Archivi giornalieri: 23/09/2010

Interrogazione su “Bretella di collegamento Strada provinciale Via Coriano e Via Montescudo in zona Villaggio 1° Maggio”

La variante denominata “Bretella di collegamento Strada provinciale Via Coriano e Via Montescudo in zona Villaggio 1° Maggio” è difforme rispetto alla precedente variante approvata da Consiglio nel 2005.

Tale variante, i cui motivi restano tuttora sconosciuti soprattutto ai privati coinvolti, ricadrà su di un agriturismo (uno dei pochi, se non il solo nel nostro Comune) le cui caratteristiche sono lo spazio, il verde, il silenzio, la natura, l’ambiente e due importanti aree boschive che verranno abbattute dal nuovo tracciato. Quest’agriturismo peraltro collabora con la Provincia in quanto è riconosciuto dalla stessa come “fattoria didattica”, inoltre da anni una cooperativa svolge un’intensa attività ludico – ricreativa di straordinaria validità per il recupero infantile da disadattamento e carenza associativa.

Queste attività di straordinario interesse ambientale e sociale tutte riconosciute e tutelate dalla Provincia, le strategie turistiche volte ad incentivare la ricettività alberghiera del nostro entroterra si scontrano evidentemente con progetti come questo che, invece, farebbero sparire tutte queste importantissime iniziative.

Fatta questa premessa corre l’obbligo di sottolineare che il progetto di viabilità del 2005, che comunque interessava l’area ma in modo molto più marginale, ha costituito oggetto di pattuizioni contrattuali intercorse tra i privati e il Comune.

Ora, a fronte di queste obbligazioni, non può ora il Comune stesso modificare l’ubicazione della stessa viabilità se non chiedendo l’adesione dei soggetti sottoscrittori destinatari delle previsioni dello strumento urbanistico, cosa che, invece, non è mai stata fatta. Né, d’altro canto, valgono le previsioni del PUM che non costituiscono variante e quindi sono ininfluenti nel modificare il progetto del 2005.

Premesso tutto questo sono a richiedere:

–         quali sono le esigenze che hanno portato a proporre questo nuovo tracciato;

–         se l’Amministrazione comunale, venuta a conoscenza di questi fatti non intenda riconsiderare il nuovo tracciato tornando alla previsione del 2005. Se non intendesse farlo chiedo quali siano i motivi.

Ai sensi dell’art. 22 bis del Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale richiedo risposta scritta entro 5 giorni.

Il consigliere comunale

Eugenio Pari

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DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI (CAPOGRUPPO SEL RIMINI) SULLA CRISI DELLA MAGGIORANZA A RIMINI

Rimini, 22.09.2010

Comunicato stampa

Apprendo dalle considerazioni di Ravaioli e Agosta che a cercare la rottura saremmo stati noi consiglieri che da tre anni diciamo che il progetto Murri non andava bene.

Il sindaco, addirittura, accusa i “ribelli” di essere la causa della futura ed eventuale sconfitta alle urne. Si riduce la complessità di una critica ad una certa linea politica troppo incline ai poteri forti, a semplice critica della politica urbanistica in voga negli ultimi dodici anni. Queste posizioni sono auto consolatorie nel migliore dei casi, mistificatorie invece se parliamo politicamente, dopo aver ripetutamente dichiarata conclusa la politica della cementificazione, del motore immobiliare i colpi di coda di questa Giunta sono proprio dei motori immobiliari.

Dopo dodici anni è auto consolatorio dire che la crisi del centrosinistra l’hanno determinata i consiglieri “ribelli” e non le scelte stesse che hanno sempre più allontanato e fatto arrabbiare gli elettori del centrosinistra. L’elenco delle scelte non condivise è lungo, per quanto mi riguarda va dall’applicazione dell’addizionale Irpef fatta per pagare la festa di Capodanno, alla privatizzazione dei servizi educativi, passando per la privatizzazione dei servizi pubblici fino ad arrivare al taglio dell’assistenza domiciliare per anziani e non autosufficienti.

Scegliendo i poteri forti siano essi legati alla rendita immobiliare o ai poteri economici corporativi come è stato fatto negli ultimi dodici anni non si vince, invece si è aumentato e si aumenta il divario tra chi ha governato e intende continuare a farlo e le esigenze, i problemi e le aspirazioni delle persone in carne ed ossa.

Si sono creati in vitro esigenze del tutto fuori contesto, come per esempio lo stadio, per consentire colate di cemento, si tace davanti alla minacce di Aureli che tendono solo ad ottenere cambi di trasformazione d’uso e si mostrano i muscoli con gli anziani come nel caso delle case popolari. Su tutte queste cose, Agosta, dovrebbe ricordare la nostra critica, le nostre proposte inascoltate e il nostro atteggiamento mai accondiscendente nel voto. Ora si dice che queste critiche sono banali e strumentali visto il clima elettorale, ma io ribadisco che sono cose che si dicono almeno dal 2006 e ciò che è banale e veramente strumentale è inseguire la destra, imitarla, pensando di raccogliere consenso, mentre è vero il contrario e cioè che il consenso si perde perché tra l’originale proposta della destra e la copia del Pd chi ci crede sceglie la destra, mentre sempre più persone preferiscono starsene a casa.

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Sel non ha pentimenti: è solo speculazione

Dal Corriere di Rimini del 18.09.2010

RIMINI. Il consigliere comunale della Sel, Eugenio Pari, era già stato abbastanza chiaro alla vigilia del voto. In sintesi: siamo stanchi di motori immobiliari, il privato dal suo punto di vista fa il proprio interesse, ma il pubblico a un certo punto deve fissare un paletto. A voto negativo confermato la segreteria di Sinistra Ecologia Libertà, conferma la “bocciatura” punto per punto.

“Era già molto discutibile trasformare un immobile di proprietà pubblica in un centro commerciale – recita un nota -: dov’è infatti l’interesse pubblico di un simile intervento? Com’è possibile utilizzare dei finanziamenti statali per quel tipo di progetto? Ma questo diventa ancora più inaccettabile se si aggiunge a tutto ciò anche un cospiquo motore immobiliare di contenuto puramente speculativo che si affianca ad altri motori immobiliari previsti in aree immediatamente adiacenti (sottopasso Via Portofino, Banco alimentare)”.

Ancora. “Prendiamo atto che il nostro atteggiamento di lealtà nei confronti dell’amministrazione è stato del tutto ininfluente ai fini del pur minimo cambio di indirizzo da parte della maggioranza. Con la ripresa dei lavori del consiglio comunale l’approvazione della delibera sull’ex seminario e questa sulla Murri confermano l’esistenza di condizionamenti rispetto ai poteri forti legati alla rendita immobiliare che sempre abbiamo cercato di arginare con proposte e con una visione che invece tenga al primo posto gli interessi collettivi e consideri la città e il territorio come beni comuni”.

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Pari (Sel): “Pd legato a vecchie politiche, non andranno lontano”

La Voce di Rimini, 18.09.2010

RIMINI – (ta) E’ giunta l’ora dei saluti. La delibera della Murri ha definitivamente sancito lo strappo tra il Sel e la maggioranza, un rapporto ormai logoro e arrivato al capolinea “forse fuori tempo massimo” sottolinea Eugenio Pari. “Il nostro atteggiamento di lealtà nei confronti dell’amministrazione è stato del tutto ininfluente ai fini del pur minimo cambio di indirizzo da parte della maggioranza” si legge in una nota. “Anzi – sottolinea Pari – si è ricominciato il Consiglio comunale con alcune delle delibere più pesanti. Non c’è stata la minima intenzione di operare un cambiamento. Per questo non ci sono più i presupposti per andare avanti”. Il Sel prende le distanze da un’amministrazione accusata di “consociativismo” di essere “asservita ai poteri forti della città”. “Il Pd parla tanto di piano strategico, si fanno grandi proclami dicendo ‘basta al cemento, sì alla riqualificazione’, poi si approvano delibere come quella della Murri, che prevede un motore immobiliare di 46mila metri quadrati”. Pari replica anche alla Petitti, che ha evidenziato come il consigliere del Sel all’epoca dell’approvazione dell’accordo di programma fosse assessore provinciale all’urbanistica., Provincia che diede parere favorevole. “La Petitti dovrebbe fare più attenzione: l’accordo di programma è stato approvato mesi dopo le mie dimissioni. Detto questo va bene recuperare la Murri, ma anche la seconda guerra mondiale finì con la bomba atomica”. Come dire, con un paragone un po’ aggressivo: tutti d’accordo che la Murri così com’è è una vergogna, ma la soluzione scelta è tutt’altro che indolore. Pari porta anche gli esempi dell’ex seminario (“una dissoluzione di risorse pubbliche”) e quello del Novelli. “Il sindaco si è indignato sulla Murri, dicendo che non doveva essere abbattuta. E invece abbattere il Novelli è giusto? Nonostante i proclami siamo alle solite vecchie politiche”. Inutile dire che in prospettiva una nuova coalizione con il Pd pare esclusa. “Credo che se fosse stato al potere il centrodestra in 5 anni avrebbe fatto le stesse cose di questo centrosinistra. Spero ci sia una scossa civile e che si trovino le persone giuste per tutti coloro che vogliono un’alternativa. Il Pd così com’è è destinato alla sconfitta”.

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Dai giornali (1)

Dal Corriere di Rimini del 17.09.2010

Maggioranza appesa alla Murri

Eugenio Pari (Sel) non ha dubbi “il mio è un voto contrario. Non sono mai stato favorevole alla Murri. Al di là di questo, però, al Pd era stato chiesto un cambio di rotta. E quali sono state le risposte? La delibera sull’ex seminario e ora questa: mi sembra più che chiaro”.

Sarà accusato di rimarcare ancora di più la contrarietà all’interno della maggioranza.

“E io dico che è stata confermata l’arrendevolezza nei confronti di poteri forti della città. E poi non è vero che con un voto chiudiamo la vicenda, se è li da vent’anni ci sarà un motivo. Il privato farà sempre la politica del metro quadrato in più”

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