Archivio mensile:febbraio 2010

Salviamo il Teatro Novelli

Teatro Novelli Rimini

Appartamenti al posto del Teatro. I consiglieri comunali Pari, Pazzaglia e Giovagnoli lanciano un appello per salvare il Teatro Novelli dopo aver appreso, in via ufficiosa, della possibilità che il teatro Novelli possa lasciar spazio ad appartamenti.

Abbiamo già avuto modo di intervenire in passato, allorché – in via ufficiosa – ci era giunta notizia che per la ricostruzione del Teatro Galli, sarebbe stato venduto a privati il Teatro Novelli per realizzare appartamenti.
Se così sarà entreremmo nel guiness dei primati per aver abbandonato due teatri: il Galli, che se anche bombardato era rimasto pressoché in piedi e per ultimo il teatro Novelli.
Siamo assolutamente contrari a questa scelta che riteniamo deleteria per la nostra città perché cancellerebbe, oltre al manufatto, la storia di questo teatro dove sono passate le più importanti personalità del mondo della politica, della cultura, dell’economia, delle istituzioni ed organizzazioni internazionali. Possibile che non si debba pensare ad una utilizzazione diversa del Teatro Novelli allorché sarà completato il Teatro Galli? Perché non pensare di trasformarlo in un centro polivalente in cui ci siano sale per conferenze e dibattiti (visto che il comune ha solo la sala degli archi e del giudizio del tutto insufficienti di fronte alle numerose richieste), per piccoli concerti, per mostre fotografiche, una sala di proiezione, spazi per attività culturali (bookshoop letterari) rivolte ai giovani. Una struttura che renderebbe quell’area un punto di attrazione e riferimento sia in inverno che in estate non solo per i cittadini ma anche per gli ospiti; un’area che ridarebbe vita a un luogo (quello di marina centro) dove non esistono strutture pubbliche finalizzate alle attività indicate che offrirebbero opportunità diverse ai fruitori del centro della città balneare.
Siamo del tutto contrari a questa ipotesi perché la consideriamo un durissimo colpo nei confronti della memoria e della storia della nostra città, se decisione fosse definitiva crediamo di aver perso un’occasione per riqualificare un’area che fa parte del cuore della città balneare.

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Lettera aperta alla sinistra riminese

Rimini, 8 febbraio 2010

Lettera aperta alla sinistra riminese

La sinistra italiana vive una crisi profonda. Bisogna ricostruire i fondamenti politici, sociali e culturali per costruire una sinistra adatta ai tempi e alle trasformazioni della società. Gli accordi elettorali, che comunque rappresenterebbero un passo in avanti, sono utili, ma insufficienti di fronte alla crisi presente. La sinistra italiana, così come l’abbiamo conosciuta non c’è più, possiamo accontentarci di tirare a campare fra un’elezione parziale ed un altra ma essa è ormai morta. È morta quella sinistra che sapeva creare ed indicare una idea di società, intercettare i bisogni, le aspettative delle persone tramutandole in proposta politica. È morta perché è venuta meno alla propria funzione storica concentrata troppo sui tatticismi elettorali promossi e rappresentati da dirigenti zelanti selezionati secondo criteri di affinità o di fedeltà, comunque sempre in continuità con quelli consolidati, mortificando sensibilità, entusiasmo e capacità considerate non omogenee. Non solo non si promuove l’autonomia, ma questi gruppi dirigenti fallimentari, temono qualunque iniziativa possa mettere in pericolo la stabilità dei rapporti di potere. Scriveva Luigi Pintor: “la sinistra non deve vincere domani, ma operare ogni giorno e invadere il campo. Il suo scopo è reinventare la vita in un’era che ce ne sta privando in forme mai viste”. La crisi sociale e morale che pervade ogni aspetto della vicenda italiana è cosa troppo seria perché si possa affrontare con le modalità con cui la sinistra ha operato negli ultimi anni.

La vittoria alle primarie di Vendola è il segnale positivo del fatto che non tutto è perduto e laddove i cittadini vedono onestà e buongoverno sanno scegliere bene. Ma non basta il leader, occorre un nuovo terreno su cui confrontarci per ricostruire un’idea, è necessario dare origine ad uno spazio inteso come strumento di partecipazione e attivazione di tutti quei soggetti che ostinatamente e in modo generoso provano a praticare il cambiamento. La questione è, insomma, ben più complessa della sola politica delle alleanze o elettorale, la questione è se oggi, non in un tempo imprecisato, la sinistra è o non è in grado di indicare un futuro diverso, una diversa ipotesi di società rompendo con le compatibilità date dal sistema che sempre più deve essere riformato in senso democratico e popolare. Di fronte alla slavina della destra, alla egemonia culturale della destra, al governismo cristallizzato del Pd e al crollo con conseguente scomparsa istituzionale della sinistra siamo tutti vittime, il tema è però se siamo in grado di raccogliere quanto di valido c’è nelle nostre identità e storie per creare qualcosa di nuovo, oppure se continuare a nasconderci dietro simboli che, sia pure gloriosi, impediscono una azione di rinnovamento. Non possiamo vivere nel ricordo dei bei tempi andati, quei tempi sono finiti, bisogna sapere andare avanti.

Credo che ciò che si definisce “sinistra” a Rimini possa, anzi, debba tentare il terreno del dialogo con l’auspicio di una fusione con tutte quelle realtà che ogni giorno operano per una reale e concreta trasformazione dell’attualità che li circonda. Ma una fusione di storie diverse può esserci solo se si è saldi nei propri valori di riferimento; solo se si crede davvero in ciò che si dice e in ciò si fa è possibile confrontarsi con gli altri senza il timore di essere depauperati, agire nella consapevolezza che le nostre storie per continuare ad avere una minima funzione devono essere messe a disposizione di un progetto più grande, contaminandosi con le storie e le idee degli altri che giorno dopo giorno cercano di cambiare il mondo.

Al centro dell’impegno politico della sinistra non ci devono essere gli interessi di qualcuno o gli affari di gruppi di potere, ma le persone che vivono nella nostra città con i loro fondamentali bisogni umani. È nella città in cui viviamo che possiamo trovare gli strumenti per affrontare assieme le difficoltà del nostro tempo e coltivare la speranza di una vita migliore per tutti. Le città dove oggi si scaricano le tensioni e i problemi del pianeta, sono anche i luoghi dove possiamo cercare le risposte più concrete ed efficaci. È qui che le persone vivono tutti i giorni. È qui che ciascuno può trovare l’aiuto di cui ha bisogno, la forza di vincere le paure, la comunità in cui vivere bene, in pace e con fiducia. Questo è l’obiettivo a cui dobbiamo tendere, partendo dai bisogni che si esprimono sui territori e non applicando le direttive dei dirigenti del livello territoriale superiore. Praticare la diversità della sinistra senza però cadere nella supponenza di chi si sente portatore di verità esclusive, cercare di realizzare un’opera degna e meritoria a beneficio di tutti è la migliore ricompensa per chi intende fare una politica di sinistra.

Eugenio Pari,  Consigliere comunale Sinistra ecologia libertà di Rimini

Armando Cossutta e Eugenio Pari

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Sondaggio politico elettorale

Sondaggio IPSOS per puntata di BALLARO’del 2 febbraio 2010 – “Lavoro e giustizia”.  Pubblicato il 3/2/2010

http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/

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Sondaggio Politico-Elettorale

Sondaggio Politico-Elettorale

 Sondaggio IPSOS per puntata di Ballarò del 26 gennaio 2010 – “Gli schieramenti e il governo di fronte al voto regionale” Pubblicato il 28/1/2010.

 Domanda : In caso di nuove elezioni, quali di queste liste o partiti voterebbe?.

Federazione della Sinistra (Prc + Pdci) 2,3%; Sinistra Ecologia Libertà 2%; Verdi 0,8%; Partito Socialista Italiano 0,3%; PD 29,5%; Lista Pannella – Bonino 1,1%; Italia dei valori (Lista Di Pietro) 6,8%; Alleanza per l’Italia (Rutelli) 0,5%; Udc 6,2%; PDL 38,5%; Lega nord 10,2% MPA (Movimento per le autonomie) 0,4%; La Destra 0,8%; Altri 0,6%; Totale 100%

 Indecisi (non voto) 35,2%

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