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Forlì, il sindaco Balzani rompe col Pd

Forlì, il sindaco Balzani rompe col Pd: “Votiamo contro la fusione Hera-Acegas”

Lo sfogo del primo cittadino su Facebook contro la multiutility che diventerà ancor più “privata” con la prevista mega-operazione finanziaria: “Il voto simbolico di una città di provincia non cambierà le cose ma servirà ad attrarre l’attenzione su un tema politico di cui la tv non parla”. E arriva il plauso del Movimento 5 Stelle di Ravenna

di Davide Turrini | Forlì | 6ottobre 2012

Roberto Balzani, Sindaco di Forlì

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/06/forli-sindaco-balzani-rompe-col-pd-%E2%80%9Cvotiamo-contro-fusione-hera-acegas%E2%80%9D/374615/

Il re è nudo. E ci voleva un apostata come Roberto Balzani per mostrarlo. Ieri pomeriggio il sindaco di Forlì ha rilasciato un messaggio duro e sconfortato nella sua bacheca di Facebook, proprio sulla discussa fusione Hera- Acegas che i comuni dell’Emilia Romagna stanno approvando ad uno ad uno, non senza strascichi polemici all’interno delle varie maggioranze di centrosinistra.

“Di fuori c’è il lato grottesco – attacca Balzani nel post – Fiorito, i diamanti, le vacanze al mare, le case, ecc… Ma, visto da dentro, com’è l’autunno della Repubblica? E’ freddo, nonostante i 27° di oggi. E’ freddo, perché fanno venire i brividi le lotte per aggredire le spoglie dello stato da parte dei poteri meglio organizzati”

Poi il refrain che ha caratterizzato un sindaco spesso non allineato alla linea di partito: “Noi a Forlì siamo soggetti a pressioni incredibili – manager, politici, funzionari, ecc. – semplicemente perché NON siamo d’accordo con la fusione fra Hera e Acegas”.

Sembra uno sfogo di un normale cittadino e invece sono le parole in libertà di un professore universitario di storia, tradizione repubblicana, che nel dicembre del 2008 alla primarie del Pd supera di poche decine di voti la candidata ufficiale e tenta più volte, da primo cittadino eletto, di rivoluzionare la città a partire proprio dal rapporto con Hera. Fin dal 2009, infatti, l’amministrazione Balzani si mette per traverso rispetto alla ristrutturazione della governance di Hera: a fronte della richiesta della multiutility di cedere le reti del gas e dell’acqua in cambio di una nuova emissione di azioni, dà risposta negativa. Successivamente nel 2011 dichiara che il Comune si costituirà parte civile contro Hera per i danni alla salute provocati dagli inceneritori.

Ma è sulla fusione Hera-Acegas, operazione che permetterà un oggettivo reinserimento dei privati nella grande multiutility ignorando la scelta referendaria del giugno 2011, che Balzani ha preso una posizione netta da parecchio tempo, sintetizzata nella seconda parte del post su Facebook: “Perché dobbiamo raccontarci la favola della “governance” pubblica collettiva? La governance è esercitata, nelle spa (soprattutto se quotate), da chi ha pacchetti azionari pesanti. Gli altri guardano. Punto. E’ la realtà. E allora perché prendersela con chi vuol dire questa semplice verità, dimostrando che “il re è nudo”?”

“Le cose non cambieranno per il simbolico voto contrario di una città di provincia – conclude Balzani – Tutto andrà secondo i programmi. Forse, però, ciò servirà ad attrarre l’attenzione su un tema squisitamente POLITICO, di cui nessuno parla in tv”.

Parole pesanti che trovano subito commentatori pronti a ringraziare il sindaco per la sua coerenza e coraggio: “I sindaci emiliano-romagnoli dovrebbero comportarsi tutti come lei”, scrive Marisa Toffanin e ancora “amo chi ha il coraggio delle proprie idee senza peli sulla lingua”, commenta Libertà Piazza. Infine l’assist del consigliere comunale 5 Stelle di Ravenna, Pietro Vandini: “Complimenti da un Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle”.  E se son rose, diceva un antico adagio, fioriranno.

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Il caso Iren

“Mamma ho perso oltre 8 milioni di euro…”

Da Enìa a Iren, una storia purtroppo vera. I comuni montani hanno fatto nozze con i fichi secchi. Avevano potenzialmente oltre 11 milioni di euro, si sono ritrovati con poco più di due e mezzo. Ma è morale tenere al tavolo di comando Tutankamon. Se ne discute al tavolo Hemingway

Al tavolo Hemingway conoscono “un grullo” che, convinto dalle parole di Graziano Delrio, impegnò tutti i risparmi famigliari nel sottoscrivere azioni di Enìa, quando i comuni scelsero di quotarla in borsa. Aveva 13.200 euro. Sottoscrisse 1.200 azioni al prezzo di 10,10 euro. Enìa raggiunse una capitalizzazione in borsa di 1miliardo 250milioni di euro. Era una azienda gioiello a capitale diffuso e radicata sul territorio emiliano.

Preso dalla grandeur, supportati da costosi advisors, Delrio fu fra i più convinti sostenitori del matrimonio fra Enìa ed Iride, il cui “insano amore” generò Iren. Il “grullo” si ritrovò con 5.544 azioni di Iren frutto di un 10% di premio su quelle Enìa, tenute per un anno e del concambio 1:4,20 della fusione con Iride. Si sentiva tranquillo, ma….

Oggi il “grullo” ha voluto verificare l’entità del suo patrimonio che in origine era di 13.200 euro. Alle 16,21 del 7 agosto 2012 ha guardato la borsa. Le sue azioni valgono 0,336 euro per un totale quindi di 1.862,78 euro. Iren è capitalizzata in borsa 353.690.495 euro.

Il “grullo” è andato in depressione, accusando anche improvvisi attacchi di bile. Dal tavolo Hemingway-Cadsociale del bar di Puianello solidarietà ai tanti “grulli” che hanno creduto in un progetto di reggianità ed…hanno depauperato il proprio investimento.

Al tavolo, amici della montagna reggiana, pensano anche a quei comuni montani che si ritrovavano in casa un patrimonio di azioni ed ora, fra patto di stabilità ed esigui dividendi, “sono chiamati a fare le nozze coi fichi secchi”.

Parlano i numeri:

Al tavolo si chiedono se sia morale mantenere al posto di comando i Tutankamon (visto lo stipendio) del board di Iren. I sindaci della montagna la pensano nello stesso modo?

(Il portavoce del tavolo Hemingway-Cadsociale , Mario Guidetti)

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