Archivio mensile:marzo 2010

DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI (CONSIGLIERE COMUNALE SEL RIMINI) SUL FENOMENO DELLA MAFIA A RIMINI

Rimini, 26 marzo 2010
Comunicato stampa

DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI (CONSIGLIERE COMUNALE SEL RIMINI) SUL FENOMENO DELLA MAFIA A RIMINI

Per commentare l’arresto di Giuseppe Palermo vorrei utilizzare le parole del Colonnello della Guardia di finanza Enrico Cecchi: “La mafia c’è se la si cerca”, quindi anche Rimini non è esente da questo fenomeno, non è esente da
anni e la presenza delle mafie si sta facendo sempre più pervasiva all’interno del tessuto economico e sociale della nostra realtà.

Non si tratta di alimentare alcuna psicosi collettiva, ma una volta per tutte va detto che le istituzioni e l’intera comunità riminese non possono fingere che questa presenza sempre più chiara non esista.

Io credo che il contrasto a questo cancro non possa svilupparsi riducendo gli ormai sempre più numerosi arresti a episodi di cronaca, né, tanto meno, dire che nonostante tutto questi fatti sono marginali. Occorre un’azione seria e
coerente, non una sottovalutazione. Occorre che tutte le istituzioni non fingano di non vedere ciò che purtroppo esiste ma che potrebbe turbare l’immagine della nostra realtà, occorre un’azione di contrasto prima di tutto
sul piano culturale. In questo senso sapere che l’Università di Rimini ha da tempo scelto di annullare un corso di “storia della criminalità organizzata”, il corso con più studenti, lascia davvero perplessi e occorre capire perché
questo sia successo.

Le istituzioni cittadine e il vasto mondo dell’associazionismo devono allearsi e trovare una iniziativa comune per praticare un contrasto sociale e culturale alla pervasività mafiosa che sempre più si sta registrando nel nostro
territorio.

Contrassegnato da tag , , , ,

DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI (CONSIGLIERE COMUNALE SEL RIMINI) SUL CENTRO GROTTAROSSA

Rimini, 24 marzo 2010
Comunicato stampa

DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI (CONSIGLIERE COMUNALE SEL RIMINI) SUL CENTRO GROTTAROSSA

Con l’attacco al Centro Grottarossa chi lo muove cerca una duplice finalità: da un lato screditare l’attività di uno dei pochi centri di aggregazione laici della città, dall’altro un attacco tutto politico nei confronti di Rifondazione, partito a cui rivolgo un sincero messaggio di solidarietà.
Gli elementi da cui parte l’iniziativa di quel Centro sono i valori fondanti della Costituzione e, anche se mi rendo conto dei tempi che corrono in questo Paese e che questo possa dar fastidio a qualcuno, tra di essi c’è l’antifascismo, la promozione di una cultura dell’inclusione sociale e della solidarietà.
Mi chiedo perchè il fatto che l’Università cancella corsi sulla mafia non abbia destato alcun moto di protesta nel centrodestra, noto, invece, che c’è qualcuno che preferisce accusare un centro, tra i fulcri nella nostra realtà proprio per la promozione della cultura della legalità e del contrasto alle mafie. Rispetto la professionalità del giornalista che si occupa di questo caso, ma ribadisco che rischia di prefigurarsi un disegno politico che tende a “normalizzare”
questa esperienza.
La campagna elettorale sta per terminare e c’è da augurarsi che con essa si concludano anche le strumentalizzazioni contro il Centro Grottarossa, perché altrimenti apparirebbe chiaro il tentativo di minare e svuotare l’identità progressista di un centro che ha sempre operato alla luce del sole.

Contrassegnato da tag , , ,