoscritto da qualche catena commerciale. A conti fatti si parla di interesse per il territorio e per i cittadini peraltro mai avverato quando in Europa sono ormai dieci anni che la tendenza di costruire centri commerciali ha subito una brusca inversione.
Sarebbe ormai giunto il punto di capire dagli amministratori che modello di sviluppo economico intendono perseguire, piuttosto che, di volta in volta, trovarsi davanti a queste proposte estemporanee e più che altro rispondenti a logiche di partito.

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