Archivio mensile:dicembre 2015

Armando Cossutta

Due ricordi di Armando Cossutta. Il primo, un momento di passione e gioia, nemmeno quattordicenne, quando mio padre Renzo Pari, fra i promotori della terza mozione nel congresso che condusse allo scioglimento del PCI, mi portò con sé alla Camera del lavoro di Rimini. Quella sera la sala, che a me sembrava gigantesca, era gremita: c’era Cossutta. Fino ad allora, ne avevo sentito parlare con rispetto ed ammirazione, un po’ sottovoce quando mi aggregavo alle riunioni di sezione dove si presentavano le mozioni. Questa “riservatezza” era dovuta al fatto che quei compagni del PCI, che poi costituiranno Rifondazione, non potevano permettere, a quelli che sarebbero rimasti nel PDS, di muovergli accuse di “frazionismo”.

L’altro è legato ad un momento di delusione ed amarezza: inverno 2005, congresso regionale del PDCI, nella campagna innevata del parmense Cossutta subì un processo da santa inquisizione per alcune affermazioni sull’opportunità di presentare una lista unitaria senza falce e martello. Presi le sue parti dal palco del congresso, non per fedeltà, ma per un semplice elemento di buon senso. Alla fine il Presidente non mi disse nulla, mi salutò, come spesso faceva, con un buffetto e il suo sorriso. Di lui mi hanno sempre convinto la pacatezza, la lucidità, il buonsenso: la forza della ragione, insomma. A diversi anni da questi fatti, dopo che le cose della vita ci hanno portato ad altre scelte, il pensiero che un’epoca politica sia terminata è la conclusione a cui sono arrivato.

Che la terra ti sia lieve caro compagno Armando Cossutta.

cossutta

Armando Cossutta ed Eugenio Pari