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Fermati Nichi!

Di seguito un commento sul sito sinistraecologialiberta.it pubblicato ieri. Allego un link per poter leggere, chi volesse, gli altri commenti di iscritti e simpatizzanti.

http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli/ludc-e-fuori-dal-campo-del-centrosinistra/

Sull’alleanza Pd, Sel, Udc

Eugenio Pari 2 agosto 2012 – 19:38

Oggi Il Fatto Quotidiano riporta una dichiarazione di Antonello Falomi che mi sento di condividere e che, personalmente, credo risponda alle tante domande, ai tanti dubbi e alla delusione di tante e tanti compagne e compagni in questo momento. Tratteggiando la “geografia” di SEL si arriva ai “colonnelli” e alla dichiarazione di Falomi che riporto testualmente: “è il gruppo che vuole rientrare a tutti i costi qui (in Parlamento), pure facendo un listone con il Pd”. E i cosiddetti colonnelli sono: Gennaro Migliore, Nicola Fratoianni, Francesco Ferrara, Franco Giordano e Massimiliano Smeriglio. Effettivamente, io credo, è proprio così. E Vendola è un ostaggio di questo “cerchio magico”, un ostaggio che mi sembra soffrire della “sindrome di Stoccolma”. Non si spiegano che così i repentini cambiamenti, le mosse tattiche, le titubanze, le timidezze, i ritardi di SEL in tutti questi mesi. Anche io sono per una prospettiva di governo per la sinistra italiana, non credo come qualcuno vuol far passare che l’esperienza dell’ultimo governo Prodi sia stata un fallimento. Ma stiamo scherzando? Quel governo, al di là delle mosse dei vari Diliberto e Rizzo, fu fatto cadere dal centro e da Veltroni, è questo che abbiamo capito fin da subito. Oggi, peraltro, proporre una alleanza con il Pd (il che equivale inevitabilmente ad accettare l’Udc perchè la prospettiva del gruppo dirigente di quel partitoè proprio questa) significherebbe sacrificare qualsiasi spazio di autonomia e qualsiasi proposta di politiche progressive da indicare e da realizzare per il paese. Va dato merito a Bersani di provare a spostare un po’ il baricentro dell’alleanza, oggi tutto spostato al centro, verso sinistra, ma le risposte all’enorme crisi sociale e civile del Paese, la difesa e il rilancio del lavoro, l’innalzamento a condizioni degne delle classi subalterne non è un fattore geometrico (un poì più a sinistra, un po’ al centro e così via..), ma deve essere l’insieme di politiche che parlino almeno di GIUSTIZIA SOCIALE! Posto che si vada al governo con il Pd, oltre ad essere il paravento a sinistra, i rapporti di forza non li cambi. Ci si troverebbe a governare sulle macerie sociali create dal governo Monti (abrogazione art. 18, controriforma pensionistica, mancata realizzazione di atti volti al riequilibrio del sistema fiscale, tagli al sociale e alla scuola, fiscal compact), ci si troverebbe a governare con chi quelle macerie ha creato votando tutti, ma proprio tutti i provvedimenti anti popolari di questo governo, ossia il Pd.
Non pretendo di insegnare niente e tantomeno testimoniare una “purezza ideologica”. Queste cose le lascio a chi ha fatto della testimonianza di fede una scelta di vita. Però i fatti hanno la testa dura, in questo caso durissima e sinceramente credo che proporsi come forza di governo con chi ha prodotto queste macerie sociali, nel migliore dei casi può solo portare a governare sulle macerie. Non sono contro un’alleanza con il Pd a priori, ma ciò che il Pd ha votato (promettendo solo a parole “modifiche in aula”) è quanto di più anti popolare si sia mai visto in Italia. L’agenda Monti che il Pd condivide totalmente, lo dimostrano i voti espressi in Parlamento, è l’agenda che Berlusconi sottoscrisse davanti alla Merkel poco prima di dimettersi. Le cose, purtroppo, stanno così. Dopodiché non credo neanche che il problema sia solo la pregiudiziale alleanza con Udc si o no. E’ una semplificazione, risolta la quale (non so in che modo) lascia sul campo tutti i problemi di politica economica, di politiche industriali, di relazioni di sindacali che il governo Monti ha introdotto andando a incidere pesantemente sulle condizioni di vita delle classi subalterne. Chi se la sentirebbe di dire che la spending rewiew, così come impostata, non sia altro che un modo surrettizio, un neologismo, dietro il quale, invece, si nascondono tagli veri allo stato sociale? Io me la sento di dirlo, anzi ne sono convinto e per questo credo che fra una forza che si proclama di sinistra e le forze politiche, sociali ed economiche che appoggiano Monti (paravento delle banche) non può esserci per definizione un punto di incontro sul quale sviluppare un programma di governo per il paese. Altrimenti, credo, ci si professa di sinistra e basta. Quando la critica si riduce sempre alla questione della “purezza ideologica”, “testimonianza”, ecc. gli argomenti in positivo, progetto di società tanto per intenderci, non ci sono o sono talmente deboli e strumentali che si possono sacrficare sull’altare di un’alleanza a perdere. In quest’ultimo caso ci sarebbe testimonianza, un pugno di deputati e alcuni senatori costretti in un’alleanza innaturale del tutto inutili e ininfluenti nell’invertire la rotta di queste politica, un “diritto di tribuna” utile a qualcuno ma non certo a quelle classi che la sinistra pretende di difendere.

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