Archivi giornalieri: 12/11/2008

PRESIDIO DI SOLIDARIETA’

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la panchina di Andrea Severi

Danno fuoco a senzatetto: è in gravi condizioni. Ignoti hanno tentato dato fuoco a un senzatetto mentre l’uomo dormiva su una panchina di via Flaminia, zona Colonnella.
Prima gli hanno versato addosso una tanica di benzina. Le ustioni su tutto il corpo si sono rivelate cosi’ gravi da imporne il trasferimento immediato al centro grandi ustionati di Padova, dove l’uomo versa in gravissime condizioni.
La sua identità non é ancora stata accertata: la Polizia scientifica sta cercando di rilevarne le impronte per l’identificazione.
Dovrebbe però trattarsi di un senzatetto di nome Andrea, barba lunghissima che stazionava da tempo in città. Prima in via Santa Chiara, poi al parco al Cervi, al Parco Ausa, e da due anni in zona Colonnella, sulla panchina di fronte alla chiesa, all’altezza del supermercato Dico. Negli anni passati aveva frequentato anche la Caritas Diocesana

Presidio di solidarietà

 

Giovedì 13 novembre – ore 18.00

 

Piazza Cavour – Rimini

 

Siete pregati di diffondere la notizia

Appello alla solidarietà dei cittadini riminesi

di Eugenio Pari

Nella notte dell’11 novembre Andrea Severi, cittadino di Rimini, è stato cosparso di benzina e incendiato. Sempre nella stessa notte sono stati incendiati giacigli di altri cittadini senza fissa dimora a Riccione. Questi due atti dimostrano una inquietante corrispondenza, sono le tappe di un tragitto folle e disumano che qualcuno ha voluto percorrere. Vi sono stati in passato casi molto gravi di violenza su cittadini immigrati, nomadi e senza fissa dimora.

È un gesto indescrivibile, la cui brutalità lascia sgomenti, ma Rimini non può tacere e far finta di nulla deve reagire dimostrando la propria solidarietà e la propria umanità!

Questo fatto segna una ferita profonda per tutta la comunità riminese, una ferita alla sua cultura dell’accoglienza, del rispetto per la differenza e alla solidarietà verso i più deboli che Rimini è sempre stata in grado di dimostrare. Scuote alla base le nostre coscienze e le radici democratiche di Rimini.

La città, le istituzioni, le associazioni e ognuno di noi deve interrogarsi su questo gesto infame e sulla solitudine di sempre più cittadini, solitudine dettata dalle condizioni materiali di vita che in molti casi sono drasticamente peggiorate anche a Rimini.

Ci sono una pluralità di strutture e di soggetti che quotidianamente svolgono una attività meritoria e disinteressata per cercare di sollevare dal disagio sempre più donne e uomini riminesi, praticando con gesti concreti la cultura della solidarietà e dell’accoglienza, ma se non vi sarà una presa di coscienza di tutti noi questo impegno rischia di fallire con gli esiti a cui purtroppo abbiamo assistito.

Quanto è successo non può lasciare indifferente nessuno, tutti siamo coinvolti!

La città deve riflettere sui propri modelli culturali e sociali sulla violenza brutale che sta comunque nelle pieghe della nostra cultura e ricreare da sé, con il sostegno delle istituzioni, gli anticorpi democratici e di solidarietà affinché mai più si debba assistere a un fatti simili.

Una riflessione da cui nasca un’azione che sia in grado di mettere in discussione l’ordine dei valori consegnato da un modello di società basato sui consumi, che troppo spesso riduce la vita umana a semplice merce, quindi, come tale può essere anche espulsa e dove sempre più prevale la ragione del più forte sul diritto del più debole.

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