OCCORRE FAR PREVALERE LA CULTURA DELLA LEGALITA’, QUELLE DI CREMASCHI SONO PROVOCAZIONI CHE SI POTEVA RISPARMIARE

Rimini, 27 agosto 2008

 

di Eugenio Pari

 

Anche questa estate il fenomeno dell’abusivismo commerciale porta con sé il proprio carico di polemiche e provvedimenti al limite dell’emergenza sociale, gli amministratori non si sono sottratti dal rinfocolare gli animi. La politica se ci riuscisse dovrebbe fare autocritica, ma al tempo stesso l’Amministrazione comunale dovrebbe fare chiarezza sulla denuncia di casi di violenza compiuti da parte di agenti della polizia municipale ai danni di venditori abusivi al momento del loro arresto. È vero ciò che dice la segretaria della CGIL Meris Soldati “non ci sono buoni o cattivi a prescindere, sia che abbiano la pelle scura o la testa rasata”, proprio per questo occorre fare chiarezza a tutela anche del Corpo di Polizia municipale.

Noi Comunisti Italiani abbiamo inoltrato richiesta formale al Presidente della commissione preposta e al Presidente del Consiglio comunale, di convocare in audizione l’assessore Biagini ed il comandante Talenti per comprendere quali sono i contorni delle vicende degli ultimi giorni e le regole di ingaggio. Mi auguro che l’Assessore accetti proprio per non lasciare ombra di dubbio su queste vicende che presentano dei tratti non chiari.

Per quanto riguarda le parole di Giorgio Cremaschi credo che il ricorso al “boicottaggio di Rimini” sia solo una provocazione che forse avrebbe fatto meglio a risparmiarsi, è evidente però che si vuole strumentalizzare altrettanto provocatoriamente queste frasi dette con troppa leggerezza, senza considerare che l’isterismo politico e sociale sulla sicurezza rischia di snaturare le fondamenta democratiche della nostra città e del nostro Paese. Si tratta, a mio avviso, di posizioni condivisibili dal punto di vista emotivo (sempre che corrispondenti al vero), ma del tutto nocive dal punto di vista politico perché non spostano di una virgola lo stato dei fatti, anzi provocano una reazione contraria alle premesse. In questo caso la relazione causa – effetto allontana di molto il senso comune dagli obiettivi preposti, in poche parole un boomerang politico per la sinistra. Io sono assolutamente convinto del fatto che qualsiasi cittadino di fronte a fatti che possono avere rilevanza penale, in questo caso quello delle violenze delle forze dell’ordine durante un arresto, abbia un obbligo: quello della denuncia agli organi preposti. I problemi, infatti, non si affrontano contrapponendo una propaganda ad un’altra, le pulsioni xenofobe e la deriva securitaria – a cui anche il Pd molto spesso cede – non si affrontano con lettere, sia pure condivisibili, a Liberazione.

Occorre far prevalere la cultura della legalità a tutti i livelli e per sanzionare un reato, va da se, non si può commettere un altro reato.

Da tempo lo diciamo: nonostante l’esponenziale aumento di risorse ed energie profuse dal Comune per reprimere l’abusivismo commerciale, questo fenomeno non accenna a diminuire e a questo punto sarebbe saggio, oltre che logico, riuscire a modificare le strategie.

Il problema dell’abusivismo commerciale ha mille sfaccettature. Per esempio il fatto che i venditori abusivi commercializzano le stesse identiche cose in qualità, ma a prezzo inferiore, che i bagnanti possono trovare nei negozi del lungomare.

 

Credo che per la nostra città sia arrivato il momento di assumersi l’impegno politico, sociale e culturale di riflettere sul più vasto e oneroso tema della legalità partendo dalle importanti dichiarazioni di pochi giorni fa fatte da Presidente della provincia e Sindaco sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico della nostra comunità. Occorre, insomma, dare una priorità delle politiche e delle strategie in tema di legalità sapendo che i fenomeni di disordine economico, come il pizzo e l’usura, sono per tanti commercianti elementi ben più gravi dei venditori abusivi e sintomi ben più negativi per la nostra comunità su cui mai e poi mai possiamo permetterci di abbassare la guardia.

 

 

Eugenio.Pari@comune.rimini.it

eugenio_pari@yahoo.it

https://eugeniopari.wordpress.com/

Cell. 334.6766149; 346.3756798

Tel. e fax 0541.704169

 

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