Archivi tag: partecipazione

Dopo il referendum: Hera o non Hera è il tempo del comune

Sono coraggiose e anche condivisibili le recenti prese di posizione di Stefano Vitali in merito ad Hera. Esse confermano ciò che tutti i cittadini hanno avuto modo di verificare da quando, nel 2002, Hera è stata quotata in Borsa. Un limite però ce l’hanno: sono forse parziali e un po’ tardive.

Il sistema di Hera è una società pubblica teoricamente, ma assolutamente privata nella realtà, in cui si realizza perfettamente il modello del capitalismo finanziario. I dati pubblicati sul sito del gruppo ci dicono che fra il 2009 e il 2010 l’azienda ha subito una contrazione dei ricavi del 16%, mentre il margine operativo lordo è aumentato del 10,6% solo grazie alla cessione del 25% di Herambiente ad un operatore estero del settore, Eiser Infrastructured. Una operazione puramente finanziaria su cui i soci, cioè i comuni, quindi i cittadini abbiano potuto dire nulla. La costituzione di Herambiente SRL, che si occupa di infrastrutture, particolarmente di inceneritori, ha prodotto come effetto sulle scelte industriali, sulle scelte che più incidono sulla qualità della vita dei cittadini come ad esempio se creare incenitori o potenziare la raccolta differenziata, il risultato che nè i comuni e tanto meno i cittadini possano dire nulla e siano informati sulle scelte.

Il management di Hera è assolutamente autoreferenziale e con la scusa che la società è quotata in Borsa il riferimento è diventato unicamente il mercato. Il management fa un ragionamento di questo tipo: “noi dobbiamo rispondere al mercato, alla quotazione in Borsa” e questo è il motivo per cui fanno praticamente ciò che vogliono, i comuni lasciano fare perché poi si spartiscono gli utili, utilizzati per interventi tutt’altro che inerenti ai servizi ambientali o idrici. Se il politico deve fare la politica, cioè rispondere ai cittadini, in questo caso si è espropriata al pubblico una funzione, quella di disegnare una politica nei confronti della generazione presente e di quella futura, il politico si è privatizzato il cervello e questo, secondo me, è il punto.

Una visione liberale, non comunista, prevede tre spazi: il mercato, il pubblico e l’individuo, ognuno di questi ha un proprio livello di responsabilità, Hera, invece, è diventata totalmente irresponsabile grazie alle scelte, o meglio non scelte, delle amministrazioni che l’hanno creata.

Fino a qui il versante delle responsabilità poltiche, ma che cosa dice, invece, il management di Hera? Quali sono le motivazioni che adduce?

Quando il management di Hera fa gli investimenti li fa sulla base di una decisione della politica e guardando agli investitori borsistici, non certo ai cittadini. Gli investimenti sono approvati dall’azionista, i comuni, il pubblico sostanzialmente decide e il management è lo strumento. Loro fanno ciò che è stato detto dai politici, qual’è adesso il problema che gli inceneritori fanno male? Ha scelto la politica, il management è il braccio secolare del sindaco o del presidente della provincia, quest’ultimo con importanti funzioni previste dalla legislazione regionale sul controllo e sulla regolazione quindi con un certo potere di intervento sulle scelte di Hera. Il regime in cui opera Hera è contraddistinto dal più ferreo monopolio, una economia chiusa forse solo paragonabile all’economia pianificata. Infatti, qual’è quell’impresa che riceve soldi per ottenere materie prime (le tariffe sui rifiuti) e ottiene soldi per trasformare le stesse materie prime, ossia l’incenerimento dei rifiuti che produce energia che l’azienda colloca poi sul mercato?

Più che una spallata a Berlusconi l’esito dei referendum sui servizi pubblici locali, non solo l’acqua: attenzione, chiede alla politica di cambiare il proprio modo di ragionare e di sostituire alcuni concetti e pratiche. Una per tutte: non considerare più le aziende partecipate come spazio dove esercitare il funzionariato occulto dei partiti, ossia quella pratica di collocare del proprio personale fedele o per risarcimento politico nelle aziende, sostituendo il concetto stesso di pubblico da sempre gestito da soggetti privati come i partiti, troppe volte per propri fini e interessi, con quello di beni comuni cioé di beni irriducibili alle logiche di profitto tanto più se questo profitto avvantaggia chi dovrebbe tutelare il bene comune cioé la politica.

Di Eugenio Pari, 17.06.2011

eugenio_pari@yahoo.i

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , ,

INCONTRO DELLA SINISTRA RIMINESE: RIPARTIRE DALL’UNITA’ PER DARE RISPOSTE AI BISOGNI DELLE PERSONE E DEI PIU’ DEBOLI

Unire la Sinistra

Ieri sera a Rimini, alla Casa della Pace, su iniziativa del consigliere comunale dei Comunisti Italiani di Rimini Eugenio Pari, del coordinatore di Sd Massimo Reali, Diego De Podestà di Rifondazione comunista, in un incontro profondamente partecipato, affollato di politici, amministratori, rappresentanti del sindacato, dell’associazionismo, del volontariato, della cooperazione e cittadini interessati (anche tanti giovani), tutti accomunati dalla voglia di fare, si è parlato finalmente di politica e di Sinistra

Negli interventi, numerosi e appassionati, si è riconosciuto che i congressi dei diversi partiti fanno immaginare tempi lunghi, non adatti alle emergenze che scuotono dalle fondamenta la società. Il nostro territorio ha bisogno di un progetto di alternativa che parta dall’ambiente, dalla partecipazione, dall’affermazione dei diritti, insomma, di un progetto di Sinistra e la Sinistra deve rimettersi in cammino, per essere il soggetto che riuscirà ad incidere per la trasformazione democratica della società.

Occorre organizzare un’opposizione sociale, politica e culturale al governo della destra e costruire un nuovo soggetto politico della Sinistra, capace di produrre grandi iniziative popolari, di produrre senso, non solo di cercare consensi. Fatti gravi sotto gli occhi di tutti, l’aggressione all’ambiente, la precarizzazione del lavoro e dell’esistenza, lo svuotamento della democrazia e la tecnicizzazione dei sistemi di governo, tutto ciò produce astensione e sfiducia verso la politica e da qui tutti gli intervenuti di ieri sera vogliono partire. Hanno dato la loro adesione e vogliono portare il loro contributo uomini e donne della società civile, appartenenti a Rifondazione comunista, ai Comunisti italiani, tutta Sinistra democratica, i Verdi con il coordinatore Mario Galasso e il consigliere provinciale Luigino Garattoni. Tutti insieme in un grande cantiere di lavoro hanno deciso di partire, di parlare dei bisogni di chi ha più bisogno e di rivolgersi in primo luogo a loro e non alle possibili coalizioni elettorali che, se verranno, si potranno realizzare solo partendo dalle risposte ai bisogni della gente.

Ci si è salutati con l’impegno e la volontà di rivedersi con un progetto di lavoro che potrà produrre un percorso comune per le prossime elezioni comunali e provinciali.

Contrassegnato da tag , , , , , , , ,
Annunci