Archivi giornalieri: 24/11/2008

Rimini, confessano quattro giovani: ‘Abbiamo incendiato noi il clochard’

http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/cronaca/rimini-senza-casa/quattro-giovani-fermati/quattro-giovani-fermati.html

RIMINI – Hanno confessato i quattro giovani incensurati fermati dalla squadra mobile di Rimini con l’accusa di essere i responsabili del tentato omicidio di Andrea Severi, il clochard tarantino di 44 anni che fu dato alle fiamme mentre dormiva su una panchina lo scorso 10 novembre.
I quattro sono Alessandro Bruschi, 20 anni, barista; Matteo Pagliarani, 19 anni, impiegato in un laboratorio di analisi; Enrico Giovanardi, 19 anni, elettricista; Fabio Volanti, 20 anni, studente. Sono tutti nati a Rimini da famiglie che il capo della mobile Nicola Vitali ha definito “modestissime ma normali”.
Dietro il loro gesto, ha spiegato Davide Ercolani, il pubblico ministero che ha condotto le indagini, non ci sarebbero motivazioni razziali o politiche, ma solo la volontà di compiere una bravata. Nella loro confessione hanno ammesso di essere stati anche gli autori di precedenti vessazioni nei confronti dello stesso clochard, che era già stato preso di mira nei mesi scorsi con lanci di sassi e piccoli petardi.
Gli inquirenti sono partiti dalle testimonianze di alcuni cittadini. Uno di loro aveva segnalato di aver visto una macchina la cui targa conteneva una ‘G’; altri hanno riferito di aver ascoltato strani discorsi da parte di un gruppo di giovani a proposito dell’episodio. La Mobile ha ottenuto l’autorizzazione per piazzare microfoni ambientali nei luoghi dove il gruppetto era solito riunirsi, e sono stati messi sotto controllo i telefoni cellulari di tutti i componenti. Da qui le prove dell’accaduto: i quattro parlavano apertamente del loro gesto, inizialmente soddisfatti del clamore suscitato, poi preoccupati di come le indagini stavano andando avanti. Questa mattina sono stati prelevati dalle loro abitazioni e portati in Questura.
Prima hanno negato tutto, poi hanno finito per confessare, compresi gli episodi precedenti, quando avevano tirato sassi e mortaretti sempre contro Severi.
Il 10 novembre i quattro giovani hanno acquistato la benzina in un distributore, si sono fermati accanto alla panchina dove dormiva il senzatetto e hanno versato il liquido infiammabile: sembra che materialmente il gesto sia stato compiuto da Bruschi. Quando hanno visto che l’uomo si contorceva tra le fiamme sono scappati via senza minimamente pensare a soccorrerlo. Nessun tentativo di giustificare il loro gesto: voleva essere solo una terribile bravata, nessuna matrice politica o razzista.  “Si conoscevano tutti, possiamo definirli una banda, e al telefono tra loro commentavano con soddisfazione sia il risultato del loro gesto sia la risonanza ottenuta”, ha spiegato Vitali a Radio Capital (audio). “Sono ragazzi di famiglie modeste, ma normali, con genitori che lavorano. In passato avevano già preso di mira la vittima con altri episodi” ha aggiunto il funzionario di polizia. Il reato ipotizzato nei loro confronti è di tentato omicidio.
Andrea Severi, ricoverato al centro grandi ustionati di Padova, ora è fuori pericolo ma ha rischiato di morire e ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sul cinquanta per cento del corpo.

(24 novembre 2008)

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«Contratti e redistribuzione del reddito: la medicina per rilanciare l’economia»

di Giuseppe Vespo

«La situazione economica rischia di infliggere danni a milioni di persone. La politica deve porvi rimedio». Come? «Partendo dalla redistribuzione dei redditi». Parola di Luciano Gallino, che ai mali estremi della crisi opporrebbe «un concetto che oggi fa paura anche a sinistra», ma che trova una sua ragion d’essere se si guarda – come fa il sociologo – agli ultimi vent’anni della nostra storia economica.
«In questo lasso di tempo – spiega Gallino – otto punti di Pil sono passati dal lavoro dipendente ai profitti e alle rendite finanziarie. Parliamo di circa 120 miliardi di euro sottratti ai lavoratori dipendenti. Bisognerebbe ricominciare da qui, ma mi rendo conto che i rapporti di forza e le teorie economiche di questi tempi non lo permettono».
Quindi?
«Quindi andrebbe almeno salvato il salvabile. Il primo strumento da rinforzare sarebbero i contratti nazionali di lavoro, che oggi invece rischiano di essere smantellati. Poi gli ammortizzatori sociali – «parola barbara» che il professore sostituirebbe con «mezzi per la sicurezza socioeconomica» o «per il reintegro nel mondo del lavoro» – per i quali le risorse sono state sprecate. Per esempio con l’abolizione dell’Ici, il governo Berlusconi ha sottratto ai Comuni due-tre miliardi di euro che potevano essere investiti sul territorio in politiche di tutela a favore di chi perde il lavoro o il contratto».
Come i precari, che in massa oggi non si vedono rinnovati i contratti in scadenza…
«Da qualche anno ormai parlo dei “precari per legge”: ci sono stati presentati come un’innovazione del mercato del lavoro e ora ce ne ritroviamo tra i quattro e i cinque milioni solo nel nostro Paese. Ora che l’economia non gira, le aziende possono liberarsene e loro si trovano senza alcuna tutela. Se si fosse capito subito che si tratta di un fenomeno nocivo, magari oggi ce ne sarebbero la metà.
Eppure, secondo chi li ha sostenuti, i contratti a tempo hanno permesso la creazione di nuovi posti di lavoro.
«Il precedente governo Berlusconi vantava la creazione di un milione di posti di lavoro. In realtà si trattava di occupazione sommersa che è stata regolarizzata ed è rientrata nei campioni di rilevazione dell’Istat.
E Di fronte alle difficoltà di oggi, come si sta muovendo l’esecutivo?
«Va verso il disastro: penso alla Finanziaria, che prevede la privatizzazione di beni pubblici fondamentali come gli acquedotti; penso alla Sanità, alla scuola e alla ricerca, ai trasporti. Privatizzare vuol dire esporre anche queste risorse alla speculazione economica».
Però tutti invocano l’aiuto dello Stato.
«Come è già avvenuto in Gran Bretagna, con la nazionalizzazione delle banche o negli Stati Uniti con l’intervento pubblico a favore dei più grossi enti finanziari, anche in Italia chi fino a sei mesi fa sosteneva l’idea di un mercato libero e sgombro da intralci o regole, chiede l’intervento pubblico. Ma c’è bisogno di un grande salto, di una nuova stagione che trasformi la crisi in un’occasione di riscatto della politica sull’economia. Una politica che non subisca regole e condizionamenti ma che le imponga. Perché il neoliberismo e il medioperiodismo – secondo cui bisogna guadagnare subito, là dove il profitto ottenuto grazie alle plusvalenze azionarie è immediato – è un sistema che ha fatto crac. È fallito.

21 Nov 2008
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Senzatetto a fuoco: Squadra Mobile ferma quattro giovani

La posizione di quattro giovani riminesi poco più che diciottenni, incensurati e di buona famiglia è al vaglio degli inquirenti che stanno indagando sul tentativo di omicidio del 44enne Andrea Severi:

RIMINI | 24 novembre 2008 | il senzatetto tarantino era stato dato alle fiamme mentre dormiva su una panchina a Rimini lo scorso 10 novembre. Severi, che ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sul cinquanta per cento del corpo, è ancora ricoverato al centro grandi ustionati di Padova.
I giovani sono stati individuati dalla squadra mobile della questura di Rimini, nell’eventualità di un fermo di polizia giudiziaria per tentativo di omicidio.
I particolari dell’operazione saranno illustrati in una conferenza stampa alle 15 nel Tribunale di Rimini dai vertici della Procura. (ANSA).

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Costruire la Sinistra: il tempo è adesso

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Le ragazze e i ragazzi che in questi giorni portano la loro protesta in tutte le piazze del paese per una scuola che li aiuti a crearsi un futuro ci dicono che la speranza di un’altra Italia è possibile. Che è possibile reagire alla destra che toglie diritti e aumenta privilegi. Che è possibile rispondere all’insulto criminale che insanguina il Mezzogiorno e vuole ridurre al silenzio le coscienze più libere. Che è possibile dare dignità al lavoro, spezzando la logica dominante che oggi lo relega sempre più a profitto e mercificazione. Che è possibile affermare la libertà delle donne e vivere in un paese ove la laicità sia un principio inviolabile. Che è possibile lavorare per un mondo di pace. Che è possibile, di fronte all’offensiva razzista nei confronti dei migranti, rispondere – come fece Einstein – che l’unica razza che conosciamo è quella umana. Che è possibile attraverso una riconversione ecologica dell’economia contrastare i cambiamenti climatici, riducendone gli effetti ambientali e sociali. Che è possibile, dunque,  reagire ad una politica miserabile la quale, di fronte alla drammatica questione del surriscaldamento del pianeta, cerca di bloccare le scelte dell’Europa in nome di una cieca salvaguardia di ristretti interessi.
Cambiare questo paese è possibile. A patto di praticare questa speranza che oggi cresce d’intensità, di farla incontrare con una politica che sappia anche cambiare se stessa per tradurre la speranza di oggi  in realtà. E’ questo il compito primario di ciò che chiamiamo sinistra.
Viviamo in un paese e in un tempo che hanno bisogno  di un ritrovato impegno e di una nuova sinistra, ecologista, solidale e pacifista. La cronaca quotidiana dei fatti è ormai una narrazione impietosa dell’Italia e della crisi delle politiche neoliberiste su scala mondiale. Quando la condizione sociale e materiale di tanta parte della popolazione precipita verso il rischio di togliere ogni significato alla parola futuro; quando cittadinanza, convivenza, riconoscimento dell’altro diventano valori sempre più marginali; quando le donne e gli uomini di questo paese vedono crescere la propria solitudine di fronte alle istituzioni, nei luoghi di lavoro – spesso precario, talvolta assente – come in quelli del sapere; quando tutto questo accade  nessuna coscienza civile può star ferma ad aspettare.  Siamo di fronte ad una crisi che segna un vero spartiacque. Crollano i dogmi del pensiero unico che hanno alimentato le forme del capitalismo di questi ultimi 20 anni. Questa crisi rende più che mai attuale il bisogno di sinistra, se essa sarà in grado di  farsi portatrice di una vera alternativa di società a livello globale.
E’ alla politica che tocca il compito, qui ed ora, di produrre un’idea, un progetto di società, un nuovo senso da attribuire alle nostre parole. Ed è la politica che ha il compito di dire che un’alternativa allo stato presente delle cose è necessaria ed è possibile. La destra orienta la sua pesante azione di governo – tutto è già ben chiaro in soli pochi mesi – sulla base di un’agenda che ha nell’esaltazione persino esasperata del mercato e nello smantellamento della nostra Costituzione repubblicana i capisaldi che la ispirano. Cosa saranno scuola e formazione, ambiente, sanità e welfare, livelli di reddito e qualità del lavoro, diritti di cittadinanza e autodeterminazione di donne e uomini nell’Italia di domani, quel domani che è già dietro l’angolo, quando gli effetti di questa destra ora al governo risulteranno dirompenti e colpiranno dritto al cuore le condizioni di vita, già ora così difficili, di tante donne e uomini?
E’ da qui che nasce l’urgenza e lo spazio – vero, reale, possibile, crescente – di una nuova sinistra che susciti speranza e chiami all’impegno politico, che lavori ad un progetto per il paese e sappia mobilitare anche chi è deluso, distratto, distante. Una sinistra che rifiuti il rifugio identitario fine a sé stesso, la fuga dalla politica, l’affannosa ricerca dei segni del passato come nuovi feticci da agitare verso il presente. Una sinistra che assuma la sconfitta di aprile come un momento di verità, non solo di debolezza. E che dalle ragioni profonde di quella sconfitta vuole ripartire, senza ripercorrerne gli errori, le presunzioni, i limiti. Una sinistra che guardi all’Europa come luogo fondamentale del proprio agire e di costruzione di un’alternativa a questa globalizzazione. Una sinistra del lavoro capace di mostrare come la sua sistematica svalorizzazione sia parte decisiva della crisi economica e sociale che viviamo.
Per far ciò pensiamo a una sinistra che riesca finalmente a mescolare i segni e i semi di più culture politiche per farne un linguaggio diverso, un diverso sguardo sulle cose di questo tempo e di questo mondo. Una politica della pace, non solo come ripudio della guerra, anche come quotidiana costruzione della cultura della  non violenza e della cooperazione come alternativa alla competizione. Una sinistra dei diritti civili, delle libertà, dell’uguaglianza e delle differenze. Una sinistra che non sia più ceto politico ma luogo di partecipazione, di ricerca, di responsabilità condivise. Che sappia raccogliere la militanza civile, intellettuale e politica superando i naturali recinti dei soggetti politici tradizionali. E che si faccia carico di un’opposizione rigorosa , con l’impegno di costruire un nuovo, positivo campo di forze e di idee per il paese. La  difesa del contratto nazionale di lavoro, che imprese e governo vogliono abolire per rendere più diseguali e soli i lavoratori e le lavoratrici è per noi l’immediata priorità, insieme  all’affermazione del valore pubblico e universale della scuola e dell’università e alla difesa del clima che richiede una vera e propria rivoluzione ecologica nel modo di produrre e consumare.
Lavorare da subito ad una fase costituente della sinistra italiana significa  anche spezzare una  condizione di marginalità – politica e persino democratica –  e  scongiurare la deriva bipartitista , avviando   una  riforma delle pratiche politiche novecentesche.
L’obiettivo è quello di lavorare a un nuovo soggetto politico della sinistra italiana attraverso un processo che deve avere concreti elementi di novità: non la sommatoria di ceti politici ma un percorso democratico, partecipativo, inclusivo. Per operare da subito promuoviamo l’associazione politica “Per la Sinistra”, uno strumento leggero per tutti coloro che sono interessati a ridare voce, ruolo e progetto alla sinistra italiana, avviando adesioni larghe e plurali.
Fin da ora si formino nei territori comitati promotori provvisori, aperti a tutti coloro che sono interessati al processo costituente , con il compito di partecipare alla realizzazione, sabato 13 dicembre, di una assemblea nazionale. Punto di partenza di un processo da sottoporre a gennaio a una consultazione di massa attorno a una carta d’intenti, un nome, un simbolo, regole condivise. Proponiamo di arrivare all’assemblea del 13 dicembre attraverso un calendario di iniziative  che ci veda impegnati, già da novembre, a costruire un appuntamento nazionale sulla scuola e campagne  sui  temi    del   lavoro e dei diritti negati, dell’ambiente e contro il nucleare civile e militare e per lo sviluppo delle energie rinnovabili.
Sappiamo bene che non sarà un percorso semplice né breve, che richiederà tempo, quel tempo che è il luogo vero dove si sviluppa la ricerca di altri linguaggi, la produzione di nuova cultura politica, la formazione di nuove classi dirigenti. Una sinistra che sia forza autonoma – sul piano culturale, politico, organizzativo – non può prescindere da ciò. Ma il tempo di domani è già qui ed è oggi che dobbiamo cominciare a misurarlo. Ecco perché diciamo che questo nostro incontro segna, per noi che vi abbiamo preso parte, la comune volontà di un’assunzione individuale e collettiva di responsabilità. La responsabilità di partecipare a un percorso che finalmente prende avvio e di voler contribuire ad estenderlo nelle diverse realtà del territorio, di sottoporlo ad una verifica larga, di svilupparlo lavorando sui temi più sensibili che riguardano tanta parte della popolazione e ai quali legare un progetto politico della sinistra italiana, a cominciare dalla pace, dall’equità sociale e dal lavoro, dai diritti e dall’ambiente alla laicità.
Noi ci impegniamo oggi in questo cammino. A costruirlo nel tempo che sarà richiesto. A cominciare ora.

Roma, 7 novembre 2008

 
Primi firmatari:

Mario    Agostinelli, Vincenzo Aita, Ritanna Armeni, Alberto Asor Rosa, Angela Azzaro, Fulvia     Bandoli, Katia Belillo, Giovanni Berlinguer, Piero Bevilacqua, Jean Bilongo, Maria Luisa Boccia, Luca Bonaccorsi, Sergio Brenna, Luisa Calimani, Antonio Cantaro, Luciana Castellina, Giusto Catania, Paolo Cento, Giuseppe Chiarante, Raffaella Chiodo, Marcello Cini, Lisa Clark, Maria Rosa Cutrufelli, Pippo Delbono, Vezio De Lucia, Paolo De Nardis, Loredana De Petris, Elettra Deiana, Carlo De Sanctis, Arturo Di Corinto, Titti Di Salvo, Daniele Farina, Claudio Fava, Carlo Flamigni, Enrico Fontana, Marco Fumagalli, Luciano Gallino, Giuliano Giuliani, Umberto Guidoni, Leo Gullotta, Margherita Hack, Paolo Hutter, Francesco Indovina, Rosa Jijon, Francesca Koch, Wilma Labate, Simonetta Lombardo, Francesco Martone, Graziella Mascia, Gianni Mattioli, Danielle Mazzonis, Gennaro Migliore, Adalberto Minucci, Filippo Miraglia, Marco Montemagni, Serafino Murri, Roberto Musacchio, Pasqualina Napoletano, Diego Novelli, Alberto Olivetti, Moni Ovadia, Italo Palumbo, Giorgio Parisi, Luca Pettini, Elisabetta Piccolotti, Paolo Pietrangeli, Fernando Pignataro,  Bianca Pomeranzi, Alessandro Portelli, Alì Rashid, Luca Robotti, Massimo Roccella, Stefano Ruffo, Mario Sai, Simonetta Salacone, Massimo L. Salvadori, Edoardo Salzano, Bia Sarasini, Scipione Semeraro, Patrizia Sentinelli, Massimo Serafini, Tore Serra, Giuliana Sgrena, Aldo Tortorella, Gabriele Trama, Mario Tronti, Nichi Vendola

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