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DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI SULLA HOLDING A RIMINI

Rimini, 16 gennaio 2010 – Comunicato stampa

La vicenda della Holding presenta da tempo diverse criticità che al momento impongono una seria ed accurata riflessione. Essa appare come un elemento di “finanza creativa” più che come possibilità didotare la città dei necessari servizi. Preoccupa, inoltre, il fatto che questo strumento rappresenta un moltiplicatore del debito per nulla keynesiano in quanto tra gli interventi previsti non ce n’è alcuno che possa in qualche modo incidere positivamente sul welfare locale. Il rischio, ribadisco, è che questo strumento su cui l’Amministrazione ragiona dal 2006, ben prima quindi dei tagli indiscriminati e insensati del governo agli enti locali, è che le finanze comunali piombino in un vortice debitorio da cui sarà molto difficile uscire e il cui effetto sarà quello di bloccare la spesa corrente.
La Holding, a conti fatti, è uno strumento e gli strumenti di per sé sono
neutrali. Il tema è quindi capire finalmente che utilizzo sociale potranno
avere le risorse sbloccate da questo soggetto, ma credo, infatti, che in un
contesto di crisi come quello che stiamo attraversando, ben lontano dall’essere superato, accanto alle ricapitalizzazioni sia assolutamente necessario ragionare su un uso popolare delle risorse che questa holding sarà in grado di sbloccare. Senza un fine sociale, popolare, cioè se le risorse derivanti da questa operazione saranno finalizzate unicamente per realizzare scopi burocratico – amministrativi e non a sostegno delle fasce sociali più deboli e più colpite dalla crisi, credo sia davvero difficile votare a favore.

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LA FINANZA CREATIVA RIMINESE

Nota di Eugenio Pari, 11 novembre 2009

Finanza creativa

Finanza creativa

La costituzione della Holding con cui il Comune intenderebbe finanziare diversi progetti futuri, preso com’è dalle ristrettezze di bilancio, presenta tanti, troppi elementi critici che rendono questa questione tremendamente complicata e che fa sperare nella non realizzazione di questo nuovo strumento di moltiplicazione del debito. Sul tema generale delle ristrettezze economiche del bilancio occorre tornare a sottolineare, non per fare i grilli parlanti, che dal 2006 personalmente ho più volte criticato una spesa per investimenti di cui oggi paghiamo gli effetti (i tassi d’interesse dei mutui bloccano la spesa corrente e non consentono ulteriori investimenti), investimenti di cui francamente la città non ha colto alcun effetto positivo. Oggi con la Holding rischiamo di far piombare le finanze locali in un circolo vizioso i cui effetti saranno pagati dai cittadini. Intanto è sempre stato detto che la Holding non avrebbe avuto un consiglio di amministrazione, mentre si scopre che questo costerà 250mila euro. Nel dettaglio gli elementi critici sono quelli di una non linearità rispetto a dispositivi di legge che devono rendere, nel caso di costituzione di nuove aziende, l’azione di queste aziende coerente con le finalità istituzionali dell’ente, cosa quest’ultima non affatto contemplata dallo studio di fattibilità. Questa Holding partirebbe con oneri assunti dal comune del valore complessivo di 6,4 milioni, senza contare le decine di milioni di debiti che dovrebbe contrarre con le banche ed è verosimile pensare che ad una possibile insolvenza a risanare dovrà pensarci il Comune, ovvero tutti noi. La Holding produrrà una disomogeneità delle strutture e delle singole partecipate, determinando una riduzione complessiva del valore delle aziende; allungandosi la catena di controllo il Comune avrà ancora maggiori difficoltà nell’attivare sinergie e le necessarie razionalizzazioni delle aziende da esso stesso controllate. Vi sarà, insomma una sovrapposizione di strutture onerose con ampie aree di irresponsabilità in un contesto di scarsa trasparenza dove gli organi democraticamente eletti con funzioni di controllo e indirizzo verranno scavalcati, infatti l’amministratore unico dovrà rendere conto solo al Sindaco. A conti fatti la costituzione della Holding risulta solo un abile artifizio per aggirare il patto di stabilità e per pagare meno tasse con il paradosso che a promuovere e indirizzare questo aggiramento è un soggetto pubblico, una istituzione della Repubblica, cioè il Comune. Il rischio che già oggi si prefigura, a mio modo di vedere, è quello di una devastazione delle finanze comunali. A questo punto, prima che il danno sia compiuto, non rimane che da chiedere, come peraltro si è fatto da tempo, ad una inversione dei propositi dell’amministrazione bloccando questo progetto.

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QUESTA AMMINISTRAZIONE VIVE LE CRITICHE E LE RICHIESTE DI CONFRONTO COME CHI

Eugenio Pari

Eugenio Pari

La scelta di non partecipare al voto deriva dalla consapevolezza che un voto contrario avrebbe fatto il gioco di chi all’interno del Pd vorrebbe andare a votare nel 2010 o perché spera di diventare assessore regionale o, come importanti dirigenti provinciali, spera di diventare sindaco del capoluogo.
Il bilancio 2009 non ha significato alcun aumento a sostegno del sociale, i project financing significheranno una ulteriore colata di cemento senza alcun disegno strategico e al di fuori da qualsiasi livello di pianificazione, con l’aggravante che si costruirà un mega centro commerciale sul lungomare, come se quelli costruiti negli ultimi 5 anni non bastassero. Si è aperto un confronto nella città su cosa possa significare costruire un altro centro commerciale per le centinaia di imprese famigliari che si sostengono sul commercio? Rimini, ancora una volta, pensa di basare il proprio sviluppo sull’economia del consumo e della rendita, come se la grave crisi che sta attraversando non ci avesse detto chiaro e tondo che occorre cambiare i termini del nostro modello di sviluppo.
La holding significherà aumento della deresponsabilizzazione per tutto ciò che riguarda i servizi pubblici che sempre più saranno un elemento di profitto per pochi anziché elementi di salario accessorio a sostegno delle famiglie e dei lavoratori che stanno da anni affrontando un pesante deterioramento delle loro condizioni di vita. Inoltre obbligherà il comune a debiti che non graveranno su questa amministrazione ma sulle prossime a venire.
Il Piano strutturale è uno strumento gattopardesco che si propone di cambiare tutto, ma nei fatti non cambierà niente, è, anzi, la copertura ideologica della conservazione politica.
Occorre fermare tutto, ragionare sul perché a Rimini vi sia un malcontento sempre più diffuso e crescente nei confronti dell’amministrazione.
Le colpe non sono personali, sono le scelte fin qui seguite che sono sbagliate, dopo dieci anni di amministrazione Melucci – Ravaioli credo che si debba aprire un confronto con la città, perché questa classe dirigente si sta logorando e al tempo stesso sta logorando il centrosinistra. Il fatto è che i responsabili di questa situazione piuttosto che cercare una inversione di rotta stanno abbandonando la nave per tentare di salvarsi individualmente e vivono le critiche e le richieste di confronto come chi, ormai assediato, vede tutto ciò che accade dalla feritoia di un bunker.
Invece c’è ancora l’ostinazione all’interno della maggioranza in consiglio comunale e del centrosinistra nella città di tenere aperto un confronto che non si basa sulla richiesta di posti, ma sulla forza della ragione.


Eugenio.Pari@comune.rimini.it

eugenio_pari@yahoo.it

https://eugeniopari.wordpress.com/
Cell. 334.6766149;
Tel. e fax 0541.704169

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Comunicato stampa sulla Holding a Rimini

eugenio-pari

Eugenio Pari

 Alla c.a. degli organi di informazione
LORO SEDI
Con gentile preghiera di pubblicazione

Rimini, 27 dicembre 2008
Comunicato stampa


DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI (CONSIGLIERE COMUNALE DI RIMINI) SULLA PROPOSTA DI HOLDING E SUL BILANCIO 2009.

Nel bilancio di previsione del 2009 il Comune di Rimini intende finanziare opere e investimenti per un valore di 17 milioni di euro con i proventi che deriverebbero dalla costituzione di una Holding.
Questa società dovrebbe incamerare tutte le azioni delle aziende partecipate di cui il Comune è socio o proprietario (Hera, Romagna Acque, Fiera, ecc.).
Ritengo questa operazione sbagliata, non percorribile e pericolosa per il bilancio del 2009 e per molti bilanci a venire.
Con la costituzione della Holding assisteremmo ad un allungamento della catena delle responsabilità composta da un soggetto in più, infatti ci sarebbero il Comune, la holding e le società operative, questo allungamento piuttosto che produrre efficienza produrrebbe ulteriore deresponsabilizzazione di fronte ai disservizi e alla formazione delle tariffe. Inoltre la finanziaria del 2008, quella dell’ultimo governo Prodi, all’art. 3 commi 27 – 31, vieta ai comuni la costituzione di nuove società. Questa situazione produrrebbe un allentamento dei controlli già oggi molto debole a doppio svantaggio dei cittadini che vedrebbero aumentare le tariffe e svalutare il valore delle delle azioni delle aziende di cui sono proprietari.
Assisteremmo poi ad un esautoramento del Consiglio comunale, che è l’istituzione democraticamente eletta dai cittadini e rappresentativa dei cittadini stessi, in quanto tutte le sue funzioni rispetto ai servizi pubblici si esaurirebbero dal momento che procederebbe alla nomina dell’amministratore della Holding o darebbe mandato al sindaco di nominare tale amministratore.
Ancora una volta assisteremmo ad una subordinazione degli apparati politici e gestionali a quelli tecnici che, anziché l’obiettivo della qualità del servizio e del contenimento delle tariffe, pensano, come dimostrato dagli aumenti di Hera, solo alla politica dei dividendi a tutto svantaggio dei cittadini.La Holding inoltre rappresenta una via di fuga per aggirare il patto di stabilità degli enti pubblici, perché il rischio è che le società partecipate producano perdite che solo il comune potrebbe e dovrebbe ripianare compromettendo in questo modo i bilanci comunali futuri.
Nel bilancio 2009 17 milioni di opere e investimenti (scuola elementare villaggio 1° maggio, ricostruzione Teatro Galli, riqualificazione lungomare San Salvador, interventi di lavori pubblici, 300 appartamenti di edilizia pubblica, acquisto di attrezzature, ricapitalizzazione Palacongressi e Aeroporto, acquisto di nuovi filobus) dovrebbero essere finanziati proprio da questa holding che dovrebbe contrarre mutui per conto del Comune. Una cosa impossibile perché una società privata può distribuire utili al proprio socio, in questo caso il Comune, e per codice civile essa non può in alcun modo contrarre debiti per il socio. Quegli interventi così finanziati rischiano quindi di non venire realizzati. Peraltro, posto che possa farlo, questa holding avrebbe enormi difficoltà a contrarre mutui perché il proprio capitale è costituito da azioni senza immobili o meglio, gli immobili sono di proprietà pubblica e sfido a trovare una banca che concederebbe mutui sulla base di garanzie come: una diga, reti d’acquedotto o impianti di depurazione.
Oltre a ciò l’unico dato concreto sono gli oltre 120mila euro che il Comune spenderà per la consulenze ad esperti per creare questo “mistero gaudioso” chiamato holding.

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