Archivi giornalieri: 22/10/2008

PER UNA COSTITUENTE DI SINISTRA ANCHE A RIMINI

È un ricordo del periodo più bello, e determinante di una vita. È finito, bisogna sapere ricominciare.”

Pier Paolo Pasolini su Vie Nuove (1962)
La netta vittoria della destra e la contemporanea sconfitta elettorale della sinistra, la sua frantumazione dopo un infelice tentativo di unità, i limiti evidenti comparsi nella stagione congressuale, lasciano aperti e irrisolti due problemi: l’organizzazione di un’opposizione sociale, politica e culturale al governo della destra e la costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra. Le due questioni sono fra loro intrecciate, nei temi e nei tempi. Come questo può avvenire è tema di un confronto che deve vedere la partecipazione di tutti quei soggetti che credono nella critica politica senza rifuggire dalla stessa.

La profonda crisi economica e sociale, dettata dalla finanziarizzazione e dalle rendite in economia apre un paradosso. Da un lato le contraddizioni di questo modello sono sotto gli occhi di tutti. Dall’altro lato la sinistra italiana macina sconfitte, annaspa nel vuoto, è in crisi d’identità. La sinistra rischia di sparire quando i suoi avversari storici sono scossi fin dalle fondamenta e proprio quando la società avrebbe bisogno di un progetto di alternativa che parta dall’ambiente, dalla partecipazione, dall’affermazione dei diritti, insomma, di un progetto di sinistra.

I congressi di partito pur nella loro diversità, fanno emergere progetti che non vanno al di là di qualche mese, al massimo si spingono fino alla soglia delle prossime scadenze elettorali, amministrative ed europee, della prossima primavera. La sinistra appare prigioniera, più che immersa, di un presente che ne esalta l’autoreferenzialità e le spinte identitarie. In questo modo non può nascere niente. La sinistra deve rimettersi in cammino, cercando la direzione giusta se vuole essere un soggetto di trasformazione democratica della società. Per questo è indispensabile una analisi collettiva delle nuove contraddizioni. Solo dallo sforzo della risoluzione dei nuovi problemi può rinascere una sinistra che dia risposte alla tremenda crisi di civiltà che fa da sfondo a tutte le vicende contemporanee. Una sinistra senza aggettivi, memore del passato ma non prigioniera di esso e delle sue categorie, una sinistra capace di produrre senso, non solo di cercare consensi.

La scommessa del Partito democratico, risulta debole, insufficiente e lascia un grande vuoto a sinistra. Ma questo spazio non può essere riempito senza una forte soggettività di pensiero e di azione, di fronte all’attuale sconfitta c’è il pericolo concreto che prevalga una scelta contemplativa o un generico ribellismo.

Per intraprendere questo cammino la sinistra ha bisogno di umiltà e coraggio. L’umiltà di chi sa di non avere delle risposte precostituite e il coraggio di chi è consapevole che le scelte vanno fatte. Occorre quindi aprire una riflessione pubblica sui grandi temi che riguardano il sistema globale e anche su quelli che riguardano il governo locale che hanno tratti comuni: l’aggressione all’ambiente, la precarizzazione del lavoro e dell’esistenza, lo svuotamento della democrazia e la tecnicizzazione dei sistemi di governo. Tutto ciò produce astensione e sfiducia verso la politica.

La crisi della sinistra non ha però cancellato l’esistenza di centri di iniziativa e produzione culturale. Da questi giungono idee, pratiche, indicazione oltre che la preziosa disponibilità a partecipare in prima fila alla costruzione di una opposizione alle destre per un nuovo soggetto di alternativa. Raccogliere e mettere a confronto queste esperienze che se lasciate isolate rischierebbero di esaurirsi è un passo decisivo nella costituente di una nuova sinistra. Per questo la discussione che proponiamo sarà aperta e non circoscritta ad ambiti partitici. Non è l’identità del passato che cerchiamo, ma quella del futuro.

Se condividi la necessità di incontrarci per discutere ci vedremo

LUNEDI’ 27 OTTOBRE 2008 ALLE ORE 21.00

presso

CASA DELLA PACE, VIA TONINI 5 – RIMINI

(VICINO MUSEO COMUNALE)

Siete pregati di diffondere la notizia ad amici, compagni e conoscenti

info: 346.3756798; 334.6766149

Annunci

DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI SULL’INFILTRAZIONE DI ORGANIZZAZIONI CRIMINALI NELLA NOSTRA REALTA’

Eugenio Pari

Rimini, 21 ottobre 2008

L’infiltrazione nel nostro territorio di soldi e attività della criminalità organizzata, in particolare del famigerato clan dei casalesi, come riportato da una relazione della DIA (Direzione investigativa antimafia) è un fenomeno in costante crescita che sarebbe grave sottovalutare e considerare solo come notizia giornalistica. La questione è tremendamente seria e nessuno vuole fomentare facili allarmismi.
Non è da oggi che la Commissione parlamentare antimafia e la DIA stessa evidenziano queste infiltrazioni, ma la crescita delle attività criminose, in particolare della camorra, è esponenziale, anche grazie ad una predisposizione del nostro tessuto economico che per caratteristiche si presta ai fenomeni di riciclaggio.

Aumentano, cosa gravissima, i fenomeni di estorsione con il rischio di soffocare le tante attività economiche della nostra realtà.L’economia della rendita è un ottimo canale per chi deve investire ingenti capitali frutto di attività criminali, la sovrabbondanza di immobili è una occasione per chi si ritrova a dover collocare enormi quote di denaro contante e Rimini, ma più in generale la riviera, sono un terreno fertilissimo per questo genere di attività. Occorre dunque una profonda riflessione anche sul modello di sviluppo economico che intendiamo intraprendere nel futuro per impedire il radicarsi di organizzazioni criminali e delle loro attività.

La nostra realtà però ha ancora gli anticorpi per poter contrastare questi bubboni, occorre che le associazioni di categoria, l’imprenditoria, la finanza locale e, soprattutto, le istituzioni prendano coscienza di questa emergenza e organizzino una risposta risoluta. Occorrono pressioni verso il governo
centrale e per potenziare le strutture della giustizia e per coordinare con più forza le azioni investigative.
In questo senso ho sempre ribadito che la semplice richiesta di più uomini, magari per contrastare l’abusivismo commerciale, è insufficiente quando le organizzazioni della grande criminalità vedono nelle nostre città un terreno di conquista. Soprattutto non si può continuare a fingere che il problema non ci
sia.

Contrassegnato da tag , , ,
Annunci