Archivi tag: Giorgio Giovagnoli

I consiglieri Pari e Giovagnoli sull’inciucio Pd-Pdl

Il via libera in commissione del piano particolareggiato sull’area della ex colonia Murri fa arrabbiare i consiglieri di SEL che parlano di consociativismo e di un accordo Pd-Pdl per fini elettorali.

 RIMINI, 21 marzo 2011

Nelle sedute di commissione e di consiglio si sta procedendo verso un grave accordo tra Pd e Pdl già denunciato dal nostro candidato sindaco Pazzaglia. Un accordo volto a garantire gli interessi dei costruttori a tutto discapito della collettività.
In tre minuti questa mattina la commissione competente ha approvato il piano particolareggiato delibera che influenzerà il futuro di Rimini per i prossimi trent’anni e questo in primo luogo per puri motivi elettoralistici.
Questo modo di procedere sulla testa dei cittadini è frutto del consociativismo, come consociativo è stato il modo di governare gli ultimi dodici anni Rimini.
SEL a Rimini sta facendo una battaglia per impedire ulteriori cementificazioni che vanno a vantaggio di pochi e a discapito di molti, e questo, fra le altre cose, sarà il primo obiettivo che ci poniamo per dar vita ad un centrosinistra rinnovato, che dopo le elezioni ci dovrà vedere alternativi alle logiche di potere fin qui praticate.

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L’OSTRUZIONISMO DEL PDL E’ SOLO UTILE AI COSTRUTTORI. QUESTO PSC E’ IL RISULTATO DELLE LORO PRESSIONI

DICHIARAZIONE DEI CONSIGLIERI PARI, PAZZAGLIA E GIOVAGNOLI

Rimini, 11 marzo 2011

La strategia ostruzionistica del Pdl è irresponsabile e del tutto infruttuosa dal punto di vista della correzione migliorativa del PSC.

Per accorgersi di questo basta semplicemente leggere le dichiarazioni dei costruttori, il Pdl non vuole affatto tutelare gli interessi collettivi cittadini riminesi, vuole solo rappresentare e tentare di accattivarsi le simpatie degli imprenditori edili. Le 17 sedute del Consiglio comunale per espletare gli inutili 1400 emendamenti grazie al Pdl costeranno alla cittadinanza riminese 90 mila euro circa.

La disinformazione del Presidente dei costruttori è strabiliante, egli parla di una città bloccata nell’espansione urbanistica quando solo i piani particolareggiati del periodo 2007 al 2010 posti in salvaguardia determineranno un’edificazione di 300 mila metri quadrati. Parlare di città ingessata è un’offesa verso tutte quelle persone che nonostante le migliaia di appartamenti tenuti sfitti per mantenere alti i prezzi delle case, quindi dell’acquisto e degli affitti, si vedono impossibilitati all’accesso al diritto fondamentale alla casa. Per i costruttori riminesi la crisi non c’è, questo è dimostrato dalle performances economiche e dai profitti raggiunti che li proiettano in cima al vertice nazionale del settore.

In questi ultimi dodici anni Rimini è stata la città in Emilia Romagna dove più si è costruito, nonostante questo è la terza città in Italia con i costi più alti per l’acquisto e gli affitti degli immobili. È facile quindi capire chi si sia avvantaggiato speculando su questa situazione e il Pdl vuole continuare a difendere questo status quo. Mentre il Pd cerca di dare delle risposte ampliando le maglie e venendo meno ad uno dei cardini del PSC: nuove costruzioni solo nel caso non sussistano possibilità di riuso del tessuto urbano esistente.

A chi ci chiede perché non abbiamo presentato anche noi centinaia di emendamenti rispondiamo dicendo che le nostre proposte (restrizione dei periodi di salvaguardia e politiche di risparmio energetico) vanno al cuore di aspetti essenziali, ma soprattutto che il Piano Strutturale (PSC) sarà utile alla città se non avrà al suo interno una specie di “cavallo di troia” dei piani particolareggiati che ne svuota l’efficacia. La proposta che è stata presentata, allo stato, purtroppo, rappresenta solo il tentativo di rispondere alle pressioni dei costruttori e di pochi privati.

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EUGENIO PARI SU PSC “ARGINARE L’ENORME ESPANSIONE EDILIZIA”

Ho presentato insieme al collega Giovagnoli e al nostro candidato sindaco Fabio Pazzaglia un emendamento per arginare l’enorme espansione edilizia dovuta all’applicazione di 31 piani particolareggiati.

All’art. 1.13 comma 6 il PSC prevede che sono fatti salvi tutti i piani che hanno terminato il loro iter entro il 01.07.2010 (data di chiusura della conferenza di pianificazione) questa scelta, come confermato dall’Assessore Biagini non ha nulla di tecnico, non è nemmeno un obbligo di legge, è solamente una “scelta politica”, una scelta che amplia le maglie e consente una espansione sovrastimata anche rispetto all’attuale PRG. Noi proponiamo di salvaguardare l’impianto del PSC che prevede nuove costruzioni solo come extrema ratio presentando un emendamento che chiude il periodo di salvaguardia al 03.05.2007 che è la data in cui il Consiglio comunale ha approvato le linee di indirizzo. Questo emendamento oltre che ribadire un semplice elemento di rispetto verso gli organismi democraticamente eletti come il Consiglio, permetterebbe di riconsiderare l’opportunità di costruire 74 mila mq di residenziale, 165 mila di produttivo e 49 mila di direzionale-commerciale.

Ora, se davvero il Pd intende cambiare rotta sulle politiche urbanistiche privilegiando il recupero  del tessuto esistente rispetto all’espansione edilizia, come mi pare abbia detto il candidato sindaco Gnassi, c’è da attendersi un atto di coerenza con un voto favorevole al nostro emendamento. Altrimenti, i loro saranno solo proclami elettorali e la ventata del candidato Gnassi non avrà nulla di nuovo perchè il suo sarà solo continuismo con politiche che negli ultimi dieci anni hanno fatto leva sull’incentivo della rendita immobiliare nonostante i suoi sforzi per disconoscere e allontanarsi dalle politiche della giunta Ravaioli – Melucci.

Il nostro emendamento non tende semplicemente a stralciare quasi 300 mila mq di nuove costruzioni, il nostro emendamento vorrebbe riconsiderarle, pensando a quelle che sono opportune, perché se il PSC viene approvato con la formulazione attuale dell’art. 1.13 di fatto viene sconfessato ancor prima di entrare in vigore e viene svilito l’elemento più importante: la costruzione di nuove edificazioni qualora non sussistano alternative al riuso del tessuto urbano esistente (art. 3 l.r. 20/2000).

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Interrogazione sui tagli ai musei comunali di Rimini

Il testo dell’interrogazione presentata insieme ai consiglieri Fabio Pazzaglia e Giorgio Giovagnoli nel consiglio comunale del 09.12.2010

Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a San Sigismondo, di Piero della Francesca

Signor sindaco,

con la presente interrogazione vogliamo fare presente la grave situazione di precarietà che vede coinvolti gli operatori museali. Le guide hanno già ricevuto da tempo una lettera di licenziamento dai loro datori di lavoro. I loro contratti arrivano al 31/12 per via dei 45 gg di preavviso.

A tutt’oggi l’Amministrazione non ha detto ai loro datori di lavoro, tanto meno agli operatori stessi, se si farà oppure no la nuova gara d’appalto; le guide in teoria dovrebbero lavorare fino alla fine di marzo 2011, così gli era stato detto ma se così fosse con quali contratti lavoreranno dal primo gennaio? Il neo dirigente dei Musei Comunali Maurizio Biordi fino a un paio di giorni fa non sapeva nulla di questa situazione. Interpellato dalle lavoratrici e dai lavoratori non ha saputo dare risposta! E’ evidente che nessuno in seno all’Amministrazione ha ritenuto di doverlo informare.

Le guide hanno chiesto un mese fa un incontro con l’Assessore alla Cultura Antonella Beltrami che finora è stato sempre rimandato, quindi non hanno avuto ancora la possibilità di parlare con la Giunta per capire quale sarà il loro immediato futuro lavorativo. Di fronte a queste persone, da tempo preoccupate per l’avvenire loro e delle loro famiglie, l’atteggiamento dell’Amministrazione, del tutto menefreghista, è intollerabile! Si tratta di personale qualificato che gestisce il Museo della Città ininterrottamente dal 1998. Personale di età compresa tra i 30 e i 50 anni con famiglia, figli e mutui alle spalle. E di cosa vorrebbero parlare questi lavoratori?

Ad esempio dei repentini tagli al personale, tagli del 75%, avvenuti da un giorno all’altro, senza preavviso: siamo passati da 4 guide per turno (tre in museo più una nella domus) ad 1 guida sola nei giorni feriali e 2 guide nei giorni festivi. Inoltre il Museo degli Sguardi è stato chiuso e aprirà solo su richiesta. Nel corso degli ultimi due mesi l’orario di apertura del Museo della Città è cambiato ogni settimana, causando disorientamento tra i visitatori. L’orario del museo è stato modificato sulla base degli orari dei dipendenti comunali, senza tenere minimamente conto delle esigenze del Museo e degli utenti, in particolare le scolaresche. Queste modifiche hanno causato diversi problemi organizzativi anche per le guide.

Alle guide è arrivata la richiesta di lavorare un’ora soltanto nei pomeriggi di martedì e giovedì, che sono giorni di rientro pomeridiano per i dipendenti comunali che non possono lavorare oltre le ore 18.00/18.30, quindi a noi è stato chiesto di coprire il turno dalle 18/18.30 fino alle 19, ora di chiusura. Inoltre essendo il personale richiesto sotto organico si chiede agli operatori museali di fare da supporto per fare le visite guidate, che ovviamente il personale comunale non è in grado di fare né di gestire, perché incompetente al riguardo. Stiamo parlando sempre di 1un’ora oppure un ora e mezzo, naturalmente sempre sottopagati. Infatti il Comune fa pagare le visite guidate 25,00 euro mentre il personale esperto che le svolge dovrebbe secondo l’Amministrazione mettersi in turno per un’ora ed essere retribuito con la stessa tariffa oraria che prendeva quando aveva un contratto. Quindi gli operatori verranno chiamati soltanto per fare visite guidate, prendendo 7 Euro all’ora come quando lavoravano almeno 16 ore settimanali! Domanda: questo è il modo con il quale l’Amministrazione intende trattare il personale esterno assunto con gara d’appalto?

Si tratta di personale impiegato presso uno degli istituti culturali più importanti della città per numero di visitatori, 85.700 nel corso dell’ultimo anno! Un luogo strategico per la cultura della nostra città gestito finora con professionalità e passione dalle guide, le stesse che ora si vedono messe alla porta. Di fronte ad un’Amministrazione che sembra navigare a vista su tale argomento chiediamo al Signor Sindaco di promuovere un incontro urgente tra lavoratori precari, Assessore e Dirigente al fine di trovare una soluzione positiva nell’interesse della città.

Eugenio Pari, Fabio Pazzaglia, Giorgio Giovagnoli

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Lettera aperta sul Sigismondo d’oro alla comunità San Patrignano

 

Signor sindaco

Lei ha deciso, perché compete per regolamento solo a Lei, di assegnare, quest’anno, il Sigismondo d’oro, in una logica di par condicio, alla comunità di San Patrignano e all’Istituto San Giuseppe. Un po’ come l’episodio del Festival di Sanremo: se volete cantare “Bella Ciao” (la canzone della Libertà e della Resistenza) allora bisogna cantare anche “Giovinezza” (la canzone della violenza fascista). Per un soffio abbiamo rischiato di ascoltare “Giovinezza” trasmessa dalla Televisione italiana. Niente da dire sul San Giuseppe, invece molto da dire su San Patrignano e sul suo fondatore Vincenzo Muccioli, contro il quale furono intentati processi con capi d’imputazione gravi per episodi di violenza accaduti all’interno dell’allora sedicente “comunità”.

E alle genti svela di che lacrime grondi e di che sangue” (Foscolo) perché di questo si parlava nei tribunali su quanto era successo in quel “buco nero” che era San Patrignano ai suoi “albori”.

Non fu possibile svelare cosa accadde realmente, se non per l’assassinio del giovane Maranzano e di altri fatti di violenza, perché i processi furono interrotti per la morte di Muccioli.

Purtroppo questo è un Paese che dimentica, dimentica il sindaco e dimentica questa città.

Si dimenticano le parola di fuoco di don Oreste Benzi contro Muccioli e San Patrignano e le pesantissime accuse e sospetti che il “prete dalla tonica lisa”lanciò contro i metodi che venivano usati.

Oggi la Comunità di San Patrignano è per qualcuno un grande business e sarà anche vero che si caratterizza per le sue eccellenze produttive, ma chi gode di enormi protezioni politiche ed economiche ha tutte le strade aperte.

A qualche chilometro da San Patrignano, signor sindaco, c’è un’altra comunità per il recupero dei tossicodipendenti, una comunità quella di Vallecchio che pratica ben altre logiche, che lavora con grandi difficoltà ottenendo risultati positivi, che però non gode di nessuna protezione, nè politica né economica. Perché signor sindaco non ha assegnato il Sigismondo d’oro a quella Comunità?

Perché non l’ha assegnato a quei giovani riminesi che fanno parte dell’Associazione Libera di don Ciotti che durante l’estate vanno a lavorare in Sicilia nei terreni confiscati alla mafia, giovani che pochi giorni fa, nel freddo di una giornata di novembre, vendevano in piazza i prodotti ricavati da quelle terre e denunciavano, correndo pesanti rischi, l’attività della criminalità organizzata, ormai insediatasi anche al Nord e nella nostra città?

Il Sigismondo d’oro era nato per far conoscere ai riminesi quei riminesi illustri, conosciuti e non, che hanno onorato Rimini in Italia e nel mondo, come Achille D’Amelia, giornalista e inviato di guerra deceduto proprio ieri a Roma alla cui famiglia vanno le nostre condoglianze..

Questo era lo spirito del Sigismondo d’oro, questo era quanto prevedeva il relativo regolamento.

Lei piano piano lo ha stravolto e ha cominciato ad assegnare il Sigismondo d’oro non solo ai non cittadini riminesi (ai quali avrebbe potuto conferire eventualmente la Cittadinanza Onoraria), ma ad Enti o Associazioni sempre non riminesi con criteri molto discutibili. Così restano ancora fuori molti riminesi illustri che Lei ha dimenticato e che probabilmente verranno dimenticati, e questo è molto grave. LI conosceremo solo dopo morti.

Lei dovrebbe ricordarsi che una condizione indispensabile era che l’assegnazione del Sigismondo d’oro ricevesse il consenso di tutti i gruppi consiliari proprio per evitare polemiche e presentare il Sigismondo d’oro come una scelta condivisa da tutta la collettività. Così è stato fino a quando non è arrivato Lei. Ora non più.

Per protesta contro la sua decisione unilaterale Le comunichiamo, signor Sindaco, che non parteciperemo alla cerimonia per la consegna del Sigismondo d’oro per le ragioni espresse.

Giorgio Giovagnoli Consigliere Comunale di SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’

Eugenio Pari Consigliere Comunale di SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’

Fabio Pazzaglia Consigliere Comunale del PARTITO DEMOCRATICO

Rimini 1 dicembre 2010

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