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Moschea a Rimini

Rimini, 13.09.2011

Di Eugenio Pari

Da giorni si assiste al dibattito, ormai annoso, sulla possibilità di aprire una moschea a Rimini, questa cosa, che secondo l’art. 13 della Costituzione italiana è un diritto ha dato la stura alla vandea renziana contro gli immigrati che vivono e lavorano in Via Giovanni XXIII. Per Renzi il fatto che a Borgo Marina lavorino e vivano asiatici e africani, il fatto che vi sia un centro islamico è degrado, per me si tratta, nel suo caso, di un disco rotto, una propaganda che non funziona più.

Moschea a Rimini

Invece l’assessore comunale alla polizia municipale mi pare esprima una sostanziale equidistanza riducendo una vicenda così complessa ad un puro fatto di ordine pubblico. Non si tratta di questo. Credo, invece, si tratti della capacità di accoglienza, di apertura o meno di una comunità, della capacità di creare ponti con le altre.

In risposta al dettato costituzionale, laicamente credo che quanto prima si debbano dare risposte concrete per la realizzazione di un diritto e non avere atteggiamenti di chi esercita una gentile concessione.

La proposta che la comunità islamica avanza da anni a tutte le amministrazioni senza trovare risposte adeguate, se non generici attestati di condivisione, è una proposta che fa dell’autonomia un proprio tratto caratteristico. Infatti, a differenza dell’esperienza romana, dove la moschea è stata costruita anche grazie a risorse di emiri arabi, quella riminese sarà il frutto dell’autotassazione dei fedeli e permetterà a centinaia, se non migliaia di cittadini di poter avere un luogo di culto nel quale riunirsi liberamente.

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DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI (CONSIGLIERE COMUNALE SEL) SULLA RIDUZIONE DELL’ASSISTENZA DOMICILIARE OPERATA DALLA AUSL

Sono informato da sempre più persone che usufruiscono dell’assistenza domiciliare per anziani e disabili e ai congiunti che sono beneficiari dell’assegno di cura regionale gestito dalla Ausl, raggiunti da telefonate in cui le assitenti sociali impongono di scegliere tra il mantenimento dell’assegno di cura e l’eliminazione o riduzione dell’assistenza domiciliare. Alcuni degli interessati hanno contattato l’Amministrazione nella persona del dirigente ai servizi sociali che ha confermato, ma in buona sostanza ha escluso però che l’alternativa fosse in termini così drastici. Ha detto che le soluzioni andranno valutate caso per caso ma con il personale dell’ Ausl, di fatto, non sta avvenendo così.

Infatti, stanno mettendo in atto queste cose. Si veda anche la sospensione/taglio del bando per il contributo a chi tiene in regola le badanti con pesanti oneri contributivi che ricadono su famiglie (non su imprese) che avranno l’effetto di ricacciare in nero le badanti o per chi lo può fare di dover accedere al congedo retribuito con danno per le casse pubbliche in caso di impiegati pubblici. È un attacco a tutto campo ai diritti dei più svantaggiati odioso e preventivo dato che anticipa i tagli della finanziaria del 2011.

Mi chiedo se si siano stati operati tagli a patrocini, incarichi, consulenze, retribuzione dei dirigenti (8 nuove nomine a di U.O.A.nel comune), e altre spese. Rischiano di essere attivate politiche di natura antisociale. Immaginiamo infatti cosa succederà quest’altro anno con i tagli a regime! Ciò segue le privatizzazioni di mense, plessi scolastici, utenze, settori come il cimiteriale e ne precede altri come l’acqua. Ci sono invalidi e disabili soli che si sono visti cassare l’assistenza domiciliare e sono senza i soldi pagare quella offerta dalle cooperative di cui hanno, però, avuto la lista.

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Diritto di critica

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Escher hands

Vogliamo innanzi tutto esprimere piena condivisione e sostegno alle valutazioni dell’Ordine degli ingegneri in merito ai progetti per il lungomare.
Le loro valutazioni critiche sono le stesse che da tempo cerchiamo di portare avanti  nei confronti delle scelte dell’Amministrazione Comunale.
Le pesanti critiche rivolte all’Ordine degli ingegneri da parte dell’ing.Massimo Totti responsabile del Settore Infrastrutture, Mobilità e Ambiente del Comune di Rimini, ci sembrano inopportune in quanto è bene ricordare come nella deontologia di un pubblico dipendente il compito principale è quello di realizzare gli indirizzi politici dell’ente.
Vogliamo peraltro rimarcare un fatto e cioè che se fino ad oggi ritenevamo che il rifiuto delle critiche riguardasse alcuni amministratori, oggi dobbiamo constatare che questo atteggiamento pervade anche apparati burocratici dell’amministrazione. Un comportamento che va stigmatizzato. A tal proposito ci sentiamo in dovere di esprimere sostegno e apprezzamento nei confronti di tutti coloro – singoli cittadini, enti, ordini, associazioni ecc. – che, nonostante il rifiuto di un confronto aperto e democratico da parte dell’amministrazione, auspichiamo che possano e vogliano continuare  a manifestare la propria opinione pubblicamente, noi, fin da ora, ci impegniamo a tenere aperto un dialogo franco e sereno con tutte le componenti della società riminese.
I progetti di finanza registrano sempre maggiori critiche, principalmente perché sono stati calati dall’alto trascurando qualsiasi processo partecipativo e di coinvolgimento della città e delle sue componenti sociali ed economiche.
Riscontriamo che di fronte alle critiche crescenti per proposte che prevederanno ulteriori colate di di cemento e, fatto ancor più grave, che privatizzeranno una delle parti più pregiate di territorio pubblico registriamo da parte degli amministratori atteggiamenti di crescente chiusura.
A nostro avviso Rimini non necessita di interventi al di fuori di proposte slegate da pianificazione, ma necessita di progetti e programmi che sappiano far riconquistare il ruolo di leadership della nostra città nel turismo e fare di Rimini un esempio di città ecologica.
A Rimini la rendita da tempo ha preso il sopravvento nell’economia cittadina condizionando pesantemente la maggior parte delle imprese caratterizzate da una conduzione familiare e che, pertanto, vivono del proprio lavoro. Di fronte a decisioni imposte dall’alto queste imprese così come l’economia cittadina rischiano di essere colpite duramente ed espulse dal tessuto economico e sociale di cui per decenni hanno costituito uno degli assi portanti, senza che vi sia alcun tipo di vera innovazione.
È nostra ferma intenzione impegnarci per riempire quegli spazi di partecipazione reale trascurati dall’Amministrazione comunale, sostenendo incontri e confronti in un clima di serena riflessione e valutazione su questi progetti con la città e con gli operatori, per questo intendiamo promuovere
iniziative pubbliche su questi temi alle quali cui, fin da ora, riteniamo opportuno e utile invitare sia gli amministratori del Comune di Rimini (assessori e consiglieri) e i tecnici dell’Amministrazione.

I consiglieri comunali: Eugenio Pari, Fabio Pazzaglia, Leandro Coccia, Giorgio Giovagnoli

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