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La questione delle aree in fregio a Rimini

Hotel Patrizia e aree in fregio. Pari: comune deve fare chiarezza
Il comune deve fare chiarezza sulla questione relativa alle aree in fregio.
RIMINI | 14 novembre 2009 | È il segnale – dice – di una scarsa consapevolezza e capacità di controllo da parte dell’amministrazione sui beni comunali e di una scarsa conoscenza degli strumenti urbanistici.

L’intervento di Eugenio Pari

Le vicenda dell’Hotel Patrizia è il segnale di una scarsa consapevolezza e capacità di controllo da parte dell’amministrazione sui beni comunali, beni di tutti noi.
Vi è, evidentemente, anche una scarsa conoscenza degli strumenti urbanistici emanati dal Comune stesso, non cento anni fa, ma all’inizio della vicenda politica di questa amministrazione che a quanto pare approva atti di cui poi dimentica contenuti e principi.
Ricordo che a causa della scarsa tutela degli interessi pubblici, all’inizio di questa legislatura, già un’altra area in fregio era stata, per così dire, sottratta al comune con lo strumento dell’usucapione provocando un mancato introito di centinaia di migliaia di euro per le casse comunali. In quell’occasione l’amministrazione affermò che tali episodi non si sarebbero più verificati, i fatti di oggi dimostrano la infondatezza di tali dichiarazioni.
Ora, c’è chi sostiene che gli albergatori che invece hanno pagato sono stati “gabbati”, chi lo fa fomenta un andazzo sbagliato, quei cittadini non hanno fatto altro che compiere il proprio dovere, si tratta invece di capire quali e di chi siano le responsabilità di questa continua dissipazione di beni pubblici e porvi quanto prima un argine e un rimedio.
Ce lo dirà l’Amministrazione? La città lo dovrà capire e qualsiasi iniziativa per fare chiarezza e arginare questi episodi sarà benvenuta. È chiaro, infine, che qualora vengano accertate delle responsabilità queste non potranno rimanere esentate.
Bisogna assolutamente fare chiarezza, porre un rimedio e attendiamo proposte di soluzione in questo senso a cominciare dal conoscere quante situazioni di questo tipo sussistano ad oggi.
NEWSRIMINI ore 15.39
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Hotel Patrizia. Il sindaco avvia indagine interna urgente

Ancora strascichi per la vicenda relativa all’Hotel Patrizia di Rimini. Il primo cittadino ha dato mandato di avviare un’indagine interna per verificare la corretteza del procedimento.

RIMINI | 14 novembre 2009 | Questa mattina il Sindaco Ravaioli ha dato formale incarico al Direttore generale Laura Chiodarelli di procedere ad un’indagine interna per verificare regolarità, e eventuali responsabilità, nelle fasi del procedimento amministrativo che hanno portato alla concessione dell’autorizzazione all’ampliamento dell’hotel Patrizia.
La verifica, si legge in una nota, ha carattere urgente e dovrà analizzare tutti i passaggi per la tutela della pubblica utilità del procedimento.
A portare all’attenzione la vicenda un’interrogazione in cosiglio di Renzi del PdL che aveva evidenziato come l’Hotel Patrizia, in viale Regina Elena, fosse stato autorizzato a costruire una torre di 7 piani su un’area in fregio al lungomare acquisita per usucapione dopo il mancato ricorso in appello del Comune
NEWSRIMINI ORE 17.07
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Note a margine
Le aree in fregio al lungomare sono aree di proprietà pubblica, alcune delle quali non destinate, che nel corso degli anni sono state utilizzate dai privati come parcheggio per esempio. Nel corso del tempo, passati 20 anni, se il proprietario (cioè in questo caso il Comune) non ne rivendica la proprietà esse passano nella disponibilità dei privati per il principio dell’usucapione. Al momento non si conosce con precisione la quantità di queste aree, all’inizio di questa legislatura il comune, non avendo rivendicato la proprietà di una di queste aree si è visto sottrarne una dal valore di 500mila euro. Oggi la situazione che si presenta è la stessa. Di fatto il proprietario di un hotel dopo 20 anni ha fatto regolare richiesta di costruire su quest’area all’incirca 25 camere (praticamente un’altro albergo) senza alcun esborso per acquistare la proprietà dell’area, utilizzando, appunto, l’istituto dell’usucapione. Il Comune, pertanto, ha approvato il progetto edilizio in quanto coerente con le norme di PRG.
La questione è che il Comune sostiene che queste aree erano prive di destinazione (cd aree bianche), invece il PRG (approvato ed emanato dal comune stesso) a quelle aree, peraltro di sua proprietà, una destinazione ce l’attribuisce eccome.
Credo che in una situzione come questa dove l’Amministrazione lamenta ristrettezze di bilancio enormi, non conoscere i propri beni e, anzi, farseli “sottrarre” in questo modo sia davvero una cosa gravissima a cui si deve porre assolutamente un argine.
Ora, gli esponenti del Pdl intendono “cavalcare la tigre” pilotando quei privati che, non facendo altro che il proprio dovere, hanno invece pagato per ottenere la proprietà di queste aree. Non vorrei che arrivassero a sostenere l’idea secondo la quale il Comune li debba rimborsare perché qualcun’altro invece a causa della sua noncuranza gode di un bene pubblico a costo zero.
La questione grave è che su aree così sensibili per la nostra città si proceda con leggerezza da parte di chi dovrebbe controllare, una leggerezza che rende il nostro lungomare un accatastamento di bugigattoli e colate di cemento. In secondo luogo i beni della collettività non vengono tutelati nemmeno dal punto di vista finanziario, cioè le nostre proprietà vengono sottratte alla luce del sole, in forza di legge che comunque da delle garanzie anche ai proprietari (in questo caso il Comune). A conti fatti su quelle aree il Comune avrebbe potuto ricavare circa 1,5 milioni di euro, il ricavo invece è zero, in Giunta per esempio qualcuno sta proponendo un tetto di spesa ai servizi di scuolabus per bambini disabili perché il comune non è in grado di trovare 190mila euro. Lascio a voi le conclusioni di questa vicenda.
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QUESTA AMMINISTRAZIONE VIVE LE CRITICHE E LE RICHIESTE DI CONFRONTO COME CHI

Eugenio Pari

Eugenio Pari

La scelta di non partecipare al voto deriva dalla consapevolezza che un voto contrario avrebbe fatto il gioco di chi all’interno del Pd vorrebbe andare a votare nel 2010 o perché spera di diventare assessore regionale o, come importanti dirigenti provinciali, spera di diventare sindaco del capoluogo.
Il bilancio 2009 non ha significato alcun aumento a sostegno del sociale, i project financing significheranno una ulteriore colata di cemento senza alcun disegno strategico e al di fuori da qualsiasi livello di pianificazione, con l’aggravante che si costruirà un mega centro commerciale sul lungomare, come se quelli costruiti negli ultimi 5 anni non bastassero. Si è aperto un confronto nella città su cosa possa significare costruire un altro centro commerciale per le centinaia di imprese famigliari che si sostengono sul commercio? Rimini, ancora una volta, pensa di basare il proprio sviluppo sull’economia del consumo e della rendita, come se la grave crisi che sta attraversando non ci avesse detto chiaro e tondo che occorre cambiare i termini del nostro modello di sviluppo.
La holding significherà aumento della deresponsabilizzazione per tutto ciò che riguarda i servizi pubblici che sempre più saranno un elemento di profitto per pochi anziché elementi di salario accessorio a sostegno delle famiglie e dei lavoratori che stanno da anni affrontando un pesante deterioramento delle loro condizioni di vita. Inoltre obbligherà il comune a debiti che non graveranno su questa amministrazione ma sulle prossime a venire.
Il Piano strutturale è uno strumento gattopardesco che si propone di cambiare tutto, ma nei fatti non cambierà niente, è, anzi, la copertura ideologica della conservazione politica.
Occorre fermare tutto, ragionare sul perché a Rimini vi sia un malcontento sempre più diffuso e crescente nei confronti dell’amministrazione.
Le colpe non sono personali, sono le scelte fin qui seguite che sono sbagliate, dopo dieci anni di amministrazione Melucci – Ravaioli credo che si debba aprire un confronto con la città, perché questa classe dirigente si sta logorando e al tempo stesso sta logorando il centrosinistra. Il fatto è che i responsabili di questa situazione piuttosto che cercare una inversione di rotta stanno abbandonando la nave per tentare di salvarsi individualmente e vivono le critiche e le richieste di confronto come chi, ormai assediato, vede tutto ciò che accade dalla feritoia di un bunker.
Invece c’è ancora l’ostinazione all’interno della maggioranza in consiglio comunale e del centrosinistra nella città di tenere aperto un confronto che non si basa sulla richiesta di posti, ma sulla forza della ragione.


Eugenio.Pari@comune.rimini.it

eugenio_pari@yahoo.it

https://eugeniopari.wordpress.com/
Cell. 334.6766149;
Tel. e fax 0541.704169

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