Archivi giornalieri: 25/07/2010

Sondaggio Politico-Elettorale

 Se domani si votasse per le elezioni politiche, per quale pèartito voterebbe?.
 

Sondaggio Politico-Elettorale

Osservatorio SKY Digis – Pubblicato all’interno del TG SKY del 19 luglio 2010

Pubblicato il 19/7/2010.

Autore: Digis S.r.l.

Committente/ Acquirente: Digis S.r.l.

Criteri seguiti per la formazione del campione: Campione rappresentativo dell’universo di riferimento per sesso, età, area geografica, ampiezza comune di residenza e condizione professionale

Metodo di raccolta delle informazioni: Interviste telefoniche assistite dal sistema C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: Totali casi:1000 – Universo di riferimento: popolazione italiana maggiorenne

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 16/07/2010 ed il 17/07/2010

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D’Alema, frullato preistorico

di Marco Travaglio

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/dalema-frullato-preistorico/2131275

Massimo D'Alema

La proposta sul governo di larghe intese è vecchia tanto nella forma quanto nei contenuti. Ma, soprattutto, è un maldestro tentativo di puntellare il berlusconismo al tramonto (22 luglio 2010)

C’è un che di preistorico nell’intervista rilasciata da Massimo D’Alema al “Corriere della sera” per proporre “un governo di transizione, di larghe intese o come vogliamo chiamarlo” (già, come vogliamo chiamarlo?).

Anzitutto per il linguaggio che fa impallidire le fumisterie politichesi di Rumor, Moro e Forlani. Un frullato di “prospettive incerte”, “prendere le mosse”, “preoccupazione vivissima per lo stato del Paese”, “momento di responsabilità in cui si affrontino i problemi del Paese”, naturalmente “con coraggio”, per “un nuovo patto sociale”, anzi “patto per la crescita”, insomma un “appello alla responsabilità per aprire una fase nuova”, una “soluzione temporanea legata a obiettivi precisi”, tipo “un compromesso ragionevole (guai se fosse irragionevole, ndr) tra nord e sud in materia di federalismo”, per sventare “gli elementi di scollamento” con il “maggior partito di opposizione” che è “pronto a riconoscere la logica di un ragionamento di questo tipo”.

Ma come parli, Max? Mancano solo le convergenze parallele e la pausa di riflessione. De Mita, al confronto, era Tacito. Una sola cosa emerge chiara e lampante dalla colata di piombo inflitta al “Corriere”: D’Alema non sopporta che Berlusconi defunga – com’era prevedibile da tutti, fuorché da lui – per motivi giudiziari anziché per la formidabile opposizione del Pd. Infatti sostiene, restando serio, che “non si esce da una crisi di questo tipo attraverso una soluzione giudiziaria, come immagina parte dell’opposizione, o attraverso una campagna moralista e giustizialista”. Che poi è esattamente il mantra berlusconiano: “No a una nuova Tangentopoli, no al giustizialismo e al giacobinismo”.

Il fatto è che, se Scajola, Brancher e Cosentino si sono dovuti dimettere, non è certo per i “salti di qualità” inventati da D’Alema, ma per le indagini penali che la sottocultura dalemiana ostinatamente e ostentatamente ignora dai tempi della Bicamerale (sarà un caso, ma in tutta l’intervista Max non dice una parola sulla condanna in appello per mafia di Dell’Utri, suo grande fan e supporter nella fallita corsa al Quirinale del 2006). //

La vuotaggine linguistica è figlia della nullaggine politica: chi, dinanzi alla catastrofe biblica che travolge il sistema, non trova di meglio che dire “fermiamoci un momentino altrimenti l’Italia va a rotoli”, appartiene al mondo dei trapassati.

Quando D’Alema deride Berlusconi per il “tentativo abbastanza maldestro di riassorbire Casini”, dimentica che lui, da due anni a questa parte, non fa altro che tentativi abbastanza maldestri di assorbire Casini (anche a rischio di regalare pure la Puglia al Pdl). E poi che altro sarebbe il “governo di transizione, di larghe intese o come vogliamo chiamarlo”, se non l’ennesimo tentativo abbastanza maldestro di puntellare il berlusconismo putrescente con l’accoppiata perdente Pd-Udc? Cose che capitano quando, come diceva Einstein, si affida la soluzione dei problemi a chi ha contribuito a crearli.

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DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI (CONSIGLIERE COMUNALE SEL): “SFRUTTAMENTO E OMBRA DELLA MALAVITA NELLE STRUTTURE ALBERGHIERE. ORA LE CATEGORIE SI FACCIANO PARTE DILIGENTE INSIEME ALLE ISTITUZIONI PER RISOLVERE IL PROBLEMA”

La denuncia della Filacms CGIL sulla situazione in alcune strutture alberghiere è un fatto importante che le istituzioni

Eugenio Pari

e le associazioni di categoria non possono permettersi di lasciar cadere nel vuoto.

Il fatto che sempre più spesso attività alberghiere vengano affittate o comprate per riciclare denaro sporco è un fatto serio e senza considerare l’enorme evasione fiscale che si annida in questo settore, motivo per cui la nostra realtà è salita ancora una volta alla ribalta nazionale, questi fatti si caratterizzano come fenomeni distorsivi della concorrenza a tutto svantaggio di chi invece fa impresa stando dentro le regole e cercando di fornire un servizio la cui qualità va a vantaggio dell’intero sistema turistico riminese. Molti alberghi sono visti solo come strumenti per far soldi attraverso la contrazione dei diritti e delle tutele ai lavoratori, offrendo un servizio pessimo, evadendo totalmente le tasse e senza continuità nel tempo della gestione all’insegna del “prendi i soldi e scappa”. Una situazione che, è bene ribadirlo, va a svantaggio non solo dei lavoratori, dei clienti, ma di tutta la categoria e del sistema turistico ricettivo riminese.

Rimarcare questa vera e propria macchia nera economica e sociale, non significa mettere sullo stesso piano gli operatori alberghieri e turistici, non significa criminalizzare intere categorie economiche, ma proprio le categorie economiche dovrebbero essere le prime a rilevare questi elementi malsani denunciandoli e quindi facendosi parte diligente insieme alle istituzioni per trovare una soluzione che ripristini la legalità e il rispetto delle norme in materia lavorativa così facendo andrebbe a tutto vantaggio dell’intero sistema turistico e quindi della maggioranza degli operatori del settore. Invece, troppo spesso, purtroppo sono le categorie che fraintendono e con atteggiamenti prossimi al vittimistismo fanno si che lo status quo rimanga quello desolante a cui ci si sta sempre più abituando.

Raccolgo l’invito fatto da Mauro Rossi della Filcams CGIL e dichiaro la totale disponibilità ad appoggiare e sostenere iniziative istituzionali che possano andare nella direzione individuata.

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