Archivio mensile:marzo 2012

“CASO MAGGIOLI: DOVE FANNO IL DESERTO, QUELLO CHIAMANO PACE”

Rimini, 27/03/2012

“Dove fanno il deserto, quello chiamano pace”, dicevano i latini e questa frase calza a pennello rispetto al comportamento di Manlio Maggioli.

Infatti più si leggono le esternazioni di Manlio Maggioli, più ci si convince di quanto siano necessarie e giuste le sue dimissioni da presidente della Camera di commercio.

Maggioli ora richiede che tutte le parti “si mettano intorno ad un tavolo”, ma, per arrivare a ciò che lui propone cioè affrontare con “unità di intenti” i gravi problemi dell’economia riminese, è necessaria un’operazione di verità cominciando a dire che grandi responsabilità di questa situazione, non solo riminese, ma nazionale, derivano dall’enorme evasione fiscale che si produce e che a produrla non sono certo i lavoratori, ma gli imprenditori come Maggioli.

Credo che ad indignarsi dovrebbero essere anche i tanti imprenditori sani, cioè quelli che con mille sacrifici riescono comunque ad essere onesti e non portano capitali all’estero per poi scudarli grazie ad una legge che ha provocato la contrarietà di tutta Europa.

L’economia riminese, ma questo Maggioli non lo dirà, vive ancora più acuti motivi di crisi perché ha poggiato per decenni sulla rendita finanziaria ed immobiliare, il sistema del credito è sostanzialmente bloccato e incapace di sostenere gli investimenti produttivi perché per anni ha elargito milioni di euro a chi intendeva speculare sul mattone e come tutti sappiamo oggi quel mercato è bloccato.

Occorre un’ altra economia per Rimini esattamente contraria a quella di cui Maggioli è il paradigma, per questo motivo riteniamo che l’iniziativa del 28 marzo convocata da cittadini e organizzazioni possa essere l’inizio di una alternativa al modello esistente.

Eugenio Pari

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Il bagnino della libertà

Della serie: “facciamo un po’ come c…zo ci pare…”

Rimini, 20/03/2012
Comunicato stampa
REPLICA DI EUGENIO PARI (COORDINATORE COMUNALE SEL RIMINI) ALLE DICHIARAZIONI DI MUSSONI (PRESIDENTE OASI – CONFARTIGIANATO) SUGLI ABUSI IN SPIAGGIA
Mussoni, presidente di Oasi Confartigianato, propone di risolvere la questione degli abusi commessi dai bagnini sull’arenile, rimuovendo i manufatti a busivi.
Per usare una metafora a mio parere, sarebbe come mettere i cocci di un vaso sotto il tappeto dopo averlo rotto.
Nascondere o rimuovere questi manufatti non sposterebbe di una virgola la sostanza del problema, cioè che l’abuso è stato commesso; è sulla base di questo dato di fatto, è sulla base degli abusi accertati dalla Polizia municipale a suo tempo, che l’Amministrazione comunale ha comminato le relative sanzioni.
Se poi verrà fatta una sanatoria, questo è un altro argomento, ma chi sbaglia paga, chi commette un abuso deve pagare la conseguente sanzione pecuniaria, soprattutto se questo abuso viene commesso su un bene di proprietà di tutti come l’arenile che, come tutti sappiamo, è un bene demaniale.
In sostanza c’è da dire che pagare o meno, oppure rimuovere o meno i manufatti non può e non deve essere una scelta discrezionale dei bagnini, non parliamo di un atto nella loro disponibilità, pagare e rimuovere dovrebbe essere una conseguenza dell’abuso che hanno commesso, questo, nel caso qualcuno volesse far rispettare questa semplice regola di vivere civile.
 
Di seguito l’articolo pubblicato dal Corriere di Rimini il 20/03/2012
SANATORIA VIOLAZIONI PAESAGGISTICHE
«Abusi, meglio levare tutto che pagare»
Mussoni (Oasi Confartigianato): «Non vale la pena nemmeno versare 10mila euro» Il decano dei bagnini è certo: «Se alleggeriamo la spiaggia i turisti non se ne accorgono»

RIMINI. Che arrivino gli sconti o meno, di pagare la sanzione sulle violazioni paesaggistiche non ci pensa neanche. «Piuttosto smonto tutto e alleggerisco la spiaggia: i turisti non se ne accorgeranno e il danno economico sarà minimo». A parlare è il presidente dei bagnini di Oasi Confartigianato, Giorgio Mussoni.
Chi ce lo fa fare. Il decano della spiaggia ha una linea precisa sul tema della sanatoria del Comune su pedane, muretti, campi gioco e palme presenti negli stabilimenti e non autorizzati dalla Soprintendenza. «Anche se le “sanzioni” dovessero scendere in modo vertiginoso – spiega – credo che tanti decideranno di non versare nemmeno un centesimo». Una posizione, questa, su cui Mussoni tiene a puntualizzare: «Noi della categoria non abbiamo dato nessuna indicazione: ognuno sarà libero di agire come crede». Ma il finale di questo «caos infernale messo in piedi» secondo l’esperto numero uno di Oasi ha un finale già scritto: «Si ripresenteranno le domande per chiedere i permessi e in attesa di averli si toglierà tutto quello che c’è da togliere, nel pieno rispetto della legge».
Offerta turistica salva. E nessuno parli di cali dell’offerta turistica. Mussoni, a sorpresa, smonta pezzo per pezzo anche questa tesi: «Campi da gioco e camminamenti, palme e insegne, se dovessero sparire per un’estate, in attesa di ripresentare la domanda, se ne accorgerebbero davvero in pochi: al massimo i locali ma non certo i turisti». Anzi, in un certo senso darebbe anche una “boccata” di ossigeno alla spiaggia, che in diversi tratti «è piuttosto intasata».
Cifre esagerate, comunque. Ecco spiegato perché non lo appassiona troppo l’acceso scontro che si sta consumando tra giunta e Pd sugli sconti delle sanzioni: si è ipotizzata una media di 100mila euro a stabilimento, forse si scende a 50mila, magari anche 40mila. Gli uffici del Comune stanno lavorando a pieno regime. Ma sembra tutto inutile. Sulle cifre, infatti, Mussoni va dritto al sodo, senza nascondersi dietro un inutile lessico politichese: «Decidessero per un forfait da un paio di migliaia di euro, allora se ne potrebbe discutere. Ma questo non avverrà: già diecimila euro non vale la pena di darli e credo che anche se va valutato caso per caso, in tanti lungo l’arenile lo abbiano capito».

http://www.corriereromagna.it/rimini/2012-03-20/sanatoria-violazioni-paesaggistiche-%C2%ABabusi-meglio-levare-tutto-che-pagare%C2%BB

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Maggioli, verso la fiducia

Oggi si riunisce il Consiglio generale della Camera di Commercio. La vicenda del Credito di Romagna anche sulle pagine del Sole 24 Ore

Nq News Rimini, 12 marzo 2012

http://www.nqnews.it/news/134443/Maggioli__verso_la_fiducia.html

rimini (ag) A chiedere le dimissioni del presidente della Camera di Commercio Manlio Maggioli restano solo i sindacati e, sul fronte politico, la sinistra. Oggi è il giorno fissato per la riunione del Consiglio generale dell’ente camerale, al quale la Giunta lo scorso 27 febbraio aveva rinviato l’approfondimento della vicenda legata ai capitali “scudati” dall’imprenditore Manlio Maggioli, come aveva rivelato un articolo uscito qualche giorno prima sulle pagine del Corriere della Sera. Le richieste di “passo indietro”, o per lo meno di chiarimento sembrano tutte rientrate da parte delle associazioni di categoria del territorio, anche quelle (come Cna, Confesercenti, Confartigianato) che maggiormente si erano esposte nel porre il problema rappresentato dall’uscita di Maggioli, che aveva commentato la notizia con “ho fatto quello che han fatto altri”, della serie “così fan tutti”. Quel “così fan tutti” ha finito però per mettere tutti d’accordo. Tutti o quasi sembrano ora convenire sulla necessità di far rientrare la questione, di fronte al rischio di una rottura insanabile, almeno nell’immediato, tra le varie componenti del mondo economico riminese. La parola d’ordine, nelle ultime settimane, è diventata “ricompattare” le associazioni di categoria. Anche per non andare incontro ad un più che probabile commissariamento dell’ente, nel caso di dimissioni di parte del Consiglio generale. Retromarcia dunque, tranne che da parte sindacale. E oggi dunque, salvo clamorose sorprese, la fiducia a Maggioli verrà rinnovata. Ma potrebbe anche essere una fiducia “a tempo”. Dietro la tregua, infatti, potrebbe esserci la richiesta di un passo indietro posticipato, prima della fine del mandato che scade nel 2014, lasciando la guida dell’ente al vice Salvatore Bugli (Cna). Tutto ciò, mentre la stampa nazionale continua ad interessarsi della vicenda Credito di Romagna, l’istituto bancario di cui Maggioli era stato amministratore e sul quale è arrivata a chiusura l’inchiesta giudiziaria che vede lo stesso Maggioli tra gli indagati e possibile oggetto quindi di un rinvio a giudizio (che riaprirebbe la questione delle dimissioni?). In un articolo pubblicato sabato scorso sul settimanale Plus24, in uscita insieme al Sole 24 Ore (l’organo di Confindustria), il nome di Maggioli viene ampiamente citato e compare al terzo posto nella lista, stilata dal settimanale, che riporta nomi dei componenti il cda della banca (definita il “bancomat dei consiglieri”) e i relativi prestiti ottenuti, in uno “sbilanciamento del tutto anomalo nell’erogazione di affidamenti verso parti correlate”. Tra il 2005 e il 2010 a Maggioli sarebbero andati prestiti per oltre 45 mln. Nell’elenco compaiono anche il sammarinese Ambrogio Rossini (57 mln) e Roberto Valducci (Valpharma), con 14,4 mln.

Tornando alle dimissioni di Maggioli, a rinnovare la richiesta è Sinistra e Libertà, per voce del coordinatore comunale Eugenio Pari, che definisce “risibili e soprattutto gravi” le motivazioni che starebbero dietro al dietrofront delle associazioni di categoria. “Invece, io credo – continua Pari – che più forte di queste ragioni sia stata la posizione di qualche giorno fa del presidente di Assindustria Focchi, che sostanzialmente ha richiamato le categorie a proposito della limpidezza in materia fiscale sul motto del “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Il testo del comunicato stampa

 

Comunicato stampa

Rimini, 11/03/2012

DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI (COORDINATORE COMUNALE SEL RIMINI): RIBADIAMO LA RICHIESTA DI DIMISSIONI DI MAGGIOLI DA PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO

Le associazioni di categoria fanno dietro front rispetto alla richiesta più che opportuna, necessaria direi, di dimissioni per Maggioli da presidente della Camera di commercio. Le motivazioni di questa scelta stanno nel fatto che ci sono in ballo questioni molto importanti: Palariccione e Aeroporto.

Queste motivazioni sono risibili e soprattutto gravi perché lasciano supporre che all’interno del sistema riminese non vi sia nessuno che possa gestire in modo adeguato queste vicende, soprattutto lasciano supporre che la politica non sia in grado di farlo.

Invece, io credo, che più forte di queste ragioni sia stata la posizione di qualche giorno fa del presidente di Assindustria Focchi, che sostanzialmente ha richiamato le categorie a proposito della limpidezza in materia fiscale sul motto del “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Per quanto riguarda SEL Rimini non possiamo che ribadire la richiesta di dimissioni già pronunciata dal nostro Gruppo consiliare ed affermare la piena sintonia con tale richiesta espressa anche dalla CGIL.

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