Etichettato: privatizzazioni

AGLI AMMINISTRATORI RIMINESI PRESENTI ALLO SCIOPERO CHIEDIAMO UNA COSA: COERENZA

Rimini, 06/09/2011

DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI (COORDINATORE COMUNALE SEL RIMINI) SULLO SCIOPERO GENERALE DEL 6 SETTEMBRE

La grande adesione delle lavoratrici e dei lavoratori riminesi allo sciopero indetto dalla CGIL, così come la grande manifestazione sfociata in Piazza Cavour questa mattina non possono restare un momento a sé. I lavoratori, non solo gli iscritti alla CGIL, la piazza, chiedono alle Amministrazioni comunali della provincia un’azione chiara e netta per contrastare le politiche antisociali messe in campo con la proposta di manovra economica dal governo.

Piazza Cavour - sciopero 6 settembre 2011

Gli amministratori riminesi, presenti in gran numero in piazza, hanno fatto bene a dare il proprio sostegno allo sciopero, però quando scriveranno i bilanci si devono ricordare che i lavoratori e i pensionati oggi, ancora una volta, hanno chiesto più servizi pubblici, di difendere il welfare locale e non di smantellarlo o privatizzarlo. Così come la liturgia sulla ristrettezza di risorse provenienti dai trasferimenti statali non può gravare sui soliti noti in termini di incremento dell’addizionale IRPEF. Agli assessori riminesi e ai sindaci vogliamo rivolgere un invito: essere coerenti con la piazza in cui erano presenti oggi e con le richieste dello sciopero a cui hanno aderito.

Occorre un serio contrasto all’evasione fiscale e al lavoro nero, per questo crediamo che i comuni di concerto con l’Agenzia delle entrate, con l’INAIL e con l’INPS possano fornire il proprio sostegno per implementare gli organici deputati al controllo e per promuovere iniziative che stringano le maglie dell’evasione e dell’elusione, permettendo in questi casi un contrasto vero i questi fenomeni che sono veri e propri crimini.

DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI (CAPOGRUPPO SEL RIMINI) SULLA CRISI DELLA MAGGIORANZA A RIMINI

Rimini, 22.09.2010

Comunicato stampa

Apprendo dalle considerazioni di Ravaioli e Agosta che a cercare la rottura saremmo stati noi consiglieri che da tre anni diciamo che il progetto Murri non andava bene.

Il sindaco, addirittura, accusa i “ribelli” di essere la causa della futura ed eventuale sconfitta alle urne. Si riduce la complessità di una critica ad una certa linea politica troppo incline ai poteri forti, a semplice critica della politica urbanistica in voga negli ultimi dodici anni. Queste posizioni sono auto consolatorie nel migliore dei casi, mistificatorie invece se parliamo politicamente, dopo aver ripetutamente dichiarata conclusa la politica della cementificazione, del motore immobiliare i colpi di coda di questa Giunta sono proprio dei motori immobiliari.

Dopo dodici anni è auto consolatorio dire che la crisi del centrosinistra l’hanno determinata i consiglieri “ribelli” e non le scelte stesse che hanno sempre più allontanato e fatto arrabbiare gli elettori del centrosinistra. L’elenco delle scelte non condivise è lungo, per quanto mi riguarda va dall’applicazione dell’addizionale Irpef fatta per pagare la festa di Capodanno, alla privatizzazione dei servizi educativi, passando per la privatizzazione dei servizi pubblici fino ad arrivare al taglio dell’assistenza domiciliare per anziani e non autosufficienti.

Scegliendo i poteri forti siano essi legati alla rendita immobiliare o ai poteri economici corporativi come è stato fatto negli ultimi dodici anni non si vince, invece si è aumentato e si aumenta il divario tra chi ha governato e intende continuare a farlo e le esigenze, i problemi e le aspirazioni delle persone in carne ed ossa.

Si sono creati in vitro esigenze del tutto fuori contesto, come per esempio lo stadio, per consentire colate di cemento, si tace davanti alla minacce di Aureli che tendono solo ad ottenere cambi di trasformazione d’uso e si mostrano i muscoli con gli anziani come nel caso delle case popolari. Su tutte queste cose, Agosta, dovrebbe ricordare la nostra critica, le nostre proposte inascoltate e il nostro atteggiamento mai accondiscendente nel voto. Ora si dice che queste critiche sono banali e strumentali visto il clima elettorale, ma io ribadisco che sono cose che si dicono almeno dal 2006 e ciò che è banale e veramente strumentale è inseguire la destra, imitarla, pensando di raccogliere consenso, mentre è vero il contrario e cioè che il consenso si perde perché tra l’originale proposta della destra e la copia del Pd chi ci crede sceglie la destra, mentre sempre più persone preferiscono starsene a casa.

DICHIARAZIONE DI EUGENIO PARI SULLA HOLDING A RIMINI

Rimini, 16 gennaio 2010 – Comunicato stampa

La vicenda della Holding presenta da tempo diverse criticità che al momento impongono una seria ed accurata riflessione. Essa appare come un elemento di “finanza creativa” più che come possibilità didotare la città dei necessari servizi. Preoccupa, inoltre, il fatto che questo strumento rappresenta un moltiplicatore del debito per nulla keynesiano in quanto tra gli interventi previsti non ce n’è alcuno che possa in qualche modo incidere positivamente sul welfare locale. Il rischio, ribadisco, è che questo strumento su cui l’Amministrazione ragiona dal 2006, ben prima quindi dei tagli indiscriminati e insensati del governo agli enti locali, è che le finanze comunali piombino in un vortice debitorio da cui sarà molto difficile uscire e il cui effetto sarà quello di bloccare la spesa corrente.
La Holding, a conti fatti, è uno strumento e gli strumenti di per sé sono
neutrali. Il tema è quindi capire finalmente che utilizzo sociale potranno
avere le risorse sbloccate da questo soggetto, ma credo, infatti, che in un
contesto di crisi come quello che stiamo attraversando, ben lontano dall’essere superato, accanto alle ricapitalizzazioni sia assolutamente necessario ragionare su un uso popolare delle risorse che questa holding sarà in grado di sbloccare. Senza un fine sociale, popolare, cioè se le risorse derivanti da questa operazione saranno finalizzate unicamente per realizzare scopi burocratico – amministrativi e non a sostegno delle fasce sociali più deboli e più colpite dalla crisi, credo sia davvero difficile votare a favore.

LA FINANZA CREATIVA RIMINESE

Nota di Eugenio Pari, 11 novembre 2009

Finanza creativa

Finanza creativa

La costituzione della Holding con cui il Comune intenderebbe finanziare diversi progetti futuri, preso com’è dalle ristrettezze di bilancio, presenta tanti, troppi elementi critici che rendono questa questione tremendamente complicata e che fa sperare nella non realizzazione di questo nuovo strumento di moltiplicazione del debito. Sul tema generale delle ristrettezze economiche del bilancio occorre tornare a sottolineare, non per fare i grilli parlanti, che dal 2006 personalmente ho più volte criticato una spesa per investimenti di cui oggi paghiamo gli effetti (i tassi d’interesse dei mutui bloccano la spesa corrente e non consentono ulteriori investimenti), investimenti di cui francamente la città non ha colto alcun effetto positivo. Oggi con la Holding rischiamo di far piombare le finanze locali in un circolo vizioso i cui effetti saranno pagati dai cittadini. Intanto è sempre stato detto che la Holding non avrebbe avuto un consiglio di amministrazione, mentre si scopre che questo costerà 250mila euro. Nel dettaglio gli elementi critici sono quelli di una non linearità rispetto a dispositivi di legge che devono rendere, nel caso di costituzione di nuove aziende, l’azione di queste aziende coerente con le finalità istituzionali dell’ente, cosa quest’ultima non affatto contemplata dallo studio di fattibilità. Questa Holding partirebbe con oneri assunti dal comune del valore complessivo di 6,4 milioni, senza contare le decine di milioni di debiti che dovrebbe contrarre con le banche ed è verosimile pensare che ad una possibile insolvenza a risanare dovrà pensarci il Comune, ovvero tutti noi. La Holding produrrà una disomogeneità delle strutture e delle singole partecipate, determinando una riduzione complessiva del valore delle aziende; allungandosi la catena di controllo il Comune avrà ancora maggiori difficoltà nell’attivare sinergie e le necessarie razionalizzazioni delle aziende da esso stesso controllate. Vi sarà, insomma una sovrapposizione di strutture onerose con ampie aree di irresponsabilità in un contesto di scarsa trasparenza dove gli organi democraticamente eletti con funzioni di controllo e indirizzo verranno scavalcati, infatti l’amministratore unico dovrà rendere conto solo al Sindaco. A conti fatti la costituzione della Holding risulta solo un abile artifizio per aggirare il patto di stabilità e per pagare meno tasse con il paradosso che a promuovere e indirizzare questo aggiramento è un soggetto pubblico, una istituzione della Repubblica, cioè il Comune. Il rischio che già oggi si prefigura, a mio modo di vedere, è quello di una devastazione delle finanze comunali. A questo punto, prima che il danno sia compiuto, non rimane che da chiedere, come peraltro si è fatto da tempo, ad una inversione dei propositi dell’amministrazione bloccando questo progetto.

Interrogazione di Eugenio Pari sulle partecipazioni comunali

Nelle linee guida per il Bilancio 2008 viene fatta l’ipotesi di creare una nuova società di proprietà comunale per la gestione di alcuni servizi attualmente in capo ad Hera, così come si cita la possibilità di creare una holding di tutte le partecipazioni comunali nelle varie aziende in cui è socio il Comune di Rimini.

Da notizie apparse sulla stampa locale qualche giorno fa apprendiamo che vi sarebbe già il nome di chi dovrebbe dirigere o presiedere questa azienda e si tratterebbe di un autorevole personaggio che già vanta la guida di un’azienda di pubblici servizi di un Comune vicino a Rimini .

A fronte di tali notizie chiedo se risulti al Sindaco che sia stato attivato un rapporto tra l’Amministrazione e dirigente sopraccitato e se questa persona abbia, ricevuto una sorta di mandato esplorativo. Se così fosse ritengo non si tratti di un comportamento improntato alla trasparenza e alla correttezza istituzionale. Sulla scelta della dirigenza l’Amministrazione avrebbe diverse opzioni, ad esempio distaccare a tal fine una delle posizioni dirigenziali attualmente esistenti, oppure procedere attraverso concorso così come avviene per qualsiasi altra assunzione.Infatti, non si capisce come mai per l’assunzione di un bidello o di un usciere si deve procedere per concorsi, mentre per individuare un così rilevante ruolo si possa procedere attraverso una scelta discrezionale.I quesiti presentati nell’interrogazione sono:

- quali servizi effettivamente Hera SpA intende ridare al Comune;

- quali sarebbero i criteri con cui il Comune intenderebbe procedere verso questo rientro;- la relazione tra la costituzione di questa società e la new co. di cui si parla sempre nelle linee di indirizzo e se questa nuova società andrà ad aggiungersi alle già numerose società di cui il Comune è proprietario o socio;

- se corrisponde al vero la notizia riferita all’incarico di mandato esplorativo che sopra ho riportato e se sono verosimili le notizie apparse sulla stampa locale;

- la nuova società che dovrebbe nascere dalla dismissione di alcuni servizi da Hera al Comune, implicherà modifiche sui livelli occupazionali? Rispetto questo tema quali sono le posizioni dell’Amministrazione?