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I consiglieri Pari e Giovagnoli sull’inciucio Pd-Pdl

Il via libera in commissione del piano particolareggiato sull’area della ex colonia Murri fa arrabbiare i consiglieri di SEL che parlano di consociativismo e di un accordo Pd-Pdl per fini elettorali.

 RIMINI, 21 marzo 2011

Nelle sedute di commissione e di consiglio si sta procedendo verso un grave accordo tra Pd e Pdl già denunciato dal nostro candidato sindaco Pazzaglia. Un accordo volto a garantire gli interessi dei costruttori a tutto discapito della collettività.
In tre minuti questa mattina la commissione competente ha approvato il piano particolareggiato delibera che influenzerà il futuro di Rimini per i prossimi trent’anni e questo in primo luogo per puri motivi elettoralistici.
Questo modo di procedere sulla testa dei cittadini è frutto del consociativismo, come consociativo è stato il modo di governare gli ultimi dodici anni Rimini.
SEL a Rimini sta facendo una battaglia per impedire ulteriori cementificazioni che vanno a vantaggio di pochi e a discapito di molti, e questo, fra le altre cose, sarà il primo obiettivo che ci poniamo per dar vita ad un centrosinistra rinnovato, che dopo le elezioni ci dovrà vedere alternativi alle logiche di potere fin qui praticate.

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L’OSTRUZIONISMO DEL PDL E’ SOLO UTILE AI COSTRUTTORI. QUESTO PSC E’ IL RISULTATO DELLE LORO PRESSIONI

DICHIARAZIONE DEI CONSIGLIERI PARI, PAZZAGLIA E GIOVAGNOLI

Rimini, 11 marzo 2011

La strategia ostruzionistica del Pdl è irresponsabile e del tutto infruttuosa dal punto di vista della correzione migliorativa del PSC.

Per accorgersi di questo basta semplicemente leggere le dichiarazioni dei costruttori, il Pdl non vuole affatto tutelare gli interessi collettivi cittadini riminesi, vuole solo rappresentare e tentare di accattivarsi le simpatie degli imprenditori edili. Le 17 sedute del Consiglio comunale per espletare gli inutili 1400 emendamenti grazie al Pdl costeranno alla cittadinanza riminese 90 mila euro circa.

La disinformazione del Presidente dei costruttori è strabiliante, egli parla di una città bloccata nell’espansione urbanistica quando solo i piani particolareggiati del periodo 2007 al 2010 posti in salvaguardia determineranno un’edificazione di 300 mila metri quadrati. Parlare di città ingessata è un’offesa verso tutte quelle persone che nonostante le migliaia di appartamenti tenuti sfitti per mantenere alti i prezzi delle case, quindi dell’acquisto e degli affitti, si vedono impossibilitati all’accesso al diritto fondamentale alla casa. Per i costruttori riminesi la crisi non c’è, questo è dimostrato dalle performances economiche e dai profitti raggiunti che li proiettano in cima al vertice nazionale del settore.

In questi ultimi dodici anni Rimini è stata la città in Emilia Romagna dove più si è costruito, nonostante questo è la terza città in Italia con i costi più alti per l’acquisto e gli affitti degli immobili. È facile quindi capire chi si sia avvantaggiato speculando su questa situazione e il Pdl vuole continuare a difendere questo status quo. Mentre il Pd cerca di dare delle risposte ampliando le maglie e venendo meno ad uno dei cardini del PSC: nuove costruzioni solo nel caso non sussistano possibilità di riuso del tessuto urbano esistente.

A chi ci chiede perché non abbiamo presentato anche noi centinaia di emendamenti rispondiamo dicendo che le nostre proposte (restrizione dei periodi di salvaguardia e politiche di risparmio energetico) vanno al cuore di aspetti essenziali, ma soprattutto che il Piano Strutturale (PSC) sarà utile alla città se non avrà al suo interno una specie di “cavallo di troia” dei piani particolareggiati che ne svuota l’efficacia. La proposta che è stata presentata, allo stato, purtroppo, rappresenta solo il tentativo di rispondere alle pressioni dei costruttori e di pochi privati.

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EUGENIO PARI SU PSC “ARGINARE L’ENORME ESPANSIONE EDILIZIA”

Ho presentato insieme al collega Giovagnoli e al nostro candidato sindaco Fabio Pazzaglia un emendamento per arginare l’enorme espansione edilizia dovuta all’applicazione di 31 piani particolareggiati.

All’art. 1.13 comma 6 il PSC prevede che sono fatti salvi tutti i piani che hanno terminato il loro iter entro il 01.07.2010 (data di chiusura della conferenza di pianificazione) questa scelta, come confermato dall’Assessore Biagini non ha nulla di tecnico, non è nemmeno un obbligo di legge, è solamente una “scelta politica”, una scelta che amplia le maglie e consente una espansione sovrastimata anche rispetto all’attuale PRG. Noi proponiamo di salvaguardare l’impianto del PSC che prevede nuove costruzioni solo come extrema ratio presentando un emendamento che chiude il periodo di salvaguardia al 03.05.2007 che è la data in cui il Consiglio comunale ha approvato le linee di indirizzo. Questo emendamento oltre che ribadire un semplice elemento di rispetto verso gli organismi democraticamente eletti come il Consiglio, permetterebbe di riconsiderare l’opportunità di costruire 74 mila mq di residenziale, 165 mila di produttivo e 49 mila di direzionale-commerciale.

Ora, se davvero il Pd intende cambiare rotta sulle politiche urbanistiche privilegiando il recupero  del tessuto esistente rispetto all’espansione edilizia, come mi pare abbia detto il candidato sindaco Gnassi, c’è da attendersi un atto di coerenza con un voto favorevole al nostro emendamento. Altrimenti, i loro saranno solo proclami elettorali e la ventata del candidato Gnassi non avrà nulla di nuovo perchè il suo sarà solo continuismo con politiche che negli ultimi dieci anni hanno fatto leva sull’incentivo della rendita immobiliare nonostante i suoi sforzi per disconoscere e allontanarsi dalle politiche della giunta Ravaioli – Melucci.

Il nostro emendamento non tende semplicemente a stralciare quasi 300 mila mq di nuove costruzioni, il nostro emendamento vorrebbe riconsiderarle, pensando a quelle che sono opportune, perché se il PSC viene approvato con la formulazione attuale dell’art. 1.13 di fatto viene sconfessato ancor prima di entrare in vigore e viene svilito l’elemento più importante: la costruzione di nuove edificazioni qualora non sussistano alternative al riuso del tessuto urbano esistente (art. 3 l.r. 20/2000).

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Interrogazione sui tagli ai musei comunali di Rimini

Il testo dell’interrogazione presentata insieme ai consiglieri Fabio Pazzaglia e Giorgio Giovagnoli nel consiglio comunale del 09.12.2010

Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a San Sigismondo, di Piero della Francesca

Signor sindaco,

con la presente interrogazione vogliamo fare presente la grave situazione di precarietà che vede coinvolti gli operatori museali. Le guide hanno già ricevuto da tempo una lettera di licenziamento dai loro datori di lavoro. I loro contratti arrivano al 31/12 per via dei 45 gg di preavviso.

A tutt’oggi l’Amministrazione non ha detto ai loro datori di lavoro, tanto meno agli operatori stessi, se si farà oppure no la nuova gara d’appalto; le guide in teoria dovrebbero lavorare fino alla fine di marzo 2011, così gli era stato detto ma se così fosse con quali contratti lavoreranno dal primo gennaio? Il neo dirigente dei Musei Comunali Maurizio Biordi fino a un paio di giorni fa non sapeva nulla di questa situazione. Interpellato dalle lavoratrici e dai lavoratori non ha saputo dare risposta! E’ evidente che nessuno in seno all’Amministrazione ha ritenuto di doverlo informare.

Le guide hanno chiesto un mese fa un incontro con l’Assessore alla Cultura Antonella Beltrami che finora è stato sempre rimandato, quindi non hanno avuto ancora la possibilità di parlare con la Giunta per capire quale sarà il loro immediato futuro lavorativo. Di fronte a queste persone, da tempo preoccupate per l’avvenire loro e delle loro famiglie, l’atteggiamento dell’Amministrazione, del tutto menefreghista, è intollerabile! Si tratta di personale qualificato che gestisce il Museo della Città ininterrottamente dal 1998. Personale di età compresa tra i 30 e i 50 anni con famiglia, figli e mutui alle spalle. E di cosa vorrebbero parlare questi lavoratori?

Ad esempio dei repentini tagli al personale, tagli del 75%, avvenuti da un giorno all’altro, senza preavviso: siamo passati da 4 guide per turno (tre in museo più una nella domus) ad 1 guida sola nei giorni feriali e 2 guide nei giorni festivi. Inoltre il Museo degli Sguardi è stato chiuso e aprirà solo su richiesta. Nel corso degli ultimi due mesi l’orario di apertura del Museo della Città è cambiato ogni settimana, causando disorientamento tra i visitatori. L’orario del museo è stato modificato sulla base degli orari dei dipendenti comunali, senza tenere minimamente conto delle esigenze del Museo e degli utenti, in particolare le scolaresche. Queste modifiche hanno causato diversi problemi organizzativi anche per le guide.

Alle guide è arrivata la richiesta di lavorare un’ora soltanto nei pomeriggi di martedì e giovedì, che sono giorni di rientro pomeridiano per i dipendenti comunali che non possono lavorare oltre le ore 18.00/18.30, quindi a noi è stato chiesto di coprire il turno dalle 18/18.30 fino alle 19, ora di chiusura. Inoltre essendo il personale richiesto sotto organico si chiede agli operatori museali di fare da supporto per fare le visite guidate, che ovviamente il personale comunale non è in grado di fare né di gestire, perché incompetente al riguardo. Stiamo parlando sempre di 1un’ora oppure un ora e mezzo, naturalmente sempre sottopagati. Infatti il Comune fa pagare le visite guidate 25,00 euro mentre il personale esperto che le svolge dovrebbe secondo l’Amministrazione mettersi in turno per un’ora ed essere retribuito con la stessa tariffa oraria che prendeva quando aveva un contratto. Quindi gli operatori verranno chiamati soltanto per fare visite guidate, prendendo 7 Euro all’ora come quando lavoravano almeno 16 ore settimanali! Domanda: questo è il modo con il quale l’Amministrazione intende trattare il personale esterno assunto con gara d’appalto?

Si tratta di personale impiegato presso uno degli istituti culturali più importanti della città per numero di visitatori, 85.700 nel corso dell’ultimo anno! Un luogo strategico per la cultura della nostra città gestito finora con professionalità e passione dalle guide, le stesse che ora si vedono messe alla porta. Di fronte ad un’Amministrazione che sembra navigare a vista su tale argomento chiediamo al Signor Sindaco di promuovere un incontro urgente tra lavoratori precari, Assessore e Dirigente al fine di trovare una soluzione positiva nell’interesse della città.

Eugenio Pari, Fabio Pazzaglia, Giorgio Giovagnoli

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REPLICA DI EUGENIO PARI (CAPOGRUPPO SEL RIMINI) ALLE DICHIARAZIONI DI RAVAGLIOLI (CAPOGRUPPO PDL) IN MERITO ALLA DELIBERA VIA PORTOFINO

Il capogruppo del Pdl Ravaglioli si dice scandalizzato dalla connivenza di SEL rispetto alla cosiddetta variante del sottopassaggio di via Portofino. Tanto per chiarire: non abbiamo la benché minima intenzione di confonderci con questa “opposizione” che per almeno 12 anni è stata, essa si, connivente con le colate di cemento che noi invece abbiamo sempre combattuto in Consiglio e nella città. E oltre al fatto che giovedì sera non ci fossero i numeri per far mancare il numero legale, noi con il Pdl non vogliamo avere proprio nulla a che fare. La vera connivenza è la loro e si è sempre verificata sulle scelte di cementificazione in cambio di posti e prebende nei Cda delle aziende partecipate come dimostrato dai fatti, in ossequio alle regole dettate dal patto consociativo che ha bloccato la città, in pieno accordo con il partito che veramente governa Rimini: quello della rendita a cui aderiscono anche quelli del centrodestra.
Noi di SEL, invece, abbiamo sempre fatto delle idee la nostra forza, per essere liberi di poter dire ciò che abbiamo sempre detto abbiamo fatto scelte importanti come dimetterci da incarichi istituzionali e non quelli del sottobosco della politica. Nei Cda delle aziende riminesi non siede alcun esponente del nostro movimento e sfido a dimostrare il contrario è questa la differenza tra la noi e gli altri. E’ una scelta non moralistica, ma etica, è una scelta che non pretendiamo di imporre agli altri, ma che esprime il nostro modo di interpretare l’impegno politico, che regola il nostro rapporto con gli altri partiti e con la maggioranza di centrosinistra da cui ci siamo allontanati non perché fossimo in attesa di nominare un assessore, ma perché non condividiamo alcune scelte. La nostra non appartenenza alla maggioranza non è pregiudiziale, in quanto sulle scelte che riteniamo accettabili abbiamo votato e voteremo a favore.
Politicamente lavoreremo con tutte le nostre capacità non solo per creare un alternativa alle logiche sbagliate che hanno dettato scelte anch’esse sbagliate delle giunte Ravaioli, ma per proporre un’alternativa al consociativismo sostenuto e alimentato con incarichi, cammarille e prebende di cui il Pdl si è sempre servito negli anni.
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Interrogazione sull’operazione Hera – Eiser Infrastructured Limited

Rimini, 31.07.2010

Il quotidiano Milano Finanza del 27.07.2010 (http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp? ) rende noto che il giorno 26 il Gruppo Hera e una società controllata da Eiser infrastructure limited (Ambiente Arancione Cooperatief U.A) hanno firmato un accordo vincolante per l’acquisto di una quota pari al 20% del capitale sociale di Herambiente, la capofila del Gruppo Hera nel settore ambiente.

Il corrispettivo per l’acquisto del 20% di Herambiente – si legge in una nota dell’azienda – è pari a 105,6 milioni di euro (soggetto ad aggiustamento di prezzo al closing in base alla variazione della posizione finanziaria netta rispetto al 31.12.2009), che equivale a una valutazione implicita per il 100% del capitale di Herambiente 528 milioni Euro. Inoltre, Ambiente Arancione avrà l’opzione, esercitabile entro 3 mesi dal perfezionamento dell’acquisto della quota del 20%, di acquisire fino ad un ulteriore 5% del capitale sociale della Società, ad un prezzo per azione uguale al prezzo riconosciuto sulla partecipazione del 20%.

 Herambiente, costituita lo scorso 1 luglio 2009, è leader in Italia nello smaltimento e recupero dei rifiuti, sia urbani che speciali. Il gruppo gestisce l’intero ciclo del trattamento e recupero dei rifiuti, ad eccezione della raccolta, attraverso 77 impianti (discariche, termovalorizzatori, impianti di selezione, di compostaggio, di trattamento chimico-fisico, di biostabilizzazione, di biogas, di digestione anaerobica, di trattamento fanghi, di inertizzazione, di stoccaggio). In particolare, Herambiente conta 7 impianti WTE (di cui 5 di recente costruzione) , 11 discariche ed una capacità installata per il recupero energetico superiore a 110 MW.

«Grazie all’operazione – ha commentato il presidente Tomaso Tommasi di Vignano – Hera e Herambiente acquisiscono un socio e azionista finanziario di primaria importanza, con un’ottica di investimento di medio/lungo termine che accompagnerà la Società nel suo programma di crescita verso un ulteriore e progressivo rafforzamento della leadership a livello nazionale costruita nel corso di questi anni».  «Siamo estremamente lieti di poter annunciare questa transazione – ha commentato Hans Meissner, CEO di EISER Infrastructure Limited – Herambiente è un’eccellente società e il settore dell’ambiente in Italia rappresenta un’opportunità significativa di crescita, nel momento in cui il mercato si sta evolvendo verso processi di gestione dei rifiuti più sostenibili. EISER guarda anche con grande interesse a stabilire una relazione solida con il Gruppo Hera per sviluppare la propria presenza nel settore delle infrastrutture in Italia».

Crediamo sia molto pericolosa questa situazione, dove il potere di decidere le politiche industriali e le alleanze economiche di un’azienda che eroga un servizio pubblico non sta più in capo alle istituzioni democraticamente elette, ma in mano a fondi di investimento e ad amministratori che, come nel caso di Hera, si stanno dimostrando alla stregua degli spericolati investitori che hanno prodotto il disastro finanziario di cui la crisi che stiamo vivendo è figlia.

  • Sarebbe utile che i cittadini avessero una risposta da parte dell’Amministrazione Comunale in qualità di socio azionista della stessa al fine di capire dove Hera sta andando, vendendendo le quote di chi e con quale mandato dai soci pubblici di maggioranza.
  • Sarebbe utile che i cittadini sapessero come verranno utilizzato questi possibili introiti e dividendi da parte di Hera visto soprattutto che le tariffe continuano ad aumentare senza che a questo aumento corrisponda un proporzionale aumento della qualità del servizio.
  • Sarebbe utile che i cittadini sapessero perché i soci pubblici hanno deciso di dismettere la maggioranza delle azioni, venendo a meno ad un impegno che negli anni, almeno dall’Amministrazione comunale riminese è sempre stato manifestato, di non scendere mai sotto la fatidica quota del 51% in mano pubblica.

 

Il Consigliere comunale Sel

Eugenio Pari

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Interrogazione su politiche del lavoro in Tram Servizi

 

 I tagli annunciati dal Governo ad Enti locali e soprattutto alle Regioni incideranno molto pesantemente sul Trasporto

Tram Rimini

Pubblico Locale (TPL), servizio che per natura e funzioni è essenzialmente pubblico e la cui importanza è fondamentale per la qualità della vita dei cittadini e per la coesione sociale. Si apprendono con viva preoccupazione i dati diffusi dal Presidente della Tram Sergio Amadori in merito a questo argomento dove si dichiara che una riduzione sopra la soglia del 20% dei bilanci equivarrebbe ad un taglio netto di 3 milioni di euro che tradotto significa eliminare 1,4 milioni di chilometri di rete percorsa e licenziare 74 conducenti. L’impatto dei sarebbe devastante non solo per la qualità della vita dei cittadini, per la qualità del servizio erogato, ma anche le ricadute lavorative sarebbero altrettanto gravi.

Sappiamo tutti che il TPL si sorregge grazie alle risorse delle regioni e dei comuni rispettivamente nella misura del 90% e del 10%, il Comune di Rimini è azionista di maggioranza di Tram Servizi e nonostante la delibera che a breve voteremo per la fusione delle aziende dell’ambito romagnolo, già oggi occorre chiarezza di idee e soprattutto occorrono interventi e indirizzi precisi da parte dell’organo politico per intervenire in questa situazione tutelando l’interesse collettivo e i posti di lavoro.

Io penso che di fronte a questo scenario devastante non si possa dire che non rimane altro che prendere atto della situazione, né tantomeno, che il mercato deve essere lasciato libero di esprimersi attraverso le proprie dinamiche. Io penso che occorra un combinato disposto di interventi da parte dell’Amministrazione comunale che, da un lato tuteli la qualità della vita dei cittadini attraverso la tutela del TPL e dall’altro che si attivi per la salvaguardia dei posti di lavoro messi a repentaglio dai tagli minacciati dal governo. In questo senso mi chiedo se abbia senso tenere congelata l’ingente quantità di risorse destinate al metrò di costa, risorse che in un momento del genere potrebbero essere destinate ad interventi sul TPL molto più utili e qualitativamente osservabili.

Detto cio, Sig. Sindaco la interrogo per conoscere:

1. Quale sia la sua valutazione in merito allo scenario tratteggiato dal Presidente Amadori e se sia a conoscenza della situazione rilevata e, direi, annunciata dal Presidente stesso attraverso un intervento sulla stampa locale in data odierna;

2. Quali interventi nell’immediato l’A.C. intenda perseguire;

3. Quale valutazione si fa della qualità del servizio di TPL erogato;

4. Se sia attualmente in corso con la Regione Emilia Romagna un confronto per far fronte alla situazione che si sta attraversando e se si quale sia l’esito di questo confronto.

Il Consigliere comunale SEL

Eugenio Pari

Interrogazione presentata nel Consiglio comunale del 22.07.2010 con richiesta di risposta scritta

eugenio_pari@yahoo.it

Eugenio.Pari@comune.rimini.it

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Interrogazione di Eugenio Pari sulla Conferenza regionale delle autorità di pubblica sicurezza

INTERROGAZIONE PRESENTATA AL CONSIGLIO COMUNALE DI RIMINI
Oggetto: interrogazione
Sig. Sindaco,

in occasione della Conferenza tenutasi a Bologna in data 12 aprile 2010, tra i nove Prefetti delle rispettive province emiliano romagnole alla presenza del responsabile della Direzione Investigativa Antimafia della Regione, é stato dichiarato che” l’Emilia Romagna non è esente da caratteristiche appetibili per la criminalità organizzata e che è necessario mettere in campo tutta l’attenzione possibile per verificare la presenza di fenomeni anomali collegati al rischio di infiltrazioni di tipo mafioso”.

Al fine, quindi, di far emergere possibili infiltrazioni criminali nel tessuto economico del territorio i partecipanti, hanno concordato una serie di iniziative. In questo contesto si inserisce la strategia concordata al termine dell’incontro: implementare lo scambio di informazioni (attraverso l’incrocio
delle rispettive banche dati) tra i vari soggetti pubblici (Comuni, Camere di Commercio, ecc…) con le forze dell’ordine per quanto riguarda, ad esempio, i passaggi di licenze e gli appalti. Un lavoro comune, coordinato dalla Prefettura con i comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza, potrebbe
rivelarsi prezioso per far emergere situazioni a rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico della regione.

Tutto ciò premesso interrogo per conoscere:

– la valutazione del Sindaco in merito;

– se il Comune di Rimini ha già avviato i necessari provvedimenti per
corrispondere all’accordo siglato recentemente dalla Conferenza regionale delle
autorità di pubblica sicurezza

Eugenio Pari
Consigliere comunale SEL Rimini

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