Archivi tag: cultura a Rimini

Interrogazione sui tagli ai musei comunali di Rimini

Il testo dell’interrogazione presentata insieme ai consiglieri Fabio Pazzaglia e Giorgio Giovagnoli nel consiglio comunale del 09.12.2010

Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a San Sigismondo, di Piero della Francesca

Signor sindaco,

con la presente interrogazione vogliamo fare presente la grave situazione di precarietà che vede coinvolti gli operatori museali. Le guide hanno già ricevuto da tempo una lettera di licenziamento dai loro datori di lavoro. I loro contratti arrivano al 31/12 per via dei 45 gg di preavviso.

A tutt’oggi l’Amministrazione non ha detto ai loro datori di lavoro, tanto meno agli operatori stessi, se si farà oppure no la nuova gara d’appalto; le guide in teoria dovrebbero lavorare fino alla fine di marzo 2011, così gli era stato detto ma se così fosse con quali contratti lavoreranno dal primo gennaio? Il neo dirigente dei Musei Comunali Maurizio Biordi fino a un paio di giorni fa non sapeva nulla di questa situazione. Interpellato dalle lavoratrici e dai lavoratori non ha saputo dare risposta! E’ evidente che nessuno in seno all’Amministrazione ha ritenuto di doverlo informare.

Le guide hanno chiesto un mese fa un incontro con l’Assessore alla Cultura Antonella Beltrami che finora è stato sempre rimandato, quindi non hanno avuto ancora la possibilità di parlare con la Giunta per capire quale sarà il loro immediato futuro lavorativo. Di fronte a queste persone, da tempo preoccupate per l’avvenire loro e delle loro famiglie, l’atteggiamento dell’Amministrazione, del tutto menefreghista, è intollerabile! Si tratta di personale qualificato che gestisce il Museo della Città ininterrottamente dal 1998. Personale di età compresa tra i 30 e i 50 anni con famiglia, figli e mutui alle spalle. E di cosa vorrebbero parlare questi lavoratori?

Ad esempio dei repentini tagli al personale, tagli del 75%, avvenuti da un giorno all’altro, senza preavviso: siamo passati da 4 guide per turno (tre in museo più una nella domus) ad 1 guida sola nei giorni feriali e 2 guide nei giorni festivi. Inoltre il Museo degli Sguardi è stato chiuso e aprirà solo su richiesta. Nel corso degli ultimi due mesi l’orario di apertura del Museo della Città è cambiato ogni settimana, causando disorientamento tra i visitatori. L’orario del museo è stato modificato sulla base degli orari dei dipendenti comunali, senza tenere minimamente conto delle esigenze del Museo e degli utenti, in particolare le scolaresche. Queste modifiche hanno causato diversi problemi organizzativi anche per le guide.

Alle guide è arrivata la richiesta di lavorare un’ora soltanto nei pomeriggi di martedì e giovedì, che sono giorni di rientro pomeridiano per i dipendenti comunali che non possono lavorare oltre le ore 18.00/18.30, quindi a noi è stato chiesto di coprire il turno dalle 18/18.30 fino alle 19, ora di chiusura. Inoltre essendo il personale richiesto sotto organico si chiede agli operatori museali di fare da supporto per fare le visite guidate, che ovviamente il personale comunale non è in grado di fare né di gestire, perché incompetente al riguardo. Stiamo parlando sempre di 1un’ora oppure un ora e mezzo, naturalmente sempre sottopagati. Infatti il Comune fa pagare le visite guidate 25,00 euro mentre il personale esperto che le svolge dovrebbe secondo l’Amministrazione mettersi in turno per un’ora ed essere retribuito con la stessa tariffa oraria che prendeva quando aveva un contratto. Quindi gli operatori verranno chiamati soltanto per fare visite guidate, prendendo 7 Euro all’ora come quando lavoravano almeno 16 ore settimanali! Domanda: questo è il modo con il quale l’Amministrazione intende trattare il personale esterno assunto con gara d’appalto?

Si tratta di personale impiegato presso uno degli istituti culturali più importanti della città per numero di visitatori, 85.700 nel corso dell’ultimo anno! Un luogo strategico per la cultura della nostra città gestito finora con professionalità e passione dalle guide, le stesse che ora si vedono messe alla porta. Di fronte ad un’Amministrazione che sembra navigare a vista su tale argomento chiediamo al Signor Sindaco di promuovere un incontro urgente tra lavoratori precari, Assessore e Dirigente al fine di trovare una soluzione positiva nell’interesse della città.

Eugenio Pari, Fabio Pazzaglia, Giorgio Giovagnoli

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FONDAZIONE FELLINI: OCCORRE ARRIVARE QUANTO PRIMA AD UN CHIARIMENTO

DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI (CONSIGLIERE COMUNALE SEL RIMINI)

Rimini, 17 luglio 2010

Federico Fellini

Credo che le funzioni della Fondazione Fellini potrebbero avere un effetto positivo per l’immagine non solo nazionale, ma anche internazionale della nostra città. Il buco di 500 mila euro però lascia molte perplessità sulla sua gestione e credo che aver riconfermato il direttore sia il segnale che il consiglio della Fondazione non abbia inteso andare fino in fondo verso una verifica delle attività svolte e delle responsabilità che a questo punto diventano indispensabili.

Ormai a Rimini siamo abituati, ed è una cattiva abitudine, a grandi eventi che richiedono grandi quantità di soldi pubblici, grandi eventi che vengono giustificati come indispensabili per promuovere l’immagine della città. Quale immagine poi non ci è dato saperlo. Il punto è che con la cifra che determina il buco di bilancio della Fondazione negli anni si sarebbero potuti promuovere decine e decine di iniziative culturali assolutamente valide e di richiamo, iniziative che avrebbero prolungato il calendario degli eventi piuttosto che, come con la Notte rosa, concentrarlo in due notti.

Mentre dalla sera alla mattina il Comune annulla convenzioni di qualche migliaio di euro a soggetti culturali assolutamente meritori, convenzioni che determinano molto spesso la sopravvivenza di queste realtà, dovremo rimpinguare i bilanci di un soggetto che troppo spesso sembra avere il solo compito di autoalimentarsi e di essere autoreferenziale. Io spero che si possa arrivare quanto prima ad un chiarimento di tutta questa vicenda tale da invertire la tendenza.

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Salviamo il Teatro Novelli

Teatro Novelli Rimini

Appartamenti al posto del Teatro. I consiglieri comunali Pari, Pazzaglia e Giovagnoli lanciano un appello per salvare il Teatro Novelli dopo aver appreso, in via ufficiosa, della possibilità che il teatro Novelli possa lasciar spazio ad appartamenti.

Abbiamo già avuto modo di intervenire in passato, allorché – in via ufficiosa – ci era giunta notizia che per la ricostruzione del Teatro Galli, sarebbe stato venduto a privati il Teatro Novelli per realizzare appartamenti.
Se così sarà entreremmo nel guiness dei primati per aver abbandonato due teatri: il Galli, che se anche bombardato era rimasto pressoché in piedi e per ultimo il teatro Novelli.
Siamo assolutamente contrari a questa scelta che riteniamo deleteria per la nostra città perché cancellerebbe, oltre al manufatto, la storia di questo teatro dove sono passate le più importanti personalità del mondo della politica, della cultura, dell’economia, delle istituzioni ed organizzazioni internazionali. Possibile che non si debba pensare ad una utilizzazione diversa del Teatro Novelli allorché sarà completato il Teatro Galli? Perché non pensare di trasformarlo in un centro polivalente in cui ci siano sale per conferenze e dibattiti (visto che il comune ha solo la sala degli archi e del giudizio del tutto insufficienti di fronte alle numerose richieste), per piccoli concerti, per mostre fotografiche, una sala di proiezione, spazi per attività culturali (bookshoop letterari) rivolte ai giovani. Una struttura che renderebbe quell’area un punto di attrazione e riferimento sia in inverno che in estate non solo per i cittadini ma anche per gli ospiti; un’area che ridarebbe vita a un luogo (quello di marina centro) dove non esistono strutture pubbliche finalizzate alle attività indicate che offrirebbero opportunità diverse ai fruitori del centro della città balneare.
Siamo del tutto contrari a questa ipotesi perché la consideriamo un durissimo colpo nei confronti della memoria e della storia della nostra città, se decisione fosse definitiva crediamo di aver perso un’occasione per riqualificare un’area che fa parte del cuore della città balneare.

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