Dorotei. Ovvero su ciò che accade nel PD riminese

Amintore Fanfani

Chi ricorda il mito di Kronos il Dio che per fermare il tempo divorava i propri figli? Per una spiegazione di superficie si potrebbe spiegare la formazione dei candidati alla Camera del PD riminese con l’applicazione contraria di questo mito, ossia i figli che divorano i padri per accellerare i tempi della loro carriera politica.

Di fatto ciò che accade nel Pd riminese, e non solo, è uno spietato scontro per il potere all’insegna del rinnovamento, dove sulla candidatura della Marchioni (nota: sarebbe l’unico deputato che non è mai stato eletto nemmeno in un consiglio di quartiere, alla faccia della propaganda piddina che sostiene la scelta dei cittadini) si giocano a detta dell’ex deputato Gambini altre partite che si svolgeranno nel 2009 in Comune, Provincia e Regione. Più volte mi è capitato di definire il Pd come un nuovo partito democristiano caratterizzato dal doroteismo (1) e quindi dalla spartizione di posti di potere come unico modo di intendere e fare politica. I fatti confermano questa impressione.

Si assiste da giorni ad uno scontro apicale tra gli esclusi, i loro sostenitori e i gruppi dirigenti del Pd locale e anche chi non vorrebbe occuparsene vede impegnati i tre giornali locali dalle diatribe degli ex Ds ed ex Margherita che monopolizzano il dibattito su temi che fanno parte dell’aspetto meno nobile della politica. Questo mi fa pensare che la vita del partito di Veltroni o sarà molto breve o quantomeno molto complicata e credo che la sinistra dovrebbe porre un argine concreto a questo modo di fare lontano dalle vere esigenze del Paese e della nostra città, marcando chiaramente una propria alterità.

Diffido sempre del nuovo per il nuovo, dell’inserimento di elementi giovanilistici nella politica, credo invece che il ricambio dei gruppi dirigenti possa avvenire non sulla base di aspetti anagrafici ma sulla base di aspetti programmatici e ideali.

Al gruppo dirigente del Pd riminese conviene che le elezioni vadano bene perchè già oggi si sente un tintinnar di sciabole che non promette nulla di buono. Il rischio, infatti, è che alla resa dei conti post elettorale prevalgano atteggiamenti irresponsabili che vedranno il proprio terreno di scontro sul Comune, con la possibilità sempre più concreta di un voto anticipato a Rimini. Penso che questa ipotesi vada scongiurata perchè significherebbe piegare le istituzioni ai giochi elettorali di partito, anzi, interni ad un partito, proprio come facevano i dorotei.

(1) Dorotei, doroteismo
La corrente storica della Democrazia Cristiana che governò il partito per un lungo periodo. Il nome deriva dal convento delle suore dorotee, che ne ospitò la prima riunione. La corrente, il cui nome ufficiale era “Impegno democratico”, si collocò nell’area centrale della Dc e dettò uno stile nei rapporti politici e nella gestione del potere che assunse un carattere preciso: il doroteismo, infatti, divenne sinonimo di notabilato, di esercizio del potere.

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