Archivi giornalieri: 25/03/2008

Eugenio Pari. Lettera aperta sui centri commerciali

Rimini, 25 marzo 2008

Il dibattito sull’apertura dei centri commerciali nei giorni festivi consegna chiaramente la grande questione per la nostra città: Rimini paradigma di una economia basata sul consumo che sempre più spesso vede nelle risorse ambientali e territoriali elementi utili solo al profitto e gli individui come merce. A dire il vero credo che questo sia il problema della nostra società basata su un’idea dello sviluppo incentrato sull’esaurimento irresponsabile dei beni ambientali e sulla finalizzazione di qualsiasi scelta al lucro.

Sono apprezzabili e condivisibili le posizioni del Vescovo Lambiasi, come prima quelle di De Nicolò, così come è condivisibile la posizione delle Organizzazioni sindacali ed in particolare della CGIL. Io, però, terrei fuori questi soggetti da un dibattito che rischia di essere viziato dal clima di campagna elettorale e che pertanto corre il pericolo di rimanere oggetto di scontro politico, quindi del tutto ininfluente dal punto di vista della soluzione del problema, che come detto, verte sul modello economico e sociale della nostra realtà.

Credo che l’Amministrazione debba rivedere la propria decisione di concedere solo tre giorni di chiusura festiva per i centri commerciali, sapendo però che ciò potrà avere delle ricadute sul settore turistico, in questo senso la posizione del Segretario comunale Pd Gigi Bonadonna, improntata sul buonsenso e su posizioni di merito convincenti, mi sembra davvero un buon punto di partenza per giungere ad una sintesi.

Io penso che il problema risieda anche, anzi soprattutto, nelle condizioni lavorative delle persone assunte nei centri commerciali, nei loro contratti di lavoro improntati sulla precarietà sulla flessibilità più spinta. Alcune inchieste confermano ciò che purtroppo sapevamo: vi è un clima pesantissimo adoperato contro le lavoratrici e i lavoratori, essi sono sottoposti al ricatto di perdere il posto di lavoro e su questo è necessaria un’azione sindacale. Così come sono convinto che occorrerà valutare attentamente ogni provvedimento di allungamento dei giorni di chiusura in quanto: più giorni i centri commerciali stanno chiusi minore rischia di essere lo stipendio dei lavoratori.

Il motivo di questa proporzione a svantaggio dei lavoratori sta proprio nelle condizioni contrattuali e lavorative applicate, sulle quali è necessaria un’azione che va, purtroppo, al di la’ delle sole intenzioni e dei singoli provvedimenti dell’Amministrazione comunale. Concludendo e rimanendo in attesa di conoscere la posizione del Sindaco, faccio altre due considerazioni: perché non si cerca, già da oggi, con l’appoggio e la mediazione dell’Amministrazione riminese e delle altre istituzioni del territorio modalità di svolgimento delle mansioni lavorative che garantiscano più diritti per le donne e gli uomini impiegati nel commercio? Perché non subordinare il calendario di apertura di questi centri ad un programma di nuove assunzioni con cui coprire l’intero corso dell’anno? Di fatto, questo problema che si ripete ormai da diversi anni rende stringente il nodo sul modello economico ed è giunto il tempo di trovare risposte strategiche e innovative.

 

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