Finanziaria. Sunia contro Tremonti: “Il Piano casa solo per i costruttori”

Trovato su: http://eddyburg.it/article/articleview/11770/0/204/

Una forte denuncia dei particolari dell’infame “politìca della casa” del governo: un ennesimo modo di trasferire ricchezza del pubblico al peggiore privato. La Repubblica online, 6 agosto 2008

ROMA – “Una vera e propria truffa” sono queste le parole con cui il segretario nazionale del Sunia, il Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari, Luigi Pallotta, definisce il decreto approvato ieri alla Camere, mentre il piano casa annunciato dal ministro Tremonti viene accusato di essere “l’ennesimo sostegno ai costruttori nostrani che per effetto della crisi vedono crollate le compravendite”.
Con il decreto sostiene il Sunia, “si tolgono 550 milioni di Euro destinati nel 2007 all’emergenza abitativa, ed in particolare alle famiglie disagiate sottoposte a sfratto, per destinarli ad un fondo nazionale che dovrà finanziare un piano casa tutto da definire entro sei mesi, che dovrà successivamente essere attuato dalle Regioni e dai Comuni”.
Gli alloggi poi, secondo il sindacato saranno “in proprietà, quindi, che non servono a nulla e vanno nella direzione opposta alla necessità che lo stesso governo e gli stessi costruttori hanno, sino a poche settimane fa, dichiarato: quella di costruire e recuperare alloggi in locazione a canoni sostenibili dai redditi delle famiglie in cerca di abitazione”.
“O il Ministro nella fretta non si è accorto che nel testo è scomparsa la parola ‘locazione’ da quello che dovrà essere il futuro piano casa – continua Pallotta – oppure non conosce le esperienze europee di social housing che sono in larghissima parte per l’affitto e non per la proprietà. Nella realtà dei fatti e non delle dichiarazioni – conclude il Sunia – vengono tolti i fondi da quella che invece era una prima concreta risposta all’emergenza abitativa, fatta non solo di soldi ripartiti fra le Regioni”.
“Come se non bastasse – prosegue – vengono sottratti altri 280 milioni già destinati ad alloggi in locazione a canone sostenibile, nei contratti di quartiere, a dimostrazione ulteriore di quale indirizzo il governo intende dare alla politica abitativa”.

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